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"Fratelli, amati da Dio e scelti da Lui”

Ecco la buona notizia che dalla venuta di Gesù percorre ogni giorno il mondo. Dio ci ama, Dio ci ha scelti per amore (non siamo frutto del caso!) e questo amore non lo ritira da noi MAI!


'Fratelli, amati da Dio e scelti da Lui”

da Teologo Borèl

del 24 ottobre 2008

Commento alla liturgia di Domenica 26 Ottobre 2008

 

XXX Domenica del tempo ordinario

 

Letture:  Esodo 22, 20-26           1 Tessalonicesi 1, 5-10                 Matteo 22, 34-40

 

 

 

> Ci sta accompagnando in queste domeniche  la prima lettera di S. Paolo ai cristiani di Tessalonica. È con grande commozione che mi avvicino sempre a questo testo, perché è il primo scritto del Nuovo Testamento: non esistevano ancora i Vangeli nella forma in cui li possediamo noi e già S. Paolo scriveva questo testo. Siamo negli anni 50-51 (cfr. Atti 16-17). Noterai la freschezza del linguaggio, la tenerezza del cuore dell’Apostolo, l’affiorare di alcuni temi “evangelici” (la vigilanza, la morte…), la presenza dello Spirito Santo…

Per tua comodità questa volta riporto il testo, il primo capitolo: i primi 5 versetti li abbiamo ascoltati domenica scorsa e gli altri verranno proclamati domenica prossima. Leggili per tuo conto con calma, dopo aver chiesto il dono dello Spirito che ti aiuti a comprendere la sua Parola!

 

> Paolo, Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: grazia a voi e pace! 2 Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente 3 memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo. 4 Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da lui. 5 Il nostro vangelo, infatti, non si è diffuso fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione, e ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene. 6 E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione, 7 così da diventare modello a tutti i credenti che sono nella Macedonia e nell`Acaia. 8 Infatti la parola del Signore riecheggia per mezzo vostro non soltanto in Macedonia e nell`Acaia, ma la fama della vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne. 9 Sono loro infatti a parlare di noi, dicendo come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti a Dio, allontanandovi dagli idoli, per servire al Dio vivo e vero 10 e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, che ci libera dall`ira ventura.

Metterò in risalto alcune espressioni con un breve commento nella speranza di farti “gustare” la bellezza di questo testo che ci riporta alle sorgenti della comunità cristiana.

 

> La “intitulatio”: al tempo di S. Paolo si scrivevano così le lettere. C’erano all’inizio tre cose:

·        Il mittente o i mittenti: qui sono tre, tutti sullo stesso piano, senza titoli o cariche di prestigio

·        I destinatari: la Chiesa di Tessalonica che ha un solido fondamento in Dio riconosciuto come Padre (e questo è caratteristico del Cristianesimo!) e in Gesù riconosciuto come Cristo e Signore, cioè il Risorto, il Kurios, Dio

·        L’augurio: grazia e pace, a ricordo dell’ebraico Shalom.

 

> “Ringraziamo…” : ecco il primo verbo del Nuovo Testamento!!! In greco suona “eucaristoùmen”, dove noti la parola eucaristia. S. Paolo inizia sempre le sue lettere ringraziando, rendendo lode a Dio per le sue meraviglie, i suoi doni, per i miracoli operati nelle comunità da lui fondate…  Questo ci dice che la cosa più importante nella vita è ringraziare, è dare a Dio il nostro cuore riconoscente! Il sacramento-   cuore della Chiesa è l’Eucaristia, che significa  ringraziamento.

Quando hai un poco di tempo, ringrazia! Ti sembra di essere capace? e allora ti propongo un esercizio: prendi un foglio e scrivi i tanti motivi per dire GRAZIE che senti nel cuore.  Contali! Ti sorprenderà quanto siano pochi. E allora allenati, allena la tua famiglia al ringraziamento.

Pensa che in Paradiso passeremo tutta l’eternità a ringraziare: tanto vale incominciare ad esercitarsi! 

 

> Vi ricordo nella preghiera: S. Paolo aveva ben compreso quanto Papa Benedetto XVI ha ricordato domenica all’Angelus (era la Giornata missionaria): “Il primo impegno missionario di ciascuno di noi è proprio la preghiera. E' innanzitutto pregando che si prepara la via al Vangelo; è pregando che si aprono i cuori al mistero di Dio e si dispongono gli animi ad accogliere la sua Parola di salvezza”.

E diventano oggetto della preghiera dell’Apostolo le virtù che fondano l’esistenza cristiana: la fede, la speranza e la carità, accompagnate da aggettivi molto significativi. Cercali!

 

> “Fratelli, amati da Dio e scelti da Lui”: ecco la buona notizia che dalla venuta di Gesù percorre ogni giorno il mondo. Dio ci ama, Dio ci ha scelti per amore (non siamo frutto del caso!) e questo amore non lo ritira da noi MAI! Lo stesso Paolo scrivendo agli Efesini dirà: “Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo!”  C’è da sentirsi girare la testa: noi eravamo nel cuore di Dio milioni e milioni di anni fa, da sempre Lui ha pensato a noi con amore. Eh sì, perché Dio ci ama da Dio, non con il nostro cuoricino piccolo e di corto respiro. È Gesù che ci ha rivelato questo: “… avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò fino alla fine.” “Non vi chiamo più servi, ma amici!”

Tu sei il figlio, la figlia amata da Dio, scelta da Lui perché sappia portare frutti buoni e questo dall’eternità e per l’eternità!

 

> Lo Spirito Santo: nei vv. 5 e 6 per due volte si parla dello Spirito Santo! In tutta la lettera per altre due o tre volte spunterà lo Spirito Santo e siamo a una quindicina d’anni dalla  morte di Gesù. La Chiesa primitiva viveva nello Spirito Santo, ne sentiva la presenza potente e luminosa. L’Apostolo afferma che l’annuncio e la diffusione del Vangelo è avvenuta non in virtù di parole umane, ma grazie alla forza dello Spirito. Gesù aveva detto: “Riceverete forza dallo Spirito Santo!”

Ma è ancora lo stesso Spirito che  oggi dà il coraggio di accogliere la parola del Vangelo, che riempie il cuore del credente di gioia. “Frutto dello Spirito è: amore, gioia, pace….”

 

> Servire al Dio vivo e vero: nelle ultime righe del primo capitolo c’è in concentrato la predicazione paolina che constava di

·        Una parte negativa: convincere i pagani ad allontanarsi dagli idoli, dai falsi dei

·        Una parte positiva:   abilitarli a poco a poco a:

 

o Servire al Dio vivo e vero

o Credere in Cristo Risorto dai morti

o Attendere la sua venuta

 

Come vedi il contenuto è solido ed essenziale: rifiuto del male, degli idoli da parte di chi intendeva abbracciare la fede cristiana e poi adesione al Dio di Gesù Cristo.

 

Conclusione: sta terminando a Roma il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio.  Si tratta di un evento straordinario di Spirito Santo che ci dice che senza Parola di Dio non ci può essere vita cristiana, non si apre nessun cammino spirituale, non c’è orientamento nelle scelte quotidiane in un mondo che sempre di  più disorienta e confonde.

·        Cos’è per te la Parola di Dio?

·        Quanto ami la Parola di Dio?

·        Quanto tempo vi dedichi?

·        Quanto spendi in qualche libro di aggiornamento?

·        …………………………………………………………

 

don Gianni Ghiglione

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