Nella nostra esperienza ci lasciamo guidare da 8 parole tratte dall'Enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone
Avel Chuklanov
«Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile.
Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l'umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo».
Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza. (MH 2)
La missione è prima di tutto un'opera di profonda attenzione verso l'altro. Diveniamo custodi della dignità di chi incontriamo, mettendo la persona, e non l'efficienza del semplice "fare", al centro della nostra attenzione.
Dal Vangelo secondo Luca
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo
mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.
Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due
denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. (Lc 10)
Vivere il custodire con la PREMURA
È l’arte di accorgersi dei piccoli bisogni dell’altro prima ancora che te lo chieda (una sedia da spostare, un bicchiere d’acqua, un sorriso a chi è in disparte).
Oggi ho trattato le persone che ho incontrato come “pratiche da sbrigare” o “cose da fare”, oppure mi sono fermato a custodire la loro dignità umana nei piccoli gesti?
Preghiera
Signore, donami occhi per vedere l’invisibile e
mani delicate per prendermi
cura di chi è fragile. Rendimi custode di ogni
fratello e sorella che incontrerò oggi,
riconoscendo il Tuo volto nel loro.
Amen.
Dopo aver servito come infermiera nella Prima Guerra Mondiale, è partita per l'Ecuador nel 1922, dedicando la sua vita alle popolazioni indigene dell'Amazzonia. Nella selva equatoriale ha operato per decenni come chirurga, infermiera e catechista, diventando un punto di riferimento per gli Shuar. Amata da tutti e chiamata affettuosamente "Madrecita", è stata proclamata santa da Papa Leone XIV nel 2025.
Custode della vita e della salute: Operando nella regione amazzonica tra la popolazione indigena Shuar, imparò sul campo a medicare, operare e assistere i malati. Per lei, ogni persona era un tesoro prezioso e fragile da proteggere a ogni costo.
Tessitrice di pace: Ha dedicato la sua esistenza a custodire le relazioni, promuovendo la riconciliazione tra le popolazioni locali indigene e i coloni, affrontando i conflitti con la cura di una madre.
Custode nella preghiera: Viveva un'intensa vita interiore. Si alzava nel cuore della notte per pregare e affidare a Dio e a Maria tutti i giovani e gli ammalati che le venivano affidati.
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