Disarmare le parole

Nella nostra esperienza ci lasciamo guidare da 8 parole tratte dall'Enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone

Delsie Bohol Delsie Bohol

Magnifica Humanitas

Il primo contributo che possiamo dare a una civiltà più umana è fare attenzione alle nostre parole. «Disarmiamo le parole e contribuiamo a disarmare la Terra».
Il potere delle parole è enorme e ne facciamo esperienza nella comunicazione quotidiana, quando qualcuno ci dice qualcosa che cambia il nostro stato d’animo, in positivo o in negativo. «La pace comincia da ognuno di noi: dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parliamo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza: dobbiamo dire “no” alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingere il paradigma della guerra».
Tutti dobbiamo quindi fare un esame di coscienza sulle parole che usiamo, sui pregiudizi di cui sono impregnate e sull’aggressività, aperta o larvata, che le abita. Abbiamo una possibilità reale di contribuire al bene ogni volta che diciamo la verità, che diamo un consiglio saggio, che sosteniamo chi ha bisogno di conforto, che denunciamo un’ingiustizia,che diamo voce a chi non ne ha. (MH 214)

Disarmare le parole

La gentilezza ed il rispetto sono sempre fondamentali tanto più nel momento dell’incontro con un’altra cultura.
Mettiamo da parte le nostre abitudini e i nostri modi di pensare occidentali, per imparare invece ad ascoltare e a vivere in pace con gli altri.

Dal Vangelo secondo Matteo

«Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai" [...] Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono».

Vivere il disarmo delle parole con la MITEZZA

Scegliere parole gentili, un tono di voce pacato ed evitare il pettegolezzo o la polemica, specialmente la sera quando si è stanchi.

Mi interrogo...

Oggi le mie parole, le mie battute e il mio tono di voce sono stati strumenti di pace o armi di giudizio, lamentela e divisione per il gruppo?

Preghiera

Signore Gesù, Tu che sei mite e umile di cuore,
disarma le mie labbra e i miei pensieri.
Fa' che le mie parole costruiscano sempre
ponti e non alzino mai muri
di lamento o di giudizio.
Amen.

Luigi Bolla
Sacerdote salesiano (1932-2013)

Padre Luigi (Luis) Bolla è stato un missionario salesiano italiano. Ha dedicato oltre 60 anni della sua vita all'evangelizzazione e alla salvaguardia culturale del popolo indigeno Achuar, vivendo nel cuore della foresta amazzonica tra l'Ecuador e il Perù.

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Padre Luis Bolla ha lavorato con tenacia per accompagnare il popolo Achuar nella sua organizzazione, ha incoraggiato l’educazione e si è preso a cura della salute e dello sviluppo di questa gente, che lo ha amato e apprezzato.

È divenuto parte integrante della comunità, che lo ribattezzò affettuosamente Yánkuam' (che in lingua locale significa "stella luminosa del mattino"). Ha lavorato instancabilmente per favorire la pace tra i clan e l'alfabetizzazione.

Padre Bolla ha vissuto profondamente immerso nelle usanze locali, promuovendo il rispetto della cultura indigena, arrivando a tradurre il Nuovo Testamento in lingua Achuar.

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