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Eureka! Ho trovato! Ho trovato il Tuo volto... da Giovani per i Giovani

Al Meeting di settembre ci siamo incamminati lungo mesi di attività, proposte, incontri alla ricerca questo volto. 'Il Tuo volto, Signore, io cerco' non è stato solo l'inno della Festa dei Giovani, ma la colonna sonora di un intenso anno pastorale. Ed ora...dove possiamo dire di averLo trovato? Sentiamo le testimonianze di alcuni amici che hanno avuto, in maniere diverse, questo ...faccia a faccia!!


Eureka! Ho trovato! Ho trovato il Tuo volto... da Giovani per i Giovani

da GxG Magazine

del 07 luglio 2005

 

Héureka! Questo disse Archimede quando scoprì il principio della spinta idrostatica verso l’alto. Eureka (all’ennesima potenza!) potrebbe dire ciascuno di noi, quando scopre il principio della spinta che lo proietta verso l’alto, verso quei “cieli nuovi e terre nuove”…l’amore di Dio.

E questo amore si è incarnato visibilmente in un Uomo, che non ha smesso di mostrare il suo volto a chi desidera vederlo.

Al Meeting di settembre (2004) ci siamo incamminati lungo mesi di attività, proposte, incontri alla ricerca questo volto. 'Il Tuo volto, Signore, io cerco' non è stato solo l'inno della Festa dei Giovani, ma la colonna sonora di un intenso anno pastorale. Ed ora...dove possiamo dire di averLo trovato?

 

Sentiamo le testimonianze di alcuni amici che hanno avuto, in maniere diverse, questo …faccia a faccia!!

 

 

I compagni di classe sbattuti

“Se devo essere sincero e sintetico dirò che il volto del Signore l'ho visto nella sete di Vangelo che coloro che non lo conoscono hanno dentro di sé. Sembra paradossale... ma mi hanno indicato il volto del Signore proprio tutti i compagni di classe sbattuti, sempre infelici, i genitori rompiscatole attaccati ai soldi e basta, gli insegnanti che hanno paura ad essere maestri come Lui ci ha insegnato”. (Andrea - Gruppo Giovani per i Giovani)

 

Splende di più proprio dove c'è più buio

“Ero venuto a fare una scorrazzata in internet tanto per distrarmi un po' dallo studio pro maturità, e mi trovo una richiesta di aiuto che richiederebbe almeno una buona oretta di deserto..!

Non è stato un anno semplice questo, ma piuttosto un anno teso e, ahimè, il meglio deve ancora venire. Ho in mente parecchi momenti in cui trovare il volto del Signore non è stato per niente semplice, non tanto perché fosse nascosto ma perché io guardavo nella direzione opposta alla sua, o semplicemente rimanevo fisso a guardare la punta delle mie scarpe. Il volto di Gesù ha però una gran dote, se vogliamo chiamarla così: splende di più proprio dove c'è più buio. Questa è una cosa che ho sperimentato più volte da settembre fino adesso. Nei momenti in cui sentivo che da solo proprio non ce l'avrei fatta, quando non sapevo dove sbattere la testa, ecco allora arrivava la persona giusta, la parola che mi serviva, anche solo una pacca sulla spalla e allora mi veniva quasi da dire: 'Ah… ma sei qua!'. Allora ritrovavo la giusta direzione e il cammino ripartiva. Quello che o imparato essere importante per trovare il volto del Signore, è mettersi nell'ordine di idee che potrebbe anche non essere là dove ci aspettiamo che sia.” (Andrea - Gruppo Ricerca)

 

Nell’animazione

“Mi viene solo da dire che il volto del Signore credo di averlo trovato nei volti sorridenti di chi mi sta intorno e in particolare dei ragazzi a cui faccio animazione” (Andrea – Giovani per i Giovani)

 

Negli animatori

“In questi giorni di intenso lavoro per preparare l'estate ragazzi sono davvero preso da tante questioni tecniche. Il Signore non è mancato accanto a me. In questo periodo l'ho visto in alcuni animatori particolarmente motivati ad essere dei cristiani prima che degli animatori, l'ho incontrato al campo scuola dove c'era davvero Lui che camminava in mezzo a noi.

