«Che cosa vorresti donare agli altri di te nel tuo Servizio Civile?».

Venerdì 9 ottobre, a Mestre, è cominciato il nuovo anno di Servizio Civile Universale nelle realtà dei Salesiani di Don Bosco e delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Triveneto

Ci sono anni che si misurano in esami superati, viaggi fatti, obiettivi raggiunti. E poi ci sono anni che si misurano soprattutto negli incontri, nelle persone conosciute e nel tempo che si è scelto di regalare agli altri.

È cominciato venerdì 9 ottobre, a Mestre, il nuovo anno di Servizio Civile Universale nelle realtà dei Salesiani di Don Bosco e delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Triveneto. Un primo incontro di formazione, ma soprattutto l’inizio di un cammino che accompagnerà per i prossimi mesi tanti giovani dentro oratori, scuole, centri di formazione professionale, comunità e altri ambienti educativi.

Sono 51 i giovani che hanno iniziato il servizio nell’ambito dei due progetti “Dentro tutti!” e “Sai fischiare?”, dopo le 107 domande presentate per i 70 posti inizialmente disponibili.

La prima giornata è servita anzitutto a conoscersi. Volti nuovi, aspettative, qualche inevitabile domanda su ciò che verrà. Dopo l’accoglienza e la preghiera, i giovani hanno cominciato a scoprire più da vicino il carisma salesiano, mentre gli Operatori Locali di Progetto, che li accompagneranno nelle diverse sedi, hanno riflettuto sul loro ruolo educativo.

Perché il Servizio Civile, in una casa salesiana, non significa semplicemente “dare una mano”. Significa entrare in una storia educativa nella quale Don Bosco e Madre Mazzarello hanno insegnato che stare accanto ai giovani può diventare un modo concreto per cambiare il mondo. A volte attraverso grandi progetti, molto più spesso nelle cose semplici: aiutare un ragazzo nello studio, preparare un’attività, ascoltare qualcuno che ha bisogno di parlare, sistemare una stanza dopo un pomeriggio in oratorio, esserci quando serve.

Una delle domande consegnate ai giovani durante la giornata dice bene il senso di questo nuovo inizio: «Che cosa vorresti donare agli altri di te nel tuo Servizio Civile?».

Forse è proprio questa la domanda che può accompagnare tutto l’anno.

Perché quando si comincia un’esperienza di servizio si pensa facilmente a quello che si potrà fare per gli altri. Poi, strada facendo, capita spesso di scoprire anche quanto gli altri abbiano fatto per noi. Un bambino che ti aspetta ogni pomeriggio, un adolescente che lentamente comincia a fidarsi, un educatore che ti accompagna, una comunità che diventa casa possono cambiare il modo di guardare se stessi e il proprio futuro.

Don Bosco amava ricordare ai suoi ragazzi che la vita trova la sua gioia più profonda quando viene spesa per qualcosa di grande. Il Servizio Civile può essere proprio questo: un anno per mettere alla prova capacità e desideri, imparare responsabilità, scoprire il valore della cittadinanza attiva e, magari, capire qualcosa in più della propria vocazione.

A tutti i giovani che hanno appena cominciato questo cammino, allora, l’augurio più semplice: che alla fine dell’anno possiate guardarvi indietro e accorgervi che, mentre cercavate di lasciare qualcosa agli altri, anche gli altri hanno lasciato qualcosa dentro di voi.

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