Una trentina di giovani si sono incontrati a Mezzano dal 2 al 4 gennaio per il quarto incontro.
Quante volte ci capita di sentirci una meraviglia? Quante volte ci capita di sentirci un incanto di Dio?
Dal 2 al 4 gennaio noi Gruppo Ricerca femminile ci siamo ritrovate a Mezzano, assieme ad altri gruppi ispettoriali, per continuare il nostro cammino.
Alla condivisione finale le ho definite "giornate - frullatore" perché abbiamo vissuto moltissimi momenti che ci hanno permesso di riflettere e di riprendere in mano parecchi aspetti della nostra vita, in particolare quello di donna che ascolta e si ascolta.
Abbiamo infatti vissuto 3 momenti formativi molto intensi su questa tematica:
Il primo giorno ci siamo soffermate sull’ascoltare il nostro corpo grazie una silent-walk guidata, che ci ha ricordato che Dio si trova in ciascuno di noi, in ognuno dei nostri cuori… Non ci avevo mai fatto caso ma banalmente quando tocchiamo il nostro cuore siamo vicini al cuore del nostro cuore: Dio. Questo mi ha aiutata a capire che è proprio grazie il nostro corpo che possiamo renderci pane per gli altri, è proprio grazie alla sua cura che possiamo prenderci cura del prossimo, possiamo amarlo, possiamo essere casa.
Il secondo giorno è arrivata Manuela, una psicologa, che ha tenuto un momento molto toccante a tutto il Gruppo Ricerca - Faccia a Faccia maschile e femminile. Se nel primo giorno ci eravamo soffermate sul corpo della donna, nel secondo abbiamo approfondito la nostra mente.
Ci siamo quindi divisi in gruppetti da 5/6 persone e abbiamo ascoltato. (Sinceramente non saprei da dove iniziare perché ha lanciato tantissimi spunti di riflessione, tantissime "bombe" che hanno reso il momento di deserto una sorta di momento in cui fermarsi e cercare di
mandare giù un boccone non sempre semplice da digerire). Dunque, lei ha iniziato con una semplice domanda (semplice per modo di dire): quante volte ci capita di sentirci una meraviglia? Quante volte ci capita di sentirci un incanto di Dio?
Da lì ha iniziato un discorso che mi ha fatta sentire veramente dentro un frullatore. Tra le moltissime cose dette, quelle che più mi hanno fatta riflettere maggiormente sono che Dio guarisce qualsiasi cuore, non c’è cuore o età che Egli non possa guarire, perché Lui riesce a
vedere una persona senza pregiudizi, così com’è… il suo Amore è per tutti. È anche vero però che occupa lo spazio che noi gli offriamo: se abbiamo delle zone d’ombra con noi stessi non potremmo accogliere e godere a pieno del suo amore per noi. Ha ribadito che il rapporto con Dio va coltivato, anche nei momenti di difficoltà, perché il Signore mica ci chiede di stare sempre nella ruota panoramica, ci accetta anche quando viviamo dei periodi più difficili, ma se non viene coltivato questo rapporto va in deperimento. Durante il suo intervento Manuela ci ha lasciato con tantissime domande che ci servono a metabolizzare tutto quello che ci ha detto, come: mi ascolto durante il giorno? dove non mi accolgo? che idea ho del Bene? quanto sono incentrato sul controllo?
Nell’ultimo momento formativo, che si è tenuto nel pomeriggio, abbiamo invece trattato l’anima della donna. Abbiamo quindi letto il Vangelo di Giovanni 2, 13-25 cercando di averne una visione globale (affrontando brevemente anche quello che è avvenuto prima e dopo il brano).
Quello che mi ha colpita particolarmente è stata la frase "Egli infatti sapeva quello che c’è in ogni uomo" perché ha un po’ chiuso il cerchio di queste giornate molto forti. Ho capito che, se siamo effettivamente tempio di Dio (come dice il brano), lo spirito di Dio abita in noi, Cristo si è fatto carne per abitare in mezzo all’uomo ma allo stesso tempo è anche l’uomo che incarna Cristo perché siamo abitati dalla sua presenza.
Nell’ultima sera abbiamo fatto la veglia. Durante questo momento ho potuto approfondire la figura di Suor Maria Troncatti e grazie alle letture che accompagnavano il momento ho capito che non siamo solo noi a cercare Dio ma è Lui il primo a cercare noi: "Andrò in cerca della pecorella perduta" (Ez 34,16).
Queste giornate intense sono state ovviamente accompagnate da momenti di gioco, momenti di leggerezza, momenti di risate e divertimento assieme, momenti in cui tra ragazze del GR ci siamo confrontate sulle nostre paure, sui nostri desideri, suoi nostri sogni.
Vorrei concludere quindi con l’ultima frase che c’era scritta nel mio foglietto della Veglia ossia:
"Anche oggi, come allora, chi cerca con sincerità, trova. E chi trova, stringe. E chi stringe, vive. Il Signore è qui, e ti aspetta."
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