Custodia del creato

La Dottrina Sociale della Chiesa offre ai giovani una bussola per vivere con giustizia, libertà e responsabilità nel mondo di oggi. Oggi parliamo di custodia del creato

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«Tutto è connesso. Tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione»
(Papa Francesco, Laudato si’, 14)

Mai come oggi, il grido della terra e il grido dei poveri sono un unico appello alla coscienza umana. I cambiamenti climatici, le catastrofi ambientali, l’inquinamento dell’aria e delle acque, la perdita di biodiversità, le migrazioni forzate: il mondo che abitiamo è fragile e ferito.

Eppure, anche in mezzo a queste ferite, emerge una vocazione grande per i giovani di oggi: diventare custodi della creazione, artefici di una nuova alleanza tra umanità e natura. È questa la proposta della Laudato si’ e della Dottrina Sociale della Chiesa (DSC): un’ecologia integrale, che unisce ambiente, giustizia, economia, cultura e spiritualità.

Non ecologismo, ma spiritualità ecologica

L’ecologia cristiana non è una moda green. È un modo di guardare il mondo come dono, non come proprietà. Significa riconoscere che la terra non è un magazzino da sfruttare, ma una casa da abitare insieme.

La DSC afferma che il creato è un bene comune, e che la sua cura è parte integrante della responsabilità sociale e della giustizia tra le generazioni. La natura non è un oggetto, ma un ambiente vitale, relazionale, spirituale.

Cura e giustizia: due volti della stessa scelta

La crisi ambientale è anche una crisi sociale. I primi a subire gli effetti dell’inquinamento, della siccità, della deforestazione, sono i poveri, gli esclusi, i popoli del Sud del mondo. La DSC ricorda che la giustizia sociale passa anche attraverso scelte ecologiche.

Per questo Papa Francesco parla di “ecologia integrale”: perché tutto è connesso. Non possiamo difendere la natura e poi ignorare la disuguaglianza; non possiamo parlare di futuro senza parlare di clima, energia, rifiuti, consumo.

Giovani in prima linea: non per moda, ma per amore

Molti giovani oggi hanno un’attenzione sincera per l’ambiente. Scioperano, si informano, si mobilitano. Ma la Laudato si’ ci invita a fare un passo in più: non basta una protesta. Serve una conversione ecologica, cioè un cambiamento profondo del cuore, dello stile di vita, delle scelte quotidiane.

La DSC ci propone criteri chiari:

  • sobrietà nei consumi
  • uso responsabile delle risorse
  • rispetto per gli spazi naturali
  • educazione all’ecologia fin da piccoli
  • impegno politico e sociale per la sostenibilità

Don Bosco e il rispetto della vita semplice

Don Bosco, pur non parlando esplicitamente di ecologia, insegnava uno stile di vita semplice, essenziale, rispettoso. Nei suoi oratori, ogni cosa aveva valore: il cibo, il tempo, le relazioni, gli oggetti. Non si sprecava, non si viveva nell’eccesso.

Oggi, vivere “alla Don Bosco” significa educare i giovani a non cadere nel consumismo, a riscoprire la bellezza delle cose semplici, a prendersi cura dell’ambiente, della scuola, del quartiere, della terra che abitiamo.

Dalla lamentela all’azione

La DSC non si accontenta di un’ecologia “di parole”. Ci chiede scelte concrete, piccole e grandi. Significa:

  • ridurre l’uso della plastica
  • viaggiare in modo sostenibile
  • limitare gli sprechi alimentari
  • acquistare con criterio
  • sostenere progetti di economia circolare

Ma anche educare, animare, coinvolgere altri. Ogni gruppo giovanile, ogni oratorio può diventare un laboratorio ecologico, un segno di speranza per la comunità.

Custodi del creato, costruttori di futuro

“La crisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore” (Laudato si’, 217). Non si tratta solo di cambiare abitudini, ma di cambiare mentalità. Di uscire dall’egoismo e imparare una logica di dono, di interdipendenza, di alleanza.

Per questo la spiritualità ecologica è una risorsa preziosa per i giovani: connette fede, responsabilità, bellezza, comunità, giustizia. È una forma nuova di santità quotidiana.


  • Che cosa sto facendo, concretamente, per prendermi cura della casa comune? Quale cambiamento potrei iniziare da oggi?
  • Come possiamo, come gruppo o realtà giovanile, diventare un segno concreto di ecologia integrale per il nostro ambiente?

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