In questi giorni mi è capitato di assistere un ammalato terminale... Mi hanno colpito la serenità, la bontà e l'umiltà con cui vive questo suo calvario: è davvero Gesù in croce. Non c'è un'esperienza particolare da raccontare. Ma gioisco dicendo che ogni giorno esiste il miracolo: ogni giorno il volto del Signore è davanti a me. Ogni giorno posso stare guancia a guancia con lui.” (don Nicola)

 

Nelle parole di…

“ Ho trovato il Signore nelle parole di una ragazza che ieri (ndr. durante il corso animatori) mi ha ringraziato (volendo ringraziare tutto l'MGS) per la nostra allegria che mai aveva trovato da altre parti. Lei è venuta in contatto con noi tramite il servizio civile (le vie del Signore...) e ieri alla fine è venuta lì e mi ha ringraziato.

Così ho capito che il Signore  ci si manifesta sempre  attraverso le altre persone.

(Mauro - Gruppo Ricerca)

 

Ci sto riflettendo…

“Ecco quella che si può definire una domanda tosta… dove ho riconosciuto il Volto del Signore durante quest’anno all’interno dell’Azione Cattolica, dove svolgo l’incarico di responsabile ACR per il mio vicariato?

Da qualche giorno ci sto riflettendo… Non è stato facile per me giungere ad una conclusione. Questo perché a volte mi trovo a vivere situazioni diverse, che mi portano a riflessioni diverse. Mi spiego meglio…

Da una parte c’è appunto il ruolo del responsabile, che ha il compito di creare sintonia tra gli educatori del vicariato, cerca di risolvere i problemi che nascono nelle parrocchie in relazione alle attività dei gruppi, fa da tramite con il centro diocesano che propone le linee guida da seguire. Proprio quest’anno la categoria di riferimento era quella della  “Compagnia”, ossia tutte le attività erano volte a far scoprire ai ragazzi l’importanza dell’essere comunità, raccolti attorno alla figura di Gesù che con il Suo Volto pieno d’amore ci invita a donarci gratuitamente agli altri (per l’appunto il nostro slogan è stato OOOH ISSA!). E allora vien da sé che il Suo Volto lo vedi in quello di migliaia di ragazzi che si ritrovano insieme con gioia, lo vedi in quello degli educatori che s’impegnano per far riuscire al meglio un’attività, lo vedi nei genitori che ringraziano chi si prende cura dei loro figli insegnando loro l’amore di Dio… Certo, i momenti di sconforto ci sono sempre, quando i problemi sembrano insormontabili e ti chiedi se riuscirai mai a venirne a capo. Ma io credo anche che un educatore sappia di essere solo uno strumento messo in mani ben più abili delle sue, e tutto quello che deve fare è solo lasciarsi guidare…

Dall’altra parte devo dire che personalmente non ho vissuto un periodo molto felice. Ho cercato di scorgere il Suo Volto anche nelle persone che mi stavano vicine, ma ho avuto qualche difficoltà in più. Ho visto il volto di una madre che piange perché il suo unico figlio sano subisce un incidente e resta paralizzato; ho visto il volto assente di un ragazzo quindicenne stordito per l’improvvisa morte del padre; ho visto il volto di una donna stanca di dover sopportare il “peso” di una persona inferma… in tali situazioni di sofferenza e di dolore, spesso è proprio il Suo Volto che ci manca perché si fa fatica a scorgerlo… dov’è quel Suo sguardo che altro non è se non speranza, accoglienza, compassione, fiducia, amore?

Devo dire che questa contrapposizione mi ha colpito profondamente. Perché ciò che sembra così lampante nell’ambito dell’associazione, si rivela poi non così immediato al di fuori di essa? Presumo perché l’animo umano non è a scompartimenti stagni, non si è in bianco o nero… ci sono infinite tonalità di grigio in mezzo. La soluzione sta nel riconoscere dove il proprio cuore si orienta, e cercare di vedere in quell’ottica tutte le cose che ci circondano. Personalmente mi sono dato la regola di cercarlo sempre quel Volto. A volte è facile, ce l’hai lì, chiaro davanti ai tuoi occhi; altre volte lo intravedi soltanto; qualche volta devi strabuzzare gli occhi e ti pare di non vedere nulla… ma quel Volto c’è, c’è sempre, ti guarda e penso ti strizzi anche l’occhio come a dire: “Visto che ci sono?”… É solo questione di allenare la vista! (Manuele - Azione Cattolica)

 

Nel dono del Tuo corpo e del Tuo perdono

“Ma dove Ti ho incontrato mio Signore? Ogni mattina quando vieni a me nell’Eucarestia e ogni volta che, pazientemente e amorevolmente, mi raccogli nel Tuo abbraccio di misericordia.

