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Damiano Tommasi, l'anomalia del nostro calcio

Il calciatore della Roma firma un contratto con la società giallorossa al minimo federale: guadagnerà 1.470 euro al mese. Cifra 'ridicola' per il mondo del pallone, storia d'altri tempi che non poteva avere nessun altro protagonista.


Damiano Tommasi, l'anomalia del nostro calcio

da Attualità

del 15 settembre 2005

Lo hanno dipinto come il santarellino del calcio italiano, il boy scout sempre pronto alla buona azione quotidiana, l’asso del pallone abituato a presenziare sempre e comunque alle gare di beneficenza, alle partite del cuore, alle belle iniziative di solidarietà. Bambini e disabili, carcerati e tossicodipendenti, poveri e ammalati: e Damiano Tommasi sempre con loro. Lo hanno dipinto così nelle parodie televisive, per ridere e sorridere; lo hanno dipinto così anche per davvero, più per ignoranza che per cattiveria. Ma lui, il calciatore della Roma, non si è mai smentito, e continua ancora ad essere un vero punto di riferimento, uno dei pochi – in questo mondo dorato – ad essere consapevole del fatto che il calcio è solo un gioco, e che c’è un mondo reale - che ruota intorno a quello “pallonaro” – che va vissuto e aiutato.

 

Damiano Tommasi ha sempre detto di si. Ha sempre dato il suo ok alla presenza alle manifestazioni di chiaro impatto sociale. Ha speso una parte importante del suo tempo libero per testimoniare una serie di valori davvero profondi, e lo ha fatto con costanza e dedizione. Non la partecipazione saltuaria tanto per farsi vedere, ma una vera e propria professione, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Un impegno civico e una fede religiosa sempre espressa, con rispetto e sincerità: roba da non crederci, a guardarsi intorno. Insomma, uno che scontato non lo è stato mai: trovate una intervista insulsa e inutile (e sgrammaticata…) rilasciata da Damiano Tommasi e sarete ricompensati. Avrete scovato, infatti, l’eccezione che conferma la regola.

 

Perché parliamo di Tommasi? Perché è tornato a far parlare di sé, e perché davvero non si smentisce. C’è chi minaccia fulmini e saette perché la società non aumento l’ingaggio, e c’è chi si fa tesserare al minimo federale, accettando di giocare in serie A portando a casa un normalissimo stipendio da impiegato. Nemmeno mezzo spicciolo, secondo le proporzioni alle quali sono abituati i campioni e i non campioni della serie A.

 

Alla seconda categoria appartiene solo Damiano Tommasi, che ha firmato con la Roma – la sua squadra – un contratto per dieci mesi, fino al termine della stagione in corso. Un contratto che prevede il minimo federale, dunque 1.470 euro mensili. Damiano Tommasi guadagnerà 14700 euro per tutta la stagione in corso: cifra che in tanti, compagni di squadra e non, incassano in una sola settimana di fatica. A proporlo alla Roma (che ha subito accettato…) è stato lo stesso giocatore, subito tornato a Trigoria per allenarsi con i compagni.

 

“L'ho fatto per amore del calcio e anche per una forma di riconoscenza nei confronti della Roma che in quest'anno di tribolazioni mi è sempre stata vicina”, ha commentato Tommasi riferendosi alle vicissitudini che lo hanno colpito negli ultimi dodici mesi. Era il 22 luglio 2004 e in una amichevole estiva, contro lo Stoke City, il ginocchio di Tommasi salta. Legamenti, menisco, rotula: tutto in sol botto. Stagione neppure iniziata e già finita. Tempi di recupero: dodici mesi. Scade il suo contratto, giugno 2005, e Tommasi resta senza squadra. La Roma non lo cerca, lui però vuole tornare a giocare.

 

“L'ho fatto anche per me, perchè non volevo che il destino ingrato avesse il sopravvento sulla mia passione per il football, che è stato tutta la mia vita». Vuole mettersi alla prova, dunque, vuole la decima stagione con la maglia giallorosa che gli ha portato lo scudetto del 2000 e la convocazione in nazionale. Trentuno presenze e un goal con la maglia azzurra. Un nazionale che gioca per una cifra da far ridere i polli, con i polli – beninteso – rappresentati dagli altri giocatori, abituati a ben altro livello di spese…

 

I soldi che Damiano ha in tasca non sono pochi, visto che comunque negli anni passati ha guadagnato secondo la media dei calciatori di serie A. Ma sicuramente la sua è una condizione molto particolare. Il conto in banca non susciterà molte invidie fra i suoi compagni, ma la ricchezza morale di questo trentunenne veneto forse (forse) si.

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