CRONACHE DALLA SCOGLIERA

Storia di una pietra che imparò l’amicizia

 

Giorno 24

20 marzo 2020

 

Nostos non è sempre nei miei pensieri, ma ogni tanto, quando il mare si fa più dolce e brilla bianco sotto le lune fredde d’inverno, ritorna il ricordo di lui. Sento un vuoto dentro, una mancanza che mi riempie. Ma, sapete, è come una dolce musica piena di serenità, un suono leggero che nasce dal cuore, come a dirmi che le amicizie vere non finiscono mai davvero, che sempre si ritorna insieme, prima o poi. Anche solo con il ricordo. Mi capita di parlare da sola; e so che invece sto parlando a Nostos. Chissà adesso dove si trova, che strana forma avrà, acqua o ghiaccio, vapore o brina. Io me lo immagino a scorrere nascosto sotto la terra: presto nascerà in una fresca sorgente. Ma questo è solo quello che mi piace pensare. Lo aspetto, sempre. Ritornerà, me lo dice il cuore, o quello che ho dentro; insomma, qualsiasi cosa sia questa che batte in me. Torno alla realtà, i miei pensieri mi portano così lontana, a volte! Eos non è più davanti a me. Mi guardo intorno, ma lei non c’è, non è incastrata tra le rocce, non si è arenata sulla spiaggia, non è colata a picco, non si è sciolta nel mare. Eos non c’è. Se l’è portata via il vento, la corrente, le onde. Kyma. Di certo è opera sua. Kyma, perché hai portato via Eos? Perché non l’hai lasciata parlare con me? Mi stava raccontando di Alberto, di Carlo, delle canzoni e delle poesie. Kyma, rispondi! Perché mi hai fatto questo? Lo sai che è la cosa a cui tengo di più al mondo! Kyma, so che mi senti, non stare in silenzio. Ascoltami, Kyma… Perché mi fai stare male? Aiutatemi voi, ve ne prego! Come si fa quando ti senti tradito da un amico? Cosa si dice, come si smette di essere tristi e delusi? Kyma mi ha sempre parlato, è sempre stata gentile con me, mi ha insegato tanto di me, dell’amicizia, di cosa vuol dire voler bene. E io sento che le voglio tanto bene, ma adesso che mi ha lasciato sola… Come si fa a voler bene ancora? Se n’è andata via, senza dire niente, portandomi via Eos. Rimane solo una timida alba che si alza da est. 

 


testi: Anita Marton 

grafiche: sr. Giulia Collodel