Nel dono del Tuo corpo e del Tuo perdono ho ricevuto e ricevo il dono di poterti riconoscere nei tanti volti incontrati, con cui mi è stato dato di condividere e lavorare.

Sorprendente è stato allora scoprirti nei volti delle sorelle della mia comunità per la capacità di saperci accogliere continuamente; in quelli dei fratelli sdb della comunità vicina per la condivisione di vita e di missione che ci hai donato; nei volti dei ragazzi in Oratorio e a Scuola, per il loro desiderio di crescere nella gioia nonostante le fatiche; nei volti dei giovani in ricerca che mi hai affidato e l’équipe con cui abbiamo condiviso il cammino. per la disponibilità filiale di lasciarci scrutare il cuore da Te; nei volti dei miei compagni di università per la condivisione fraterna che ci ha unito; nel volto sofferente di mio padre con cui continui a parlarmi con Amore e in quello di mia madre che, nella preghiera, si pone accanto con amore umile e paziente per essere soltanto nelle Tue mani.

Grazie mio Signore perché ciascuno di questi volti è stato un piccolo frammento del Tuo immenso Amore; grazie perché il Tuo volto continua ad accompagnarmi giorno dopo giorno ovunque sono, nei tanti volti dei fratelli e delle sorelle che sempre mi doni di avere accanto nella fraternità e nella preghiera.” (suor Manuela – Gruppo Ricerca)

 

Sono stato sedotto da questo Signore che chiama…

“Mi chiamo Stefano, ho 20 anni e scrivo da un paese piuttosto lontano dalla mia terra natale. Da settembre sono qui a Pinerolo in provincia di Torino per fare il mio anno di noviziato dai salesiani.

Come nelle storie pi√π avvincenti si parte dalla fine, per poi tornare all'inizio... beh, l'inizio posso situarlo una decina di anni fa, quando iniziavo le scuole medie dai salesiani.

Posso dire di aver scoperto un mondo nuovo, diverso dalla realtà molto piccola a cui ero abituato... e nei primi anni delle superiori ho tenuto i contatti con la comunità salesiana, anche frequentando i gruppi formativi. Entrando poi nella comunità proposta di Mogliano Veneto, ho potuto entrare nel vivo del mondo salesiano, che ha mille sfaccettature... dalla scuola all'oratorio, dall'animazione alle missioni. Ho incontrato tanti salesiani innamorati perdutamente del Signore e della missione loro affidata.

Quel 'VOLTO' che tanto ho cercato era fatto di volti semplici, anche molto giovani, dalla cui testimonianza però trasudava un amore forte e potente, capace di colmare una vita. E sono stato sedotto anch'io da questo Signore che chiama chi vuole in mille modi diversi; anzi, spesso si diverte a chiamare chi ha proprio più bisogno di Lui e del Suo perdono. In quest' anno, poi, ho potuto vedere a tu per Tu quel volto nell'Eucarestia quotidiana, nella Sua parola; nella voce di coloro che guidano il mio cammino, e nel volto dei fratelli con cui vivo. 

Spesso cerchiamo dei segni concreti, o aspettiamo un cenno dal cielo... ma siamo poco disposti a decifrare i mille segni che Dio pone vicino a noi. Ognuno ha dei buoni modelli, delle persone che cerca di imitare nel bene che fanno. Beh, il volto di Dio sorride proprio sotto a questi volti... buon cammino!” (Stefano, noviziato Salesiano).

 

É il volto del Signore che ha trovato noi

Ho trovato il volto del Signore? Cercare, cercare, chiedere, bussare... cercare fa parte della nostra natura umana, forse è il senso della nostra vita. Trovare, invece, non è cosi scontato: trovare è un dono grande.

