Che cosa stiamo costruendo?

Babele o Gerusalemme? Leone XIV apre la sua enciclica «Magnifica humanitas» con una domanda che riguarda anche il nostro modo di vivere, comunicare e usare la tecnologia.

Lush Kooch Lush Kooch

Un gruppo di animatori sta preparando un’attività. Le idee non mancano: qualcuno propone di usare l’intelligenza artificiale per scrivere la storia del gioco, altri pensano ai video da pubblicare, altri ancora vogliono definire subito il programma. Poi arriva una domanda che cambia la riunione: «E il ragazzo nuovo, che conosce appena l’italiano, come farà a partecipare?». Il progetto può essere organizzato alla perfezione e lasciare comunque qualcuno fuori. Oppure quella domanda può diventare l’occasione per costruirlo meglio, insieme.

È una situazione semplice, ma aiuta a entrare nella Magnifica humanitas, l’enciclica con cui papa Leone XIV riflette sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Il Papa non comincia chiedendoci quali strumenti useremo domani. Ci chiede quale mondo stiamo costruendo oggi e quale posto avranno le persone al suo interno.

Per aiutarci a rispondere, Leone XIV mette una accanto all’altra due storie della Bibbia. La prima è quella della torre di Babele (Gen 11,1-9). Gli uomini lavorano uniti a un’opera grandiosa e vogliono farsi un nome. Eppure la loro impresa finisce nella confusione. Nel racconto, il problema non è saper costruire: è cercare potenza e sicurezza dimenticando Dio e la comunione tra le persone. Anche un progetto capace di impressionare tutti può perdere di vista l’essere umano.

La seconda storia viene dal libro di Neemia (Ne 2–6). Gerusalemme ha le mura distrutte. Neemia ascolta la notizia, prega, va a vedere di persona e chiama il popolo a ricostruire. Non fa tutto da solo: ciascuno riceve una parte del lavoro. Si riparano le mura e, nello stesso tempo, si ritrovano fiducia e legami. Leone XIV riassume questa responsabilità condivisa con parole molto concrete: «A ciascuno il suo tratto di muro».

Le due immagini ci aiutano a guardare anche il mondo digitale. Una tecnologia può essere usata per studiare, curare, comunicare, far partecipare chi altrimenti resterebbe ai margini. Può anche servire a manipolare, escludere o trattare una persona come un insieme di dati. La domanda, allora, riguarda le scelte di chi progetta gli strumenti, di chi li governa e di ciascuno di noi quando li usa. Nella chat di un gruppo, per esempio, possiamo far circolare una voce su un compagno oppure fermarci a verificarla; possiamo decidere tutto tra pochi oppure ascoltare chi di solito rimane in silenzio.

Qui incontriamo una parola importante dell’enciclica: discernimento. Significa osservare ciò che accade, confrontarlo con il Vangelo e scegliere come agire. È il lavoro che la Dottrina sociale della Chiesa continua a fare davanti alle domande di ogni epoca. Leone XIV ricorda Rerum novarum, l’enciclica pubblicata da Leone XIII nel 1891 sulle questioni sociali del suo tempo. Oggi le domande comprendono anche l’intelligenza artificiale. Cambiano le situazioni, mentre rimane la responsabilità cristiana di custodire la dignità delle persone e cercare il bene comune.

Per questo il Papa rivolge a tutti un invito: «non temiamo di sporcarci le mani nel cantiere del nostro tempo». Non serve attendere di avere la risposta a ogni problema. Possiamo cominciare dal tratto di muro che ci è affidato: una classe in cui qualcuno fatica a trovare posto, un oratorio che vuole accogliere meglio, un contenuto che scegliamo di condividere, una persona che ha bisogno di essere ascoltata.

La speranza cristiana, però, non si fonda soltanto sulla nostra capacità di costruire. Leone XIV ci invita a guardare a Gesù, il Figlio di Dio che si è fatto uomo. In lui riconosciamo la pienezza di quella magnifica umanità che siamo chiamati a custodire. Pregare, ascoltare e lavorare insieme diventano allora modi concreti di dare forma a una città in cui nessuno sia considerato una pietra inutile.

La domanda con cui iniziare questa rubrica può accompagnarci anche fuori dalla pagina: nel luogo in cui vivo, sto aiutando a costruire Babele o Gerusalemme?

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Per leggere il testo: Leone XIV, Magnifica humanitas, nn. 1–18. In particolare, i nn. 7–10 presentano Babele e Neemia; i nn. 11–16 indicano come costruire nel bene.

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