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CRONACHE DALLA SCOGLIERA - Storia di una pietra che imparò l’amicizia - giorno 3...

Attesa, preghiera, conforto, fede… Stare insieme, stare accanto come gli amici sanno fare. Anche dentro al dolore più profondo.


CRONACHE DALLA SCOGLIERA

Storia di una pietra che imparò l’amicizia

 

Giorno 39

04 aprile 2020

 

Cinzia! 

Oh, ciao Orietta…

Come stai?

Carlo sta andando…

Sai, quando Alberto è… quando ha fatto il suo tuffo in Dio…

Orietta…

Io so che adesso è in mani sicure. Mi manca da morire, Cinzia, davvero tanto. Un giorno – lo so- ci ritroveremo tutti insieme, non temere. Questi sono giorni difficili, io ti sono vicina.

Raccontami di quando hai incontrato Alberto.

Quando l’ho conosciuto, sono rimasta affascinata… pareva un leader nato. Gioioso e deciso nel contempo. Io ero una cristiana tiepida, mentre lui era convintissimo. E in certo modo vissi di questa sua convinzione, anche quando cominciammo ad uscire insieme. Perché lui non cercava tanto di ritagliarsi il momento per stare soli insieme, ma cercava di vivere con gli altri - e quindi in primo luogo con me - la stessa vita cristiana che tanto amava. Così spesso ci trovavamo insieme solamente in autobus, la sera, tornando da un incontro o andando a trovare una persona sola in un ospizio. Ma quei momenti ci bastavano, erano pieni, anzi pienissimi. 

Avete condiviso tante cose, insieme…

Abbiamo condiviso la nostra semplice vita di ogni giorno. 

Orietta… oggi ho incontrato Carlo…

Questa mattina volevo vederlo, per stringergli la mano, per dirgli tutto quanto. Che mi manca, che mi sento disperata... E invece… sono entrata nella sua stanza e mi sembrava quasi di essere nella chiesetta di don Mario. E non so… non so come mai gli ho detto quelle parole… non avrei mai voluto dirgliele, ma sono uscite solo queste… "Sono venuta a tagliare l'ultimo filo che ci lega"…

Cinzia…

Non so perché… Avevo la voce gonfia di lacrime. Lui mi ha guardato… i suoi occhi… poi mia sussurrato "Grazie". Forse è stato giusto così, che il nostro rapporto sia arrivato a un totale distacco… Orietta, io non avrei mai pensato di dovergli dire addio, ma è come se adesso mi sentissi più serena. E anche lui lo è. Carlo… Carlo poi mi ha detto: "Prega solo perché io soffra di meno. Sento che voglio essere tutto di Dio. Grazie per questo”. Alla fine, le sue parole tutte per me, come il suo più bel dono d’amore: "È bellissimo andare incontro a Gesù"….

Sta per tuffarsi anche lui, sa dove sta andando. Ti vuole tanto bene e so che ti accompagnerà per tutta la vita. Io sono con te, Cinzia.

Grazie, Orietta…

Sai, ti racconto una cosa bella: questa sera gli altri si sono messi sotto la sua finestra, come sempre, e hanno suonato e cantato insieme per lui. Dalla sua stanza hanno lanciato caramelle e poi un iris che teneva in un vaso. Poi… poi gli hanno chiesto di scegliere l’ultima canzone. Sai cosa ha scelto? “Il raggio della tua avventura”.

Oh, Carlo… “Siamo tutti insieme, siamo tutti una cosa sola. Siamo tutti il sole… siamo tutti il sole…”

 


testi: Anita Marton 

grafiche: sr. Giulia Collodel 

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