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Dio non è ancora morto

L`America è stata fondata come è noto dalle aziende e dalle chiese. Le disgrazie del capitalismo sono ben conosciute: nel mondo, Wall Street è sinonimo di eccesso e avarizia, e Detroit vacilla sull`orlo della bancarotta. Ma esattamente come sono sotto tiro i templi dell`America dedicati a Mammona, così all`improvviso lo sono le sue chiese dedicate a Dio.


Dio non è ancora morto

da Quaderni Cannibali

del 15 aprile 2009

Il duo dell`Economist che ha scritto 'God is back' spiega perché la religione in America è tutt`altro che in declino

 

Pubblichiamo l`articolo 'Dio non è ancora morto' di John Micklethwait e Adrian Wooldridge uscito sul Wall Street Journal (l`edizione americana di ieri). Micklethwait è il direttore dell`Economist e Wooldridge è il capo dell`ufficio americano dell`Economist. Hanno appena pubblicato per Penguin Press 'God is Back: How the Global Revival of Faith is Changing the World'. Nel 2006 avevano scritto sempre insieme il saggio 'The Right Nation' (tradotto in italiano da Mondadori, 'La destra giusta').

 

L`America è stata fondata come è noto dalle aziende e dalle chiese. Le disgrazie del capitalismo sono ben conosciute: nel mondo, Wall Street è sinonimo di eccesso e avarizia, e Detroit vacilla sull`orlo della bancarotta. Ma esattamente come sono sotto tiro i templi dell`America dedicati a Mammona, così all`improvviso lo sono le sue chiese dedicate a Dio. Con la settimana di Pasqua in arrivo, la copertina del numero di Newsweek del 13 aprile proclama 'Il declino e la caduta dell`America cristiana'. Il nuovo sondaggio sull`Identificazione religiosa americana (Aris) mostra che la percentuale degli americani che dichiara di non avere nessuna religione è oggi del 15 per cento rispetto all`8,2 per cento del 1990. La destra cristiana ha perso un`altra battaglia, nello stato dell`Iowa, dove la Corte suprema ha votato all`unanimità per legalizzare i matrimoni gay (ieri il Parlamento del Vermont ha ribaltato il veto del governatore, Jim Douglas, legalizzando il matrimonio gay, ndr). La percentuale di americani che pensa che la religione 'possa rispondere a tutti o alla maggior parte dei problemi di oggi' è ora al suo minimo storico, il 48 per cento. Per lungo tempo l`America si è distinta fra i paesi sviluppati per la sua religiosità. Questo ha meno a che fare con la devozione innata di quanto ne abbia con il libero mercato creato dal Primo emendamento. L`America pre rivoluzionaria non era così religiosa, perché i puritani delle origini erano stati sommersi da avventurieri meno sani - a Salem, in Massachussets, dove è ambientato 'Il crogiulo', nel 1683 l`83 per cento dei contribuenti confessò di non appartenere ad alcuna identificazione religiosa. L`America è diventata religiosa dopo che la Costituzione ha separato la chiesa dallo stato, assicurando così che le denominazioni religiose potessero sopravvivere soltanto se riuscivano a portare anime nei luoghi di culto. Mentre in Europa la religione sponsorizzata dallo stato appassiva, la fede americana è stata un alveare di attività: dai Metodisti, che hanno convertito quasi un ottavo del paese nel mezzo secolo dopo la rivoluzione, alle moderne megachiese. Ma questo modello si è veramente esaurito? Scommettere contro la religione americana si è sempre dimostrata una mossa da sciocchi. Nel 1880, Robert Ingersoll, il più importante ateo del suo tempo, disse che 'le chiese stanno morendo in tutto il paese'. Sulla copertina del numero di Pasqua del 1966 Time chiese 'Dio è morto?'. Gli intellettuali della costa orientale hanno ripetutamente sostenuto che il modello europeo di progresso, dove la modernità eguaglia la secolarizzazione, sarebbe arrivato negli Stati Uniti. Hanno sempre avuto torto. Viste da vicino le cifre dei nuovi sondaggi non sono semplici come suggeriscono i titoli. Mostrano che l`America resta notevolmente religiosa rispetto agli standard degli altri paesi sviluppati - con tre quarti del paese che si dichiara ancora fermamente cristiano. E un numero significativo di americani sta diventando più devoto, non di meno: l`aumento del numero degli atei va di pari passo con quello dei cristiani più conservatori e dei pentacostali. La religione, come qualsiasi altra cosa, si sta polarizzando, con i fedeli che sono più disposti a definirsi 'rinati' e i dubbiosi più pronti a definirsi non credenti o atei. George W. Bush potrebbe essere stato un fattore determinante: molti dei non credenti sono meno preoccupati dalla religione in sé di quanto non lo siano dalla fusione del potere religioso e di quello politico nella forma della nuova destra. Un quinto degli 'atei' in un recente sondaggio Pew dice di credere in Dio, una confusione semantica ricca di significato. Le cifre dei sondaggi in realtà sottolineano la forza del pluralismo nazionale. Più di un americano su quattro ha cambiato religione. Gli americani nutrono una forte avversione per l`establishment religioso e vedono la fede come qualcosa che dovrebbero scegliere e non ereditare. Mischiano più che mai le tradizioni spirituali. In altre parole, le forze che hanno fatto dell`America un paese religioso in maniera così unica, la competizione e la scelta, stanno agendo con più determinazione che mai. Nel modello americano, la modernità va a braccetto con il pluralismo. La prova empirica indica per lo più che il mercato religioso americano resta vitale. Le megachiese più grandi attirano decine di migliaia di persone. Ci sono un sacco di dati che mostrano che il tumulto della modernità stimola la richiesta di religione. Le chiese agiscono sia come ripari dalla tempesta per le persone che si sentono sopraffatte dai cambiamenti sociali sia da comunità per coloro che si sentono atomizzati. Soprattutto, esiste la richiesta di significato spirituale che ha attanagliato l`uomo da sempre. Le forze che hanno portato il giovane Barack Obama a trovare uno scopo in una chiesa di Chicago continueranno a esistere. Nel frattempo, l`offerta sembra più che mai abbondante. La religione, non meno dell`informatica e della politica, è un business competitivo, dove l`organizzazione e l`imprenditorialità contano. L`America religiosa è guidata da una serie di 'pastorpreneurs', pastori imprenditori - uomini come Bill Hybels di Willow Creek o Rick Warren di Saddleback. Questi sono personaggi di gran lunga più sobri e ponderati dei teleevangelisti tutti chincaglieria e scandali degli anni Settanta, ma non hanno paura di usare le strategie di business più moderne per veicolare la parola di Dio. La chiesa di Hybel, organizzata meticolosamente, ha diverse centinaia di impiegati, dichiara la propria 'mission' e ha il proprio ramo consultivo. Il libro del reverendo Warren, 'The Purpose Driven Life', ha venduto almeno 30 milioni di copie, con l`autore che paragona la sua formula a un processore Intel che altre chiese possono usare. La vera forza dell`America religiosa sta nella sua diversità. Ci sono oltre 200 tradizioni religiose in America, con 20 differenti tipi di soli battisti. L`America religiosa è decisamente abile a segmentare la sua base di clienti: ci sono funzioni per motociclisti, gay ed emarginati (la chiesa della Feccia della Terra a Denver); Bibbie per cowboy, spose, soldati e artisti rap ('Anche se attraverso/ il cappuccio della morte/ non me la do a gambe/ perché Tu hai le mie gambe'); e persino parchi a tema per ogni fede. In questa settimana santa potete visitare il Parco di divertimenti Golgota a Cave City, in Kentucky, o la Grotta dell`Ave Maria a Cullman, in Alabama, che comprende una versione in miniatura della basilica romana di San Pietro. Visto da una prospettiva celestiale, il modello americano di religione, lontano dal battere in ritirata, sta diventando globale. I pastori imprenditori stanno diffondendo nel mondo il loro messaggio. In America latina, il pentacostalismo ha distrutto il monopolio della chiesa cattolica. Cinque delle dieci maggiori chiese sono in Corea del sud: la chiesa Yoido Full Gospel, che ha 800 mila membri, sfida in termini di organizzazione qualsiasi cosa Warren e Hybel possano offrire. La Cina è l`ultima grande convertita. Ci sono probabilmente quasi 100 milioni di cristiani in Cina, la maggior parte di loro segue una fede molto individualista in stile americano. Sono già di più quelli che frequentano la chiesa ogni domenica dei membri del Partito comunista. Presto la Cina sarà il più grande paese cristiano e magari anche il maggior paese musulmano. La destra cristiana ha certamente fomentato una reazione rabbiosa ai suoi tentativi di unire la religione al potere politico. Ma sarebbe un errore considerare questa reazione come una prova del fatto che l`America stia perdendo la sua fede.

 

 

John Micklethwait, Adrian Wooldridge

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