CRONACHE DALLA SCOGLIERA

Storia di una pietra che imparò l’amicizia

 

Giorno 19

15 marzo 2020

 

 

Ti ho vista un po’ giù, ieri.

Dici?

Sì, era come se stessi piangendo.

Le pietre non sanno piangere.

Eppure a me è sembrato di averti visto piangere.

Come stai, Petra?

Non lo so… grazie che me lo chiedi, è la prima volta che qualcuno si preoccupa davvero per me…

Io ti ascolto, se vuoi. Sono qui.

Kyma, secondo te le pietre hanno un cuore?

Non saprei. Tu cosa senti, quando ti ascolti?

Silenzio, in genere. A volte sento un po’ di male lì dove è entrata la lacrima.

E ancora più in profondità?

Non riesco ad ascoltarmi così a fondo…

Io, una volta, ho visto che ti sei sentita fino a lì. È successo, non è vero?

La conchiglia incastrata…

Sì, lei.

La conosci?

La chiamano Eco, perché nessuno è mai riuscito a sapere il suo vero nome. Se ne va per il mare e parla a chi non sa ascoltarsi.

Ma lei mica parlava! Ripeteva quello che dicevo io.

È vero, lei fa così. Fa sussurrare l’anima, fa risuonare quello che diciamo e anche quello che non sappiamo o non vogliamo dire a noi stessi.

Per esempio?

Lei ti ha fatto sentire che hai un cuore.

Era il mio cuore?

Batteva o no?

Sì, e faceva tanto rumore.

Allora hai un cuore, ed è un cuore pieno.

Non è possibile, Kyma. Io sono una pietra!

Anche questo ti ha detto Eco, quello che tu, Petra, non vuoi dire a te stessa. 

E cioè?

Cioè che non sei una pietra come le altre, tu sei speciale. Ti sei lasciata toccare dall’amore e dal dolore di quella ragazza, ti sei lasciata abbracciare dal desiderio di una vita diversa, e sei cambiata. Non sai più accontentarti delle cose banali e superficiali, vuoi andare in profondità nella vita e nelle relazioni con gli altri. Sei nata per desideri alti, Petra. 

Ma è difficile vivere così! Non sono in grado… ho paura di non farcela.

Questa non è una vita facile, ma è la via per una vita felice. Solo a te la scelta. 

 


testi: Anita Marton 

grafiche: sr. Giulia Collodel