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Il dono della pagina bianca

C'è sempre qualcosa di straordinario nel ricominciare un cammino. Si ritorna, dopo il tempo “diverso” della pausa estiva al tempo “uguale” che ci accompagna per gran parte dell'anno, e volersi reimmergere nella ordinaria quotidianità della vita non è facile, né per noi adulti, né per i ragazzi. Per questo ricominciare daccapo richiede coraggio, tanto almeno quanto quello che ci vuole per intraprendere strade nuove...


Il dono della pagina bianca

da Attualità

del 12 settembre 2008

C’è sempre qualcosa di straordinario nel ricominciare un cammino. Si ritorna, dopo il tempo “diverso” della pausa estiva al tempo “uguale” che ci accompagna per gran parte dell’anno, e volersi reimmergere nella ordinaria quotidianità della vita non è facile, né per noi adulti, né per i ragazzi. Per questo ricominciare daccapo richiede coraggio, tanto almeno quanto quello che ci vuole per intraprendere strade nuove. Si ritrovano sentieri già percorsi ma capaci di rivelarsi ancora pieni di sorprese, di novità, e qualche volta non proprio gradite. Sfide nuove sono possibili anche laddove tutto sembra già previsto, già scontato. Ricominciare daccapo, qualche volta, è un dono prezioso che ci viene dal Signore: è la possibilità di trovarsi davanti una pagina bianca, che attende la nostra scrittura, ma questa volta forse conosciamo già gli sbagli da evitare, i vicoli ciechi in cui non andare più ad infilarci.

E il dono della pagina bianca è un gesto di fiducia da parte di Dio, un dono ben più grande di una semplice seconda opportunità. A me piace, all’inizio di un anno nuovo (anno pastorale, anno accademico, anno scout, [anno scolastico, anno associativo]…) guardare avanti: mi fa sentire un po’ come chi, lungo un sentiero di montagna, dopo una svolta vede aprirsi davanti a sé tutta la valle e riesce, se la giornata è limpida, a spingere lontano lo sguardo, e vedere che, sì, c’è ancora strada da fare, ma il mondo di Dio è grande e bellissimo!

Non tutto sarà semplice, non tutto riuscirà bene, ma che importa? Se posso spingere così lontano il mio sguardo, potrò guidare anche il mio cuore verso mete più grandi, verso orizzonti più vasti, e anche la fatica del cammino quotidiano, della monotonia di tanti giorni sempre uguali anche se sempre diversi, diventerà parte di un disegno non più oscuro, ma illuminato dallo sguardo di Dio. È tempo di ricominciare: incontri, uscite, servizio, lo studio o il lavoro, la vita in famiglia, gli amici… le solite cose? Le cose di sempre, le stesse dell’anno passato.

Ciò che importa, è che il cuore sia diverso, perché è lì che si gioca la vita della fede: nel cogliere la presenza di Dio che passa come fuoco ardente in mezzo ai miei giorni. L’icona di questo tempo dovrebbe essere quella dei discepoli che scendono dal Tabor con Gesù, dopo essere stati abbagliati dalla luce della Trasfigurazione. Quell’uomo che cammina con loro, che sembra così comune, è invece lo stesso che hanno visto “rivestito di maestà e di bellezza”, sfolgorante della gloria del Padre. Sarebbe stato bello restare sospesi lassù, in cima alla montagna, lontani da tutto e da tutti. Ma Gesù ritorna per le strade della vita, ed è lì che anche noi lo ritroveremo, accanto a noi giorno dopo giorno, nei volti di quanti incontriamo.

 

don Fabio Besostri

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