Meeting Giovani MGS

Dove mi sento chiamato ad investire la mia vita in questo momento?


Domenica 6 marzo il San Marco di Mestre si è riempito dell’entusiasmo di quasi 400 ragazzi che si sono ritrovati per vivere il secondo meeting MGS con il tema Chiamati.
Durante la mattinata 3 testimonianze hanno guidato alla riflessione i giovani, che si sono interrogati a partire dalla domanda “Dove mi sento chiamato ad investire la mia vita in questo momento? Per quale sogno?”
Ragazzi con molti sogni, primo fra tutti quello di essere felici e donare felicità agli altri, ma anche frenati da paure e insicurezze, come quella di restare soli o di non riuscire a fare la scelta giusta, ma nonostante tutto sempre pronti ad aiutare e sostenere chi ne ha più bisogno.
Vi lasciamo con una carellata di pensieri scritti dai ragazzi:

 

“Mi sento chiamata ad investire sulla medicina e sui ragazzi perchè da sempre il mio sogno è quello di prendermi cura degli altri e in particolare dei bambini e degli anziani. Per questo voglio diventare dottoressa e riuscire a fare una specializzazione o un qualcosa che implichi lo stare a fianco dei ragazzi-bambini”.

 

“Mi sento chiamata a investire la mia vita sulla scuola per seguire ciò che mi piace fare, mi sento chiamata a stare con le persone e cercare di far spuntare loro e donare un sorriso, tutto questo per il sogno che nessuno si senta solo come mi sento io, che nessuno si faccia condizionare da altre persone”.

 

“Sto finendo la scuola e poi andrò all’università, dove studierò per realizzare il mio sogno, quello che mi sento chiamata ad inseguire da Dio. Credo di aver trovato il mio posto, il mio ruolo nel mondo, cioè quello di psicologa per i tossicodipendenti, per una categoria di persone nella società non molto considerata. Non vedo l’ora di aiutare chi sarò in grado di aiutare”.

 

“Mi sento chiamato a usare il mio tempo e le mie energie per gli altri, ma non so come Dio mi chiede di farlo, non so se mi sta chiedendo di entrare in c.p. o se semplicemente mettere tutto il possibile in ciò che quotidianamente vivo”.

 

“E’ una domanda molto forte. Di sogni nel cassetto ne ho tanti e come è tanta la confusione che c’è in me. Penso di essere chiamata a investire la mia vita in questo momento con i bambini, grande fonte di gioia e di seguire, per il momento, il sogno dell’educazione e animazione ai bambini, cercando di renderli felici”.

 

“In questo momento mi sento di dover investire la mia vita nel capire quanto valgo e credere di più in me stessa, ma continuare lo stesso ad aiutare gli altri, solo non mettendoli al primo posto. Sento che ho bisogno di dedicarmi a me stessa”.

 

“Che tutti i bambini vivano un’infanzia felice senza che debbano preoccuparsi di cose che non li riguardano”.

 

“Bella domanda, risponderei niente. Sono in un periodo della mia vita in cui vedo sbagliato tutto ciò che faccio, mi sento io sbagliata. E in questa condizione avere un obiettivo mi è difficile, anche se so di star facendo un errore perchè senza obiettivi non vado avanti. Il mio sogno allora è quello di vedermi un giorno viva!”

 

“Il mio sogno è cambiare il mondo partendo dal mio cuore per arrivare al cuore di qualcun’altro. Il mio sogno è essere il motivo del sorriso di altre persone”.

 

“Mi piacerebbe tantissimo provare ad andare in missione in un paese che ha bisogno di una mano, per aiutare e per vedere con i miei occhi le situazioni del mondo che sono estranee alla nostra vita comune”.

 

“Credo di sentirmi chiamata per fare del bene a chi, purtroppo come me, ha sofferto molto in passato e ha perso fiducia nella vita. Vorrei poter fare del bene a chi non ne riceve abbastanza e a chi non ne ha proprio. Per quale sogno? Un sogno di felicità e amore per e nella vita”.

 

“In questo momento mi sento chiamato ad investire la mia vita nella ragazza che amo e in un futuro radioso per me e per tutta la mia famiglia”.

 

“Il mio sogno è quello di sfruttare la mia passione e il mio interesse per le materie scientifiche, per diventare un buon ingegnere biomedico e offrire soluzioni innovative a chi possiede disabilità”.
 

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