4. CONSIGLI SPIRITUALI NELLA CORRISPONDENZA PERSONALE CON SALESIANI E FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE

 

Queste brevi lettere, redatte in forma dimessa e familiare, contengono preziosi consigli di
vita spirituale. Don Bosco conosce i suoi destinatari e li invita a concentrarsi su atteggiamenti
concreti, ma essenziali per alimentare la fedeltà alla vocazione salesiana e il costante
orientamento del cuore a Dio.

 


Al chierico Giovanni Bonetti 

S. Ignazio, 20 luglio 1863

 

Bonetti mio carissimo,
Non darti la minima inquietudine su quanto mi scrivi. Il demonio vede che gli vuoi scappare definitivamente dalle mani, perciò si sforza d’ingannarti. Seguita i miei
consigli e va’ avanti con tranquillità. Intanto potrai farti passare la malinconia cantando questa canzone di S. Paolo: Si delectat magnitudo praemiorum, non deterreat multitudo laborum. Non coronabitur nisi qui legitime certaverit. Esto bonus miles Christi et ipse coronabit te.

Oppure canta con S. Francesco di Assisi: Tanto è il bene che io aspetto / Ch’ogni pena mi è diletto, / Il dolor si fa piacere, / Ogni affanno un bel godere, / Ogni angoscia allegra il cuor.
Del resto prega per me ed io non mancherò di pregare anche per te e fare quanto posso per renderti felice nel tempo e nell’eternità. Amen.
Tuo affezionatissimo in Gesù Cristo

Sac. Bosco Gio.

 

 

Al chierico Costanzo Rinaudo

Venezia, 14 ottobre 1865

 

Carissimo Rinaudo,
Tu puoi e devi studiare il modo di infiammare di santo amor di Dio tutti i fratelli della nostra Società, e non arrestarti se non quando di tutti sarà fatto un cuor solo ed
un’anima sola per amare e servire il Signore con tutte le nostre forze in tutto il corso della nostra vita. Certamente tu ne darai l’esempio verbo et opere. 353 Dio ti benedica e prega per me che ti sono
Affezionatissimo nel Signore

Sac. Bosco G.

 

 

A don Domenico Belmonte 

Trofarello, 22 settembre 1869

 

Carissimo D. Belmonte,
Un certo disse al Salvatore: Domine, sequar te quocumque ieris, sed permitte me primum ire et sepelire patrem meum. Jesus ait: Sequere me et dimitte mortuos sepelire mortuos. (Mt 8, 19). Tu vade, annuntia regnum Dei (Lc 9, 60). Alius ait: Domine, sequar te quocumque ieris, sed permitte mihi renuntiare his, quae domi sunt. Ait ad illum Jesus: Nemo mittens manum etc. (ibid.). 355 Perciò scrivi la lettera e prega, io farò altrettanto. Ora passiamo ad altro.

Tu mi aggiungi alcune parole che mi dimostrano o meglio confermano quella filiale affezione che tu hai sempre nutrito per me, che io in modo assai più intenso ho sempre avuto per te. Ho sempre cercato e studiato di metterti fra le mani quelle cose che mi sembrano consentanee al tuo carattere e secondo la maggior gloria di Dio. Con questo pensiero avrei divisato di affidarti l’ufficio di prefetto a Mirabello. Come vedi il passo è gigantesco: oggi semplice suddito, domani superiore ed arbitro di un istituto ove racchiudonsi quasi 200 individui! Tuttavia tu ci riuscirai:
1° Col cercare la gloria di Dio in quello che fai. Fare del bene a chi puoi, del male a nessuno. Vigilanza in tutto.
2° Dipendenza filiale dal direttore, studiando di secondare le sue mire e coadiuvandolo nelle sue fatiche. Molte cose superano le tue forze, perciò alcune attribuzioni saranno riserbate al direttore.
3° Il danaro sia presso al direttore, i pagamenti si facciano da lui o con suo consenso.
4° Studia di conciliare l’economia della casa col contento dei subalterni. Quanto è necessario a tutti: ma intrepido nell’opporti agli abusi e scialacquii.
Altra cosa ti consiglierei per tua tranquillità ed è che mandassi tuo fratello a Torino.
Ciò ti toglierebbe da brighe e forse da dispiaceri. Del resto abbandoniamoci nelle sante mani del Signore; esso è con noi e diremo con S. Paolo: Omnia possum in eo qui me confortat. 
Dio benedica te e le tue fatiche, saluta D. Provera e tutti gli altri nostri fratelli e tu credimi sempre.
Affezionatissimo in Gesù Cristo