Diciamo che il Signore si lascia trovare da chi non ha pregiudizi... è come una melodia lontana che tu intendi solo se fai silenzio... è come il canto dell'usignolo, che gorgheggia nel cuore della notte e che si lascia ascoltare da chi non dorme.

É il volto del Signore che ha trovato noi. Quando forse non eravamo pronti e proprio dove non volevamo vederlo: nella malattia, nel dolore, nella sofferenza. Si è svelato a noi il volto del Signore e tutta la sua croce, nel volto e nel corpo della persona malata che abbiamo vicino e per la quale ci sono poche speranze.

Si è fatta conoscere Maria, la Madre dei dolori in tutte le donne e gli uomini che vedono spegnersi i propri cari giorno per giorno, che li accudiscono con tenerezza e dedizione, sperando nei miracoli.

Ci ha trovato dolcemente il volto del Signore nell'abbandono e nella stanchezza; quando l'uomo si accorge della propria impotenza e si affida interamente all'Amore, a quell'Amore che 'tutto sopporta, tutto crede, tutto spera', tutto vive come offerta.” (Antonio e Cristiana - Cooperatori Salesiani).

 

 

In mio padre che ho trovato il volto di Gesù…

Sento di descrivermi come la maggior parte dei giovani:assetata.

Mi sento una giovane che non è mai sazia, sempre alla ricerca di qualcosa di grande. Molte volte non mi rendo conto che le cose più grandi sono di fronte a me e io nemmeno le degno di uno sguardo!Sono talmente abituata a vedere oltre, che faccio fatica a mettere a fuoco il particolare, ma per fortuna non è sempre così!. Ho potuto sperimentarlo proprio nei confronti di mio padre…

Una volta ho avuto con lui un brutto litigio, io continuavo a vedere solo il mio punto di vista, concentrandomi solo su me stessa, e lui, d’altra parte, non si comportava diversamente. La discussione era ormai insostenibile e volevo chiudere il discorso, così sono fuggita in camera: avevo capito che il prevalere dell’uno sull’altro fomentava solo l’astio.

Non sapevo cosa fare, ero spaventata e stordita, in quel momento è entrata mia sorella, e abbiamo sentito forte il bisogno di chiedere, insieme, al “Grande Capo” la forza di reagire.

Così, quando è arrivato nella stanza mio papà, ho provato a mettere da parte i miei sentimenti: volevo ascoltarlo! Lui mi ha presentato le sue scuse! Non è stato facile dargli ascolto, anche perché i toni erano alterati, ma sentivo che anche lui cercava di fare dei passi verso di me.

É proprio in mio padre che ho trovato il volto di Gesù, e questo mi ha permesso di amare anche quella persona tanto disprezzata in quel momento.

Credo di aver scoperto nelle persone che mi stanno accanto Quel volto magnifico, ma l’ho visto in modo più evidente nei momenti difficili.

Nelle  difficoltà, infatti, si è talmente coinvolti e avvolti da un contorno di dolore e disprezzo, che, quasi accecati, non vediamo i lineamenti di Quel volto, che sono gli unici a darci conforto, sicurezza e voglia di continuare.

Nella mia piccola esperienza, non ho fatto nulla di speciale, ma ho trovato gioia piena nel capire che anche un piccolissimo gesto posso rivolgerlo a Dio (Elena).

 

 

 

Per concludere…

Tutte queste parole di vita vissuta fanno capire come Dio ci sorprenda sempre, basta non perdere il gusto della ricerca.  E ora, due “dritte” prima di partire per questa caccia al Volto:

 

Madre Teresa: “Noi non siamo che delle gocce d’acqua. Ma Dio fa risplendere in te il Suo volto, se tu mantieni la tua goccia pulita”.

 

Martin Buber: “Un giorno Rabbi Mendel di Kozk ricevette degli ospiti eruditi, e li stupì chiedendo loro a bruciapelo: 'Dove abita Dio?'. Quelli risero di lui: 'Ma che ti prende? Il mondo non è forse pieno della sua gloria?'.

Il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda. 'Dio abita dove lo si lascia entrare'.

 

Francesca Marcon

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