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7° Rapporto Cnesc sul servizio civile

La Conferenza Nazionale Enti per il Servizio Civile insieme all'Istituto per la ricerca Sociale (IRS) di Milano presenta il rapporto sul servizio civile 2005. Ecco una sintesi e il rapporto completo.


7° Rapporto Cnesc sul servizio civile

da Servizio Civile

del 16 dicembre 2005

 

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Nel corso del 2004 oltre 10.000 giovani, dei 17.000 che hanno presentato domanda, hanno svolto il servizio civile presso gli enti della CNESC. Nel complesso, i volontari in servizio hanno impiegato circa 10 milioni e seicentomila ore del proprio tempo, in media pi√π di mille ciascuno.

 

Gli utenti che hanno usufruito dell'opera dei volontari sono stati circa 250.000, la metà dei quali nel settore dell'assistenza. Settanta mila circa le persone servite nel campo dell'educazione e della promozione culturale, 25 mila e 14 mila, rispettivamente, nei settori della tutela dell'ambiente e del patrimonