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I cattolici non sono la 'lobby dell'embrione'

Referendum fecondazione artificiale. Mons. Fisichella: «I cattolici non sono la 'lobby dell'embrione', non cadere nella 'trappola' di 'andare a votare'».


I cattolici non sono la 'lobby dell’embrione'

da Quaderni Cannibali

del 01 febbraio 2005

 'I cattolici non cadranno nella trappola di chi vuole che vadano a votare'. Ne è convinto mons. Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, secondo il quale i quattro quesiti referendari sulla procreazione medicalmente assistita 'non possono andare bene a noi cattolici', in quanto 'contrari non solo alla morale cattolica ma anche ai principi etici'. Intervenendo ad un dibattito a 'due voci' (moderato da Giuliano Ferrara) con il vaticanista Marco Politi, nel corso del XIII Convegno nazionale dell’Opera Romana Pellegrinaggi, Fisichella ha fatto notare che 'il problema della tecnica è un problema culturale, prima che politico. Le prospettive culturali implicite in questo tema non si risolvono a colpi di maggioranza', ma 'facendo capire a cosa stiamo andando incontro', attraverso una presenza 'profondamente attiva' dei cattolici all’interno del dibattito, finalizzata a 'proporre la nostra visione della persona umana'.

'Noi cattolici – ha puntualizzato il rettore della Lateranense - non siamo la ’lobby dell’embrione’. Abbiamo alcuni principi irrinunciabili che nessuno può cambiare, perché appartengono alla dottrina di Gesù. Nessuno ci dica che siamo contrari al progresso o alla tecnica: siamo contrari ad una tecnica che detti i principi che orientano l’inizio e la fine di una vita umana, che voglia sancire una supremazia su ciò che l’uomo è sempre stato e dovrebbe essere'. L’altra 'trappola' citata da Fisichella è quella del credere che 'la fede non può pensare, pensa solo la ragione. Abbiamo dimenticato che la fede pensa, e se non pensa non è una fede cristiana, anzi cattolica'. 'Il frammento non costruisce e non crea storia, come la dimenticanza del passato', ha ammonito Fisichella, ricordando che 'ci sono cose che appartengono a tutti, come il cristianesimo, che non può essere visto come una limitazione della libertà'.

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