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COME SALVARE LO STUDENTE RYAN DAL FILO SPINATO DELL' ESAME DI MATURITÀ

E' vero, le percentuali dei bocciati sono quasi niente, uno su cento non ce la fa, ma quell' uno sarò proprio io, maledizione. Non riuscirò a tranciare il filo spinato, a saltare il fossato dei professori coccodrilli che mi aspettano con le fauci spalancate...


COME SALVARE LO STUDENTE RYAN DAL FILO SPINATO DELL' ESAME DI MATURITÀ

da Attualità

del 27 giugno 2005

 Notte prima degli esami, notte di incubi e tragiche premonizioni, di batticuore e insonnia: d' improvviso, dopo una marcia durata tanti anni, si intravede la frontiera, e forse anche qualcosa di ciò che sta dall' altra parte, ma prima bisogna superare quella linea. Lo studente immagina il peggio, fili spinati di domande crudeli, professori cecchini che aspettano al varco, un' interrogazione simile a un interrogatorio. Di colpo si ha l' impressione di non sapere nulla, di essere un cuscinetto molle su cui si infileranno gli spilloni sadici degli insegnanti. E' la notte dei rimpianti, ogni ragazzo pensa avrei dovuto studiare di più, ascoltare almeno qualche lezione, fare il simpatico con quel pazzo del prof d' italiano, fingere un minimo interesse verso la letteratura contemporanea, verso i problemi storici, verso qualcosa, e invece ho passato l' anno a corteggiare quella cretina del terzo, a sonnecchiare nel banco, a sognare il futuro. Ecco, ora i nodi vengono tutti al pettine. Leggerò le tracce del tema e rimarrò a bocca aperta, con la penna sospesa a mezz' aria, senza sapere cosa scrivere, come cominciare. E' vero, le percentuali dei bocciati sono quasi niente, uno su cento non ce la fa, ma quell' uno sarò proprio io, maledizione. Non riuscirò a tranciare il filo spinato, a saltare il fossato dei professori coccodrilli che mi aspettano con le fauci spalancate. Su internet si moltiplicano le voci intorno ai temi più probabili. La morte del Papa, la guerra in Irak, la globalizzazione, il fanciullino di Pascoli, le macchine di Marinetti, i broccati di D' Annunzio. Tutto e il contrario di tutto. Un compagno di scuola dice che suo cugino ha un amico a Roma che abita nel palazzo del sottosegretario all' istruzione, e che ha avuto la soffiata giusta: un tema sarà di sicuro sul colonialismo. E' così, è sicuro. E allora bisogna ripassare per bene, e soprattutto preparare infiniti foglietti da consultare al bagno, rotolini piccoli come microfilm da infilarsi nelle mutande e nelle scarpe. Il panico aumenta, è un cane nero che ringhia coi denti affilati. E' una palla nera pronta ad abbattere questo incerto castelluccio di carte. Sono momenti tremendi, ma anche bellissimi. Mai in cinque anni gli studenti sono stati tanto uniti, come naufraghi su una zattera in balia della notte. Mai si è sentita così forte la solidarietà e l' amicizia. Tutti per uno e uno per tutti, almeno stavolta, almeno stanotte. Salvate lo studente Ryan dalle schioppettate del nemico. Passare quella linea sembra davvero una prova impossibile, un' avventura eroica. E invece poi accadrà quello che sempre è accaduto. Una mattina di luglio tutto sarà finito e ci si ritroverà dall' altra parte quasi senza essersene accorti. Non c' erano cecchini, non c' erano torture. Sarà come traversare una porta già quasi aperta. Già fatto, è tutto già accaduto? Sì. Il mondo della scuola è concluso, ormai sta tutto dietro le spalle. Davanti c' è il mondo vero, quello tanto desiderato, un posto sconfinato e arido dove forse più nessuno ti passerà un compito, ti suggerirà una risposta o ti regalerà un voto. 

Marco Lodoli

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