Benedico, benedico!

Il Vangelo commentato dai giovani e dai salesiani. Prenditi un tempo di meditazione sulla Parola di Dio.

Maria SS. Madre di Dio

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2, 16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Commento

È bello iniziare l’anno nuovo in compagnia di Maria e di queste letture che ci parlano di stupore, meraviglia, custodia e gloria.
Il Signore, ce lo ripete il primo giorno dell’anno per ricordarcelo in tutti i giorni della nostra vita, anche quando non staremo riposando ma saremo più stanchi, presi, preoccupati o con qualche sofferenza, desidera benedire la nostra vita.

Dire bene è una cosa seria, ha a che fare con un cuore che funziona bene. Non si tratta di semplice cortesia. Si tratta di vedere bene, parlare bene, sentire bene perché la nostra vita per prima è vista, raccontata e sentita buona, bella, dal Signore della vita.

Come non ripensare a don Bosco, il 16 maggio 1887 quando, al termine della messa celebrata a Roma presso l’altare di Maria Ausiliatrice in cui ha finalmente compreso il disegno intessuto da Dio con la sua vita, si mette a piangere a dirotto e ai fedeli che gli chiedono una benedizione riesce a dire solamente “benedico, benedico” prima di rientrare in sacrestia. Non è un pianto di disperazione, di sofferenza ma di gratitudine. Don Bosco si rende conto di quanto il Signore abbia benedetto la sua vita.

Come non ripensare a Maria, alla pienezza di un cuore che magnifica il Signore perché ha guardato bene l’umiltà della sua serva donandole di essere madre del Signore, madre della Chiesa e madre nostra.

All’inizio di questo 2026 chiediamo il dono di saperci stupire per le meraviglie che il Signore compie nella nostra vita e in quanto ci circonda.

Buon anno!

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