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Documento finale CEI: rilanciare l'educazione alla fede dei giovani

Dopo il grande successo dell'Agorà, il Consiglio permanente dei Vescovi italiani rilancia l'impegno a favore delle nuove generazioni: 'si tratta ora di continuare ad investire sul dialogo educativo'.


Documento finale CEI: rilanciare l'educazione alla fede dei giovani

da Attualità

del 26 settembre 2007

Il Consiglio permanente della CEI si è riunito nei giorni scorsi (dal 17 al 19) e a conclusione dei giorni di lavoro, è stato redatto un documento finale che sottolinea fortemente come l'evento di Loreto sia andato oltre ogni più rosea aspettativa non solo a livelli di numeri, ma di coinvolgimento dei giovani. L'impegno educativo verso le nuove generazioni, è stato sottolineato, rimane ancora un obiettivo primario da raggiungere nella quotidianità della pastorale locale. Le parole di Benedetto XVI sono state capaci di raggiungere il cuore di 500.000 giovani: è un'occasione unica per rilanciare il discorso sulla fede.

 

 

               Loreto e la sfida educativa delle giovani generazioni

Rievocando, in apertura dei lavori, l’incontro nazionale del Papa con i giovani, svoltosi a Loreto il 1°-2 settembre, Mons. Bagnasco ha rilevato che “i giovani sanno essere i migliori interpreti della sorpresa che è Dio nelle nostre vite”. L’Agorà di Loreto, che “ha realmente superato ogni attesa” per il numero dei partecipanti e l’intensità del loro coinvolgimento, spinge ora a indirizzare con fiducia ai giovani una forte proposta formativa, sulla scia dell’invito e dell’esempio di Benedetto XVI. Il Papa, infatti, ha colpito tutti per la freschezza e la profondità del messaggio, in particolare per il coraggio e la gioia che ha saputo infondere nelle giovani generazioni. Molti dei Vescovi hanno sottolineato la qualità dell’evento lauretano, caratterizzato da uno stile di ascolto e di accoglienza che deve diventare abituale nella proposta formativa delle comunità cristiane. L’esperienza positiva di Loreto dimostra che i cosiddetti ‘grandi eventi’ non costituiscono un’alternativa alle iniziative della pastorale ordinaria, purché siano accuratamente preparati e prevedano un ulteriore sviluppo a livello locale. La continuità, tuttavia, non dipende dalla sequenza temporale delle iniziative, ma dalla capacità di imprimere un segno profondo nel cuore dei ragazzi e dei giovani. In effetti, i due giorni dell’Agorà sono stati caratterizzati da momenti molto intensi, fra cui spiccano il dialogo del Papa con i giovani sulle questioni esistenziali di fondo, la proposta di un sabato sera alternativo, grazie anche alle ‘fontane di luce’, e la Celebrazione Eucaristica domenicale, vertice dell’intera esperienza.

Si tratta ora di continuare a investire sul dialogo educativo, perché soprattutto i più giovani hanno bisogno di trovare interlocutori credibili come il Papa. Di qui la scelta di coltivare il rapporto tra i giovani e il mondo degli adulti, sulla scia della positiva esperienza del gemellaggio, nella quale le trentadue diocesi ospitanti hanno manifestato una straordinaria capacità di accoglienza, grazie alla commovente disponibilità di tante famiglie.

I membri del Consiglio Permanente hanno inteso rinnovare la profonda riconoscenza a quanti si sono impegnati per il successo dell’Agorà di Loreto (volontari, enti locali e istituzioni pubbliche, Protezione civile), confermando altresì la scelta di dedicare una particolare attenzione ai giovani nel triennio corrente (2007-2009). Si sente, infatti, l’esigenza di un investimento a lungo termine in questo settore, volendo accompagnare e non subire passivamente i marcati cambiamenti che caratterizzano il tempo presente.

Solo un’educazione che aiuti davvero a penetrare la realtà, senza censurarne alcuna dimensione, compresa quella trascendente, consente di superare una temperie culturale minata dal ripiegamento su di sé, dalla frammentazione e, in ultima analisi, dalla sfiducia. Ciò richiede alle parrocchie, come pure alle associazioni e ai movimenti, di accentuare la loro vocazione ‘pedagogica’, calandosi nei problemi della vita quotidiana e avendo come interlocutore privilegiato la persona, colta nella sua irriducibile unicità e concretezza. [PdC]

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