CRONACHE DALLA SCOGLIERA

Storia di una pietra che imparò l’amicizia

 

Giorno 21

17 marzo 2020

 

 

Sono felice che tu sia ancora qui, credevo che il vento e il mare ti avrebbero portata lontana.

Ho visto che ridevi, ieri, in mezzo alla tempesta. Come mai?

Perché ho sentito che parlavi a Kyma di Carlo e Alberto.

Li conosci?

Sì! Cioè… più o meno. Ho conosciuto i suoi amici. Venivano qui a pregare.

Oh, non pensavo che la loro storia sarebbe arrivata fino al mare. Loro stavano sempre in montagna.

Invece è arrivata anche qui. Ma non so molto di loro. Tu puoi parlarmene un po’?

Certo! 

Mi potresti dire come ti chiami, prima?

Grazie che me lo chiedi, sei molto gentile. Mi chiamo Eos. E tu? 

Petra.

Hai un bel nome, è un nome importante.

Come mai? Io lo trovo un nome banale…

Un giorno te lo dirò, o lo scoprirai. Noi foglie non possiamo sapere dove ci porterà il vento. Ma per ora sono qui, e tu vuoi conoscere Carlo e Alberto, giusto?

Sì, più di ogni altra cosa.

Io li vedevo passeggiare sotto di me, quando ancora ero legata all’albero a cui appartenevo. Li ho spesso sentiti parlare, insieme ai loro amici. Non conosco bene la loro storia, dovrai accontentarti. Spesso sono venuti a fare escursioni in montagna. La montagna è l’unica passione che hanno in comune, per il resto sono uno l’opposto dell’altro. Alberto è sempre euforico, pieno di nuove idee, di energia; Carlo è più introverso, scrive canzoni, poesie… è un’anima che canta. Si sono trovati, chissà perché, ed è nata tra loro un’amicizia che col tempo diventa sempre più profonda e vera. Carlo mi ricorda tanto l’agave, che nasce su scogliere impervie, e vive e cresce per fiorire una sola volta e poi muore. Alberto, invece, è come una stella alpina, che sceglie terreni difficili, semplice, bella, tenace. 

Le stelle alpine…

Le hai mai viste?

Sì, una volta, tanto tempo fa…

Una volta? Non capisco: non sei una pietra di mare, tu?

Sì, adesso sì. Ma non lo sono da sempre. 

 


testi: Anita Marton 

grafiche: sr. Giulia Collodel