Sac. Gio. Bosco

 

 

A suor Maddalena Martini

[Torino, 8 agosto 1875]

 

Dilettissima figlia in Gesù Cristo,
La vostra andata a Mornese ha dato tale schiaffo al mondo che egli mandò il nemico delle anime nostre ad inquietarvi. Ma voi ascoltate la voce di Dio che vi chiama a
salvarvi per una via facile e piana e disprezzate ogni contrario suggerimento. Anzi, siate contenta dei disturbi e delle inquietudini che provate, perché la via della croce è quella che ci conduce a Dio. Al contrario se voi foste stata subito allegra e contenta, vi sarebbe a temere qualche inganno del maligno nemico.
Dunque ritenete:
1° Non si va alla gloria se non con grande fatica;
2° Non siamo soli, ma Gesù è con noi; e S. Paolo dice che coll’aiuto di Gesù noi diventiamo onnipotenti;
3° Chi abbandona patria, parenti ed amici e segue il divino Maestro, egli ha assicurato un tesoro nel cielo che niuno gli potrà rapire;
4° Il gran premio preparato in cielo deve animarci a tollerare qualunque pena sopra la terra.
Fatevi dunque animo: Gesù è con noi. Quando avete spine, mettetele con quelle della corona di Gesù Cristo. Io vi raccomando a Dio nella santa messa, voi pregate per me che vi sono sempre in Gesù Cristo

Vostro umilissimo servitore

Sac. Gio. Bosco

 

 

Ai primi missionari


Ricordi dati ai religiosi Salesiani il giorno 11 novembre [1875] nell’atto che partivano dalla chiesa di Maria Ausiliatrice per intraprendere il viaggio alla Repubblica
Argentina
1. Cercate anime, ma non danari né onori, né dignità.
2. Usate carità e somma cortesia con tutti, ma fuggite la conversazione e la famigliarità colle persone di altro sesso o di sospetta condotta.
3. Non fate visite se non per motivi di carità e di necessità.
4. Non accettate mai inviti di pranzo se non per gravissime ragioni. In questi casi procurate di essere in due.
5. Prendete cura speciale degli ammalati, dei fanciulli, dei vecchi e dei poveri e guadagnerete la benedizione di Dio e la benevolenza degli uomini.
6. Rendete ossequio a tutte le autorità civili, religiose, municipali e governative.
7. Incontrando persona autorevole per via, datevi premura di salutarla ossequiosamente.
8. Fate lo stesso verso le persone ecclesiastiche o aggregate ad istituti religiosi.
9. Fuggite l’ozio e le questioni. Gran sobrietà nei cibi, nelle bevande e nel riposo.
10. Amate, temete, rispettate gli altri ordini religiosi e parlatene sempre bene. È questo il mezzo di farvi stimare da tutti e promuovere il bene della Congregazione.
11. Abbiatevi cura della sanità. Lavorate, ma solo quanto le proprie forze comportano.
12. Fate che il mondo conosca che siete poveri negli abiti, nel vitto, nelle abitazioni e voi sarete ricchi in faccia a Dio e diverrete padroni del cuore degli uomini.
13. Fra di voi amatevi, consigliatevi, ma non portatevi mai né invidia né rancore, anzi il bene di uno sia il bene di tutti; le pene e le sofferenze di uno siano considerate come pene e sofferenze di tutti, e ciascuno studi di allontanarle o almeno mitigarle.
14. Osservate le vostre Regole, né mai dimenticate l’esercizio mensile della buona morte.
15. Ogni mattino raccomandate a Dio le occupazioni della giornata nominatamente le confessioni, le scuole, i catechismi e le prediche.
16. Raccomandate costantemente la divozione a Maria Ausiliatrice ed a Gesù sacramentato.
17. Ai giovanetti raccomandate la frequente confessione e comunione.
18. Per coltivare la vocazione ecclesiastiche insinuate: 1° amore alla castità; 2° orrore al vizio opposto; 3° separazione dai discoli; 4° comunione frequente; 5° carità con segni di amorevolezza e benevolenza speciale.
19. Nelle cose contenziose prima di giudicare si ascoltino ambe le parti.
20. Nelle fatiche e nei patimenti non si dimentichi che abbiamo un gran premio preparato in cielo. Amen.

