Una trentina di giovani si sono incontrati a Mezzano dal 2 al 4 gennaio per il quarto incontro.
Dal 2 al 4 gennaio 2026 si è tenuto un incontro MGS a Mezzano di Primiero, al quale hanno partecipato ragazzi provenienti da diverse realtà del Triveneto, divisi per cammino: Triennio, Gruppo Ricerca, Faccia a Faccia e MGS Play. Fin dall’inizio si è respirata un’atmosfera vivace e diversificata, data non solo dalla provenienza diversa, ma anche dalle domande e dalle fasi di vita che ciascuno portava con sé.
Nel pomeriggio del 2 gennaio sono iniziate le attività con un momento di preghiera comune e un incontro formativo divisi per gruppi. La domanda che ha fatto da filo conduttore è stata: “Quali sono i criteri per le tue scelte?”. Personalmente, è stato un primo invito a rallentare, a guardare con verità a ciò che muove le mie scelte quotidiane e a quanto spazio lascio, o non lascio, a ciò che desidero realmente.
Dopo cena abbiamo trascorso una serata insieme animata dall’MGS Play, che è stata occasione per sperimentare una santa allegria condivisa.
La giornata di sabato 3 gennaio si è aperta con nuovi incontri formativi. Il Gruppo Ricerca e il Faccia a Faccia hanno incontrato una psicologa, approfondendo, con lo sguardo rivolto a Gesù, il modo in cui i due sessi si relazionano e cercando di scavare nella propria interiorità. È stato un tempo esigente, che ha chiesto di non fermarsi a risposte già pronte, ma di accettare anche le proprie fragilità, le ambiguità e le domande ancora aperte.
Dopo pranzo si è tenuta una sfida a “guerra cinese” nel parco di Primiero. La giornata si è poi conclusa con un tempo di Veglia con adorazione. Questo momento è stato strutturato a partire dalla domanda: “Gesù viene a te come un bambino, tu come ti poni?”.
Non era una domanda da risolvere in fretta, ma da abitare. In base alla propria risposta, poi, ognuno ha seguito uno dei quattro percorsi proposti, diversi tra loro ma accomunati dalla stessa provocazione: mettersi davanti a Dio senza maschere.
È stato un tempo di verità: non dovevo dimostrare nulla davanti a Dio, ma solo rimanere sulla domanda, e guardare dentro di me.
La domenica è stata il tempo della sintesi. È emerso con chiarezza che questi tre giorni, per non restare un’esperienza isolata, chiedono una scelta concreta e un metodo per renderla possibile nella quotidianità. Non tanto grandi propositi, quanto piccoli passi abitabili, capaci di dare forma a ciò che si è intuito e desiderato.
Al momento di deserto è seguita la Messa, che ha raccolto e rilanciato quanto vissuto nei due giorni precedenti.
Dopo il pranzo è arrivato il momento dei saluti e del rientro a casa, il luogo in cui portare i frutti dell’esperienza vissuta.
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