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Don Filippo ci scrive.... n°6

Con l'arrivo di settembre, l'estate e molte attività stanno per concludersi, un nuovo anno pastorale inizia. Qui in Etiopia inizia anche il nuovo anno civile: l'11 settembre entreremo nel 2002. Siamo un po' indietro di qualche anno... L'apostolato nel villaggio di Nyinenynag prosegue, la gente comincia a conoscerci, stiamo costruendo delle buone relazioni tra la nostra equipe...


Don Filippo ci scrive.... n°6

da MGS News

del 01 settembre 2009

 

Carissimi, come va? Un saluto da Gambella.

 

Con l’arrivo di settembre, l’estate e molte attività stanno per concludersi, un nuovo anno pastorale inizia. Qui in Etiopia inizia anche il nuovo anno civile: l’11 settembre entreremo nel 2002. Siamo un po’ indietro di qualche anno, ma così ci si sente più giovani, così quest’anno compirò trent’anni.

 

L’apostolato nel villaggio di Nyinenynag prosegue, la gente comincia a conoscerci, stiamo costruendo delle buone relazioni tra la nostra equipe, due suore di Madre Teresa, un traduttore e me, con i tre catechisti, il piccolo coro che c’è già, i ragazzi, la gente che viene alla domenica per la S. Messa, confessioni, catechesi e incontri vari. Sto raccogliendo del materiale in lingua Nuer per stampare un libretto per seguire la S. Messa, fare un piccolo Catechismo dove imparare la fede, il rosario e gli altri sacramenti, un libro dei canti per il coro e altri libri per l’igiene, la salute, alcune nozioni basilari e così via. Qui in Etiopia c’è ben poco, sto provando a contattare in Sudan i salesiani, i comboniani per vedere se hanno già fatto dei sussidi.

La comunità di Nyinenynag vorrebbe già avere mille cose: una bella chiesa, un ostello per i giovani che vengono dalla foresta e vogliano frequentare la scuola governativa che c’è nel villaggio, i due pozzi già funzionanti per l’acqua, un oratorio dove far giocare i ragazzi, il prete che sappia già la lingua Nuer ( per adesso riesco a leggere la S. Messa in nuer, ma certamente non parlare) e soprattutto cibo, data la situazione molto forte di siccità che c’è ora nella regione.

 

La ragione si può attribuire anche al fatto della deforestazione: qui il governo ha dato a degli investitori stranieri centinaia di ettari di foresta , la quale è già stata tagliata per poter piantare palme da olio e cotone, i cui proventi non rimangono mai qui per la gente ma escono dal paese. Ormai ci sono immense radure senza più alberi per decine di km. Senza alberi niente pioggia per cui adesso la gente qui incomincia a pagare le conseguenze di questa politica. 

Un’altra ragione per cui la gente soffre la fame è per l’aumento quasi del 50% del prezzo del cibo quotidiano, cioè il grano. Come di ogni altra cosa qui in Etiopia. La crisi finanziaria è arrivata anche qui in Africa, un po’ in ritardo, ma è arrivata e tutti i prezzi sono lievitati. È quasi diventato normale vedere file di gente chiedere cibo alle suore di Madre Teresa oppure alle due Associazioni Umanitarie che sono presenti qui a Gambella perchè non riescono a comprarlo con i pochi soldi che hanno.

 

Infine più si va vicino al confine con il Sudan, più ci si allontana da Gambella e più i problemi aumentano: la forte siccità per cui mancanza di cibo e di acqua e soprattutto la possibilità di incontrare alcune bande di predatori. Se manca il raccolto del grano, per sopravvivere c’è la pesca, anche se i fiumi sono molto distanti, poi la caccia, ormai di animali ne restano pochi da cacciare e infine l’allevamento di bestiame. Proprio queste possono essere il bottino prezioso dei predatori, provenienti dal Sudan, che passano il confine per rubare nei villaggi il bestiame. Da gennaio circa 3000 capi di bestiame sono stati rubati. Insieme a questo, quello che c’è di più grave è che per rubare vengono uccise molte persone (circa una ventina da gennaio) e alle volte dei bambini vengono rapiti per poi rivenderli in Sudan nei mercati dei “nuovi schiavi” (circa 17 dall’inizio dell’anno). Questi dati sono stati rilevati da un Report del governo che ha fatto durante il mese di luglio.

Davvero non belle notizie, anche se per la Chiesa Cattolica tutti hanno un speciale protezione vedendo il lavoro che facciamo per loro, per cui c’è una profonda sicurezza quando andiamo nei villaggi soprattutto a Nyinenynag. I Signore accompagna e protegge, cammina affianco a noi in quello che facciamo e non lascia mancare nulla.

 

Ci sono anche tante belle notizie: vorrei raccontarvi la storia di Geremaia, ragazzo orfano per la guerra che in futuro vuole aiutare in qualche modo la sua gente, è indeciso se diventare dottore o sacerdote, Steven, un ragazzino di 7 anni che viene ogni giorno a Messa alle 7 del mattino nonostante i genitori non siano cattolici, Gionny e Homod e altri, con loro vorrei iniziare nel villaggio di Elea l’oratorio settimanale (è a 30 km da Gambella e si parla Anuak, non Nuer) e poi a ottobre il catechismo e... c’è tanta speranza in tanti ragazzi e giovani.

Ultima news: ho la gioia di avere due novelli sposi per una ventina di giorni, Federica e Sergio, che si sposeranno il 5 settembre di quest’anno e subito dopo faranno il viaggio di nozze qui a Gambella. Che pazzi! Qualcuno potrebbe dire... Faremo sicuramente visita a Nyinenynag, una bella settimana di animazione qui a Gambella e qualche altra sorpresa, visite alle missioni, avvistamenti di animali, condivisione con la gente. Un pezzo del loro matrimonio sarà dato per la nuova missione di Nyinenynag, per i pozzi d’acqua o per la futura chiesa, o per l’asilo. Chissà che questo non possa essere un’idea per altri, passare di qua e contribuire con quello che si riesce, in tempo, aiuto, sostegno. Vi aspetto.

 

Un saluto a tutti, un buon inizio per tutte le attività e a presto.

Un preghiera reciproca è sempre necessaria.

 

Abba filippo

  

don Filippo Perin

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