Santi e Testimoni

Don Carlo Crespi è venerabile

Papa Francesco, nell'udienza con il cardinale Semeraro, ha approvato i Decreti sulle virtù eroiche di cinque donne - tre religiose e due laiche - e un sacerdote salesiano, missionario in Ecuador: don Carlo Crespi.


Da Legnano a Padova, passando per Valsalice.

Carlo Crespi Croci nasce a Legnano (Milano) il 29 maggio 1891. È il terzo di tredici figli. A dodici anni incontra i salesiani presso il Collegio sant’Ambrogio di Milano, dove completa gli studi ginnasiali. Nel 1903 frequenta gli studi al Liceo salesiano di Valsalice (Torino), e si sente chiamare da Don Bosco. L’8 settembre del 1907 emette la sua prima professione di salesiano, e nel 1910 quella perpetua. Nel 1917 viene ordinato sacerdote. All’Università di Padova scopre l’esistenza di un microorganismo fin a quel momento sconosciuto, destando per questo l’interesse degli scienziati. Nel 1921 riceve il dottorato in Scienze Naturali, e in seguito il diploma di Musica. Nel 1923 parte in missione per l’Ecuador. 

Missionario in Ecuador

Sbarca a Guayaquil, si dirige a Quito; subito dopo si trasferisce a Cuenca, dove rimarrà per tutta la vita. Inizia il suo enorme lavoro per i poveri: fa installare a Macas la luce elettrica, apre una Scuola Agricola a Yanuncay. In questo modo riesce ad aprire numerosi altri laboratori, creando la prima Scuola di Arti e Mestieri, riconosciuta in seguito come Università Politecnica Salesiana. A Yanuncay dà alloggio ai novizi, e nel 1940 apre anche la Facoltà di Scienze dell’Educazione, divenendone il primo Rettore. Istituisce anche la scuola elementare “Cornelio Merchán” per bambini poverissimi. Apre un Collegio di Studi Orientali per dare la formazione necessaria ai salesiani destinati all’oriente ecuadoriano. Fonda il Museo Carlo Crespi, ricchissimo di reperti scientifici e conosciuto anche al di fuori dell’America.

In mezzo ai poveri, con la fama di santo.

Divulga con tutte le sue forze la devozione a Maria Ausiliatrice, consumando la sua vita nell’omonimo santuario. Il suo confessionale, specie negli ultimi anni di vita, è spesso affollato, e la gente comincia a chiamarlo spontaneamente “San Carlo Crespi”. È sempre in mezzo ai poveri: la domenica pomeriggio fa catechismo ai ragazzi di strada, dando loro, oltre al divertimento, il pane quotidiano. Organizza laboratori di taglio e cucito per le ragazze povere della città.

Muore a Cuenca il 30 aprile del 1982. La sua fama è viva e la gente lo prega e lo venera come protettore dei poveri. Da oggi (23 marzo 2023) è dichiarato Venerabile.

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