 

 

Al salesiano coadiutore Bartolomeo Scavini

Torino, 1° dicembre 1877

 

Mio caro Scavini,
Venne a me la voce che tu sei tentato di abbandonare la Congregazione salesiana.
Non fare questo. Tu consacrato a Dio con voti perpetui, tu Salesiano missionario, tu dei primi [ad] andare in America, tu grande confidente di D. Bosco, vorrai ora ritornare a quel secolo dove vi sono tanti pericoli di perversione? Io spero che non farai questo sproposito.
Scrivi le ragioni che ti disturbano ed io quale padre darò consigli all’amato mio figlio, cha varranno a renderlo felice nel tempo e nell’eternità.
Dio ti benedica e credimi sempre in Gesù Cristo
Affezionatissimo amico

Sac. Gio. Bosco

 

 

A don Taddeo Remotti 

Torino, 31 dicembre 1878

 

Carissimo D. Remotti Taddeo,
Mi piacque assai la schiettezza con cui più volte mi hai scritto. Continua nel medesimo tenore. Ma ritieni per base alcuni avvisi che sono per te il mio testamento:
1° Sopportare i difetti altrui anche quando sono a nostro danno.
2° Coprire le macchie degli altri, non mai mettere in burla alcuno quando egli ne rimane offeso.
3° Lavora, ma lavora per amor di Gesù; soffri tutto, ma non rompere la carità. Alter alterius onera portate et sic adimplebitis legem Christi.
Dio ti benedica, o caro D. Remotti; arrivederci in terra, se così piace ai divini voleri; diversamente, il cielo ci sta preparato e la misericordia divina ce lo concederà. Prega per me che ora e sempre ti sarò in Gesù Cristo
Affezionatissimo

Sac. Gio. Bosco

 

 

Al salesiano coadiutore Carlo Audisio

Torino, 31 gennaio 1881

 

Carissimo Audisio,
L’antico amico dell’anima tua ti manda un saluto e ti raccomanda di non mai dimenticare la eterna salvezza dell’anima. Lavora, ma lavora per il cielo.
Esattezza nelle pratiche di pietà, ecco tutto. L’ubbidienza poi è la chiave di tutte le virtù.
Dio ti benedica, o mio caro Audisio, Dio ti conservi nella sua santa grazia e prega per me che ti sarò sempre in Gesù Cristo
Affezionatissimo amico

Sac. Gio. Bosco

 

 

Al chierico Luigi Calcagno 

Torino 31 gennaio 1881

 

Carissimo Calcagno,
Sei sempre buono, o mio caro Calcagno? Io spero di sì. Ma non volgere indietro lo sguardo. Miriamo il cielo che ci attende. Là abbiamo un gran premio preparato.
Lavora, guadagna anime e salvami la tua. Sobrietà ed obbedienza per te sono tutto.
Scrivimi sovente. Dio ti benedica e ti conservi sempre nella sua santa grazia e prega per chi ti sarà sempre in Gesù Cristo
Affezionatissimo amico

Sac. Gio. Bosco

 

 

A madre Caterina Daghero

Nizza Monferrato, 12 agosto 1881

Reverenda madre superiora generale,
Eccovi alcuni confetti da distribuire alle vostre figlie. Ritenete per voi la dolcezza da praticarsi sempre e con tutti; ma state sempre pronta a ricevere gli amaretti, o meglio i bocconi amari, quando a Dio piacesse di mandarvene.
Dio vi benedica e vi dia virtù e coraggio da santificare voi e tutta la comunità a voi affidata. Pregate per me che vi sono in Gesù Cristo
Umile servitore

Sac. Gio. Bosco

 

 

A suor Eulalia Bosco

Pinerolo, 20 agosto 1884

 

Mia buona Eulalia,
Ho benedetto il Signore quando hai preso la risoluzione di farti religiosa; ora lo ringrazio di tutto cuore che ti conservò la buona volontà di romperla definitivamente col
mondo e consacrarti totalmente al buon Gesù.
Fa’ volentieri questa offerta, e rifletti alla ricompensa che è il centuplo nella vita presente e il vero premio, il gran premio nella vita futura.
Ma, mia buona Eulalia, ciò non sia per burla, ma sul serio. E ricordati delle parole dette dal padre della Chantal quando trovavasi in simile caso: “Ciò che si dà al Signore, non si tolga più”. Ritieni che la vita religiosa è vita di continuo sacrificio e che ciascun sacrificio è da Dio largamente ricompensato. La sola ubbidienza, la sola osservanza delle Regole, la sola speranza del celeste premio sono il nostro conforto nella vita
mortale.
Ho sempre ricevuto le tue lettere e con piacere. Non ho risposto perché mi mancò il tempo.
Dio ti benedica, o Eulalia; Maria sia la tua guida, il tuo conforto fino al cielo. Spero che ci vedremo ancora nella vita presente; altrimenti, addio: ci vedremo a parlare di Dio nella vita beata. Così sia.
Auguro ogni benedizione alla madre generale e a tutte le suore, novizie e postulanti
di Maria Ausiliatrice.
Sono debitore di una risposta alla madre e la farò. Prega per me e per tutta la nostra famiglia ed abbimi sempre in Gesù Cristo
Affezionatissimo zio

Sac. Gio. Bosco

 

 

A don Domenico Tomatis

Mathi, 14 agosto 1885

 

Mio caro D. Tomatis,
Il ricevere tanto di rado di tue lettere mi fa giudicare che hai molto da fare; io lo credo; ma il dare di tue notizie al tuo caro D. Bosco merita certamente di essere fra gli
affari da non trascurarsi. Che cosa scrivere? tu mi dirai. Scrivere della tua sanità e della sanità dei nostri confratelli; se le Regole della Congregazione sono fedelmente osservate; se si fa e come si fa l’esercizio della buona morte. Numero degli allievi e speranze che ti danno di buona riuscita. Fai qualche cosa per coltivare le vocazioni, ne hai qualche speranza? Mons. Ceccarelli è sempre amico dei Salesiani? Queste risposte le attendo con gran piacere.
Siccome la mia vita corre a grandi passi al suo termine, così le cose che voglio scriverti in questa lettera son quelle che ti raccomanderei negli ultimi giorni di esilio:
mio testamento per te.
Caro D. Tomatis: tien fisso nella mente che ti sei fatto Salesiano per salvarti; predica e raccomanda a tutti i nostri confratelli la medesima verità. Ricordati che non basta sapere le cose, ma bisogna praticarle. Dio ci aiuti che non siano per noi le parole del Salvatore: Dicunt enim et non faciunt.
Procura di vedere gli affari tuoi cogli occhi tuoi. Quando taluno fa mancamenti o trascuratezze, avvisalo prontamente senza attendere che siano moltiplicati i mali.
Colla tua esemplare maniera di vivere, colla carità nel parlare, nel comandare, nel sopportare i difetti altrui, si guadagneranno molti alla Congregazione.
Raccomanda costantemente frequenza dei sacramenti della confessione e comunione.
Le virtù che ti renderanno felice nel tempo e nella eternità sono: l’umiltà e la carità.
Sii sempre l’amico, il padre, dei nostri confratelli; aiutali in tutto quello che puoi nelle cose spirituali e temporali; ma sappi servirti di loro in tutto quello che può giovare
alla maggior gloria di Dio.
Ogni pensiero che esprimo in questo foglio ha bisogno di essere alquanto spiegato.
Tu puoi ciò fare per te e per gli altri.
Dio ti benedica, o sempre mio caro D. Tomatis; fa’ un cordialissimo saluto a tutti i nostri confratelli, amici e benefattori. Di’ che ogni mattina nella santa messa prego per loro e che mi raccomando umilmente alle preghiere di tutti.
Dio faccia che possiamo ancora vederci in questo esilio mortale, ma che possiamo poi un giorno lodare il santo nome di Gesù e di Maria nella beata eternità. Amen.
Fra breve tempo ti scriverò o farò scrivere altre cose di qualche importanza.
Maria ci tenga tutti fermi e ci guidi per la via del cielo. Amen.
Vostro affezionatissimo in Gesù Cristo   

Sac. Gio. Bosco