Carta vetrata e vita comunitaria

Avete presente la carta vetrata? È fatta per grattare, scalfire una superficie e renderla meno ruvida, più liscia, più bella. Credo che la vita comunitaria sia un po’ come la carta vetrata e ora ve ne spiego il motivo!

Paul Trienekens Paul Trienekens

Avete presente la carta vetrata? È fatta per grattare, scalfire una superficie e renderla meno ruvida, più liscia, più bella. Credo che la vita comunitaria sia un po’ come la carta vetrata e ora ve ne spiego il motivo!

Durante queste vacanze di Natale mi è capitato più volte di ripensare a questo periodo: a ciò che è successo, alle persone incontrate, alle gioie, alle fatiche e a tutto ciò che mi sono portato con me in questo nuovo anno. Spiego: da settembre del 2024 sto facendo un'esperienza di vita comunitaria con altri giovani come me e alcuni salesiani. Oltre alla vita comunitaria ci sono poi l'università, il servizio di animazione con i più piccoli e gli ADS in una scuola salesiana, il servizio di animazione nei gruppi MGS ispettoriali e tutto il resto delle attività di vita quotidiana.

Se dovessi descrivere gli ultimi quattro mesi con una sola parola, direi “difficili”. Difficili come tutto ciò che ci obbliga a uscire dalla nostra zona di comfort e a metterci in gioco in ciò che ci viene chiesto, anche con il rischio di rimanere, a volte, scottati e, altre volte, immensamente felici. Vivo tante cose, in tante modalità diverse: alcune più feconde e vitali, altre più spente e sterili. Ciò che spesso ha fatto la differenza nel modo in cui sceglievo di vivere le esperienze erano le mie motivazioni: per chi decidevo di fare ciò che stavo facendo.

Tra tutto quello che vivo, la vita comunitaria è ciò che mi ha messo (e continua a mettermi) più alla prova, spesso proprio a causa della diversità che distingue ogni persona. Diverse volte mi rendo conto di aver fatto prevalere il mio benessere personale piuttosto che l’incontro sincero con l’altro.

Qualcuno ha detto che la vita comunitaria è come la carta vetrata, e io gli do pienamente ragione: perché se la carta vetrata non gratta, se non scalfisce la superficie, allora non sta facendo ciò per cui è stata pensata. Mi sto accorgendo di quanto le relazioni sappiano metterci alla prova e, allo stesso tempo, di quanto la fatica del costruire dia un valore immenso a ciò che nasce. Dopotutto, l’oro si tempra nel fuoco. In molti momenti, in questi mesi, ho chiesto a Dio il coraggio, la forza, la pazienza e l’amore necessari per restare dentro relazioni impegnative, a volte scomode, ma profondamente vive.

Ma a chi, pregando, chiede pazienza, credete che Dio conceda la pazienza?
O piuttosto l’opportunità di essere pazienti?

A chi chiede coraggio, credete che Dio doni il coraggio?
O la possibilità di essere coraggiosi?

A chi chiede la gioia di un’amicizia più unita, credete che Dio regali sentimenti rassicuranti?
O l’opportunità di dimostrare amore?

Questo mi sto chiedendo ora mentre ripenso ai mesi passati. Sento una grande gratitudine per le persone con cui sto vivendo: per quelle più “facili”, che sanno donare serenità, e per quelle più “faticose”, che chiedono tempo, ascolto e impegno reciproco. Sono proprio queste ultime che, senza accorgermene, mi stanno facendo crescere di più, insegnandomi ad amare meglio. Noi tendiamo spesso a chiedere a Dio di cambiarci secondo i nostri desideri, e in questo nostro attendere un cambiamento rischiamo, a volte, di perdere tutte quelle opportunità che ci vengono messe davanti. Opportunità che ci permetterebbero di scegliere di camminare verso ciò che desideriamo essere, tutte quelle scelte che ci vengono proposte per metterci in moto e crescere davvero.

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