Avviata la revisione dei cammini MGS con la prima consulta delle equipe.
Sabato 12 settembre, nella sede dell’Ispettoria Salesiana San Marco a Mestre, circa 80 persone tra Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani e membri della Famiglia Salesiana si sono ritrovate per il primo appuntamento dell’anno della Consulta del Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto.
Ma la domanda che ha accompagnato la giornata è stata molto più grande di un calendario da programmare: di che cosa hanno bisogno oggi i giovani? E come può il MGS continuare a essere per loro una casa, un luogo di amicizia e un’esperienza nella quale incontrare Gesù?
Dopo anni nei quali molti cammini e appuntamenti hanno assunto una forma consolidata, è arrivato il momento di fermarsi e rileggere quanto vissuto. Non perché ciò che è stato fatto non funzioni più, ma perché essere fedeli a don Bosco significa anche avere il coraggio di guardare continuamente i giovani che abbiamo davanti, ascoltare le loro domande e capire quali strade percorrere insieme a loro.
A indicare una direzione è stato l’Ispettore, don Silvio Zanchetta, che, ricordando anche la propria esperienza giovanile nel MGS, ha affidato alla Consulta tre parole: vicinanza, fiducia e amicizia.
Vicinanza significa esserci davvero. Non adulti che osservano i giovani da lontano o che preparano per loro attività già confezionate, ma persone capaci di camminare accanto, ascoltare, condividere tempo e vita. Fiducia significa lasciare spazio: i giovani non sono semplicemente i destinatari del MGS, ma ne sono protagonisti e corresponsabili. Amicizia, infine, significa costruire legami veri, quelli che non finiscono quando termina un incontro o un campo estivo.
Tre parole molto salesiane, che riportano direttamente a don Bosco e a Madre Mazzarello: entrambi hanno iniziato non da grandi programmi, ma dall’incontro con giovani concreti, dalla capacità di ascoltarli, dare loro fiducia e farli sentire a casa. E al centro di tutto hanno messo l’incontro con Gesù.
Per questo anche la Consulta ha scelto di iniziare il proprio lavoro dalla preghiera e dall’adorazione eucaristica. Prima di chiedersi “che cosa fare?”, c’è una domanda ancora più importante: verso dove – e verso Chi – vogliamo camminare?
Da qui è partito il percorso di revisione dei cammini MGS, guidato da Paola Ottolini, che accompagnerà l’intero anno pastorale. Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice e giovani saranno chiamati a rileggere insieme le proposte attuali, riconoscendo ciò che continua a generare vita e avendo anche la libertà di immaginare qualcosa di nuovo.
Nel pomeriggio le diverse équipe dei cammini MGS hanno iniziato a preparare concretamente gli appuntamenti dell’anno.
Ma tra i presenti c’erano anche una trentina di giovani appena rientrati dalle esperienze missionarie vissute durante l’estate in Egitto, Madagascar, Perù, Brasile e Moldavia. Nei loro racconti sono entrati nella Consulta volti, storie, incontri e domande raccolte a migliaia di chilometri da casa. Un promemoria concreto del fatto che il MGS non esiste per riempire calendari, ma per aiutare giovani e adulti a spendere la propria vita per gli altri.
Il nuovo anno del Movimento Giovanile Salesiano del Triveneto comincia allora così: non con tutte le risposte già pronte, ma con il desiderio di mettersi nuovamente in ascolto.
Forse è proprio questo il modo più autentico per essere fedeli al sogno di don Bosco: stare con i giovani, fidarsi di loro, costruire amicizie vere e cercare insieme Gesù. Perché il futuro del MGS non è qualcosa che gli adulti devono progettare per i giovani. È una storia che possiamo continuare a scrivere insieme.
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