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Giudizi e competenze: è la nuova «pagella»

La compilazione delle nuove schede di valutazione, prevista per la fine del primo quadrimestre, segnerà ufficialmente l'ingresso nell'era del «portfolio». Gli istituti che in molti casi hanno messo a punto modelli diversi da quelli proposti dal ministero (lo scorso anno è stato dedicato alla libera sperimentazione) hanno qualche mese di tempo per organizzarsi.


Giudizi e competenze: è la nuova «pagella»

da Attualità

del 15 novembre 2005

Portfolio delle competenze: in arrivo una valanga di moduli per i prof. Il ministero dell’Istruzione ha varato le linee guida per la compilazione della «cartella» che conterrà i certificati e i documenti più significativi riguardanti la carriera scolastica dei ragazzi. Le nuove direttive, che aumenteranno il volume della produzione cartacea negli istituti, interessano le classi fin qui coinvolte nel processo di riforma: dalla prima elementare alla seconda media. Le scuole dovranno adeguarsi alle direttive di Viale Trastevere. Le linee guida, infatti, contengono modelli di valutazione consigliati ma anche modelli vincolanti. Tra questi, i dati anagrafici e il nuovo documento di valutazione (l’ex scheda) che vede di nuovo l’insegnamento della religione cattolica all’interno del documento (e non più su un modulo separato come accadeva dall’85), tra gli insegnamenti obbligatori opzionali, accanto all’insegnamento alternativo alla religione cattolica, che conquista così un suo spazio nel modulo.

C’è poi la certificazione delle competenze (prevista al termine della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado), forse la principale novità prevista dalla riforma in tema di valutazione. Quest’anno saranno coinvolti solo i ragazzi di quinta elementare, una tappa intermedia. Il prossimo sarà la volta di quelli di terza media, la conclusione del primo ciclo. In questa parte del portfolio si dà conto del raggiungimento degli obiettivi formativi attesi alla fine delle prime due tappe del percorso. Il consiglio di orientamento di terza media (bisognerà attendere un anno) è una sorta di proposta di orientamento alle superiori. Da ultimo, l’attestato finale che certifica l’ammissione o la non ammissione dello studente all’anno scolastico successivo. In questo spazio, a partire dalla scuola media, va anche specificato se il ragazzo ha partecipato o no alle lezioni per almeno due terzi del monte orario. Se non l’ha fatto, salvo casi eccezionali previsti dall’istituto, non potrà essere promosso.

La compilazione delle nuove schede di valutazione, prevista per la fine del primo quadrimestre, segnerà ufficialmente l’ingresso nell’era del «portfolio». Gli istituti che in molti casi hanno messo a punto modelli diversi da quelli proposti dal ministero (lo scorso anno è stato dedicato alla libera sperimentazione) hanno qualche mese di tempo per organizzarsi.

Ma vediamo più in dettaglio la circolare (la n° 84 del 10 novembre 2005). Il «portfolio» rischia di diventare ingombrante. Abbiamo appena visto le parti obbligatorie e già strutturate dal ministero. Poi ci sono quelle, sempre obbligatorie, che possono essere elaborate liberamente dalle scuole. Comprendono la registrazione delle osservazioni sistematiche del bambino (scuola dell’infanzia), la documentazione significativa delle attività educative e didattiche svolte dall’alunno, la documentazione dei processi di maturazione personale e le osservazioni dei docenti, le modalità di partecipazione e autovalutazione dell’alunno, le modalità della cooperazione delle famiglie al processo educativo dell’alunno.

L’elenco dei moduli non finisce qui: ci sono anche le parti consigliate e rimesse alla creatività dell’istituto come, ad esempio, l’autopresentazione o la presentazione dell’alunno e la biografia con narrazione delle esperienze significative.

Giulio Benedetti

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