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Chi è il tuo Re?

Ma tu... sì, proprio tu, che tipo di Re cerchi? Ti sta bene avere un Re come questo o ne vuoi un altro? Attento... non basta dire “Sì, questo è il re che mi piace perché ha scelto l'amore” perché mentre i Re del mondo chiedono di essere ammirati, questo Re chiede di essere imitato...


Chi è il tuo Re?

da Teologo Borèl

del 25 novembre 2007

Quando pensiamo ad un Re e alla sua corte subito immaginiamo un castello, delle truppe che lo difendono con soldati a cavallo, immaginiamo la vita lussuosa dei familiari del Re, gli inservienti e i menestrelli di corte che con le loro storie rendono più piacevole la vita del castello. Ebbene… il vangelo che abbiamo ascoltato non contiene niente di tutto questo, eppure parla di un Re, di Cristo come Re. Forse abbiamo un’idea sbagliata di Re? O forse il Vangelo si sbaglia presentandoci un Re che come trono ha la croce e come corona un cerchio di spine?

È paradossale! Un Re poteva mettere a morte una persona; Cristo Re, invece, è messo a morte. Un Re aveva un trono regale, sfarzoso, grande, maestoso; Cristo Re, invece, ha la croce come trono. Un Re aveva tutti ai suoi piedi per onorarlo; Cristo Re, invece, ha tutti ai suoi piedi per sbeffeggiarlo. Un Re aveva tutti i suoi familiari onorati e serviti; Cristo Re, invece, ha sua madre che piange, ma non dispera, ai piedi della sua croce.

Ma che razza di Re è questo? Anche i soldati lo schernivano…

 

Come Cristiani dobbiamo subito dirci che Cristo in croce è il nostro Re, un Re diverso da come ci immaginiamo i re di questo mondo, un Re che non cerca il potere, la fama, la gloria, gli onori, i tesori, il prestigio, gli applausi. Il nostro Re cerca solo l’amore, il nostro Re a tutti i costi cerca l’amore: non ci sono costi così alti per cui non valga la pena di amare, neanche il costo della propria vita è così alto da impedirgli di amare.

Come Cristiani dobbiamo subito dirci che Cristo in croce è il nostro Re, un Re che non cerca di essere servito, di avere tutti ai suoi piedi, di trattare gli uomini come servi o come schiavi. Il nostro Re cerca solo di essere servo: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”, disse un giorno. Il nostro re è un servo, uno che si mette a disposizione, che lava i piedi, che mette l’altro prima di sé, che ci tiene così tanto ai suoi amici da donare loro se stesso.

Come Cristiani dobbiamo subito dirci che Cristo in croce è il nostro Re, un Re che non cerca i posti di comando, che non cerca di creare leggi a cui sottomettere tutti. Il nostro Re cerca solo di ubbidire al Padre ovvero di ubbidire all’amore; ha fatto dell’amore l’unica legge a cui lui per primo si sottopone al punto che la corona di spine diventerà il segno della sua regalità.

 

Ma tu… sì, proprio tu, che tipo di Re cerchi? Ti sta bene avere un Re come questo o ne vuoi un altro? Attento… non basta dire “Sì, questo è il re che mi piace perché ha scelto l’amore” perché mentre i Re del mondo chiedono di essere ammirati, questo Re chiede di essere imitato. Cristo Re ti chiede di passare dall’ammirazione all’imitazione. La vera ammirazione di Cristo consiste nell’imitazione di Cristo: dobbiamo vivere ad imitazione del nostro Re. Il nostro Re non vuole essere lodato: vuole che viviamo come lui ha vissuto, con i suoi stessi sentimenti, con lo stesso suo cuore. Il nostro Re non vuole essere glorificato come i re di questo mondo: vuole che tu lo ami così come lui ama te. Il nostro Re non è un Re di cui aver paura e timore, ma è un Re da amare e da imitare. Sei disposto a fare la sua stessa fine? Sei disposto ad amare fino a dare la vita?

 

Un tempo solo il Re poteva salire sul trono regale; chi lo faceva senza permesso facilmente veniva imprigionato se non addirittura ucciso. Cristo Re invece ti invita a salire con Lui sul suo trono regale. Ma il suo trono è la croce.

Un tempo solo il Re poteva decidere della vita o della morte di un suo servo. Cristo Re ti invita invece a lasciare che l’amore decida della tua vita o della tua morte: così ha fatto Lui. A che serve vivere se non si ama e non si è amati? A che serve morire se non amando? Lascia che sia l’amore a decidere della tua vita o della tua morte. Non importa vivere o morire: ciò che conta è amare.

 

Ma prima di passare all’imitazione di Cristo devi rispondere alla domanda che la festa di quest’oggi ti pone: chi è il tuo re? Sì, il re della tua vita... Chi è? A chi stai consegnando la tua vita? Affidarsi ai Re di questo mondo ovvero al relativismo, al piacere fine a se stesso, all’egoismo, al successo a tutti i costi, all’apparire, ai primi posti… significa fare scelte che non hanno il sapore dell’eternità, significa affidarsi a re che oggi ti danno un bel trono e il successo assicurato, ma che domani ti lasceranno il cuore vuoto, vuoto per sempre. Affidarsi a Cristo Re significa ascoltare le parole che il ladrone pentito si è sentito dire: In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso. Sono parole che ci immergono nell’eternità, in quel luogo in cui la vita non muore.

 

Ecco allora la domanda di questa giornata: chi è il tuo Re?

Sii sincero: chi è oggi il tuo Re?

I.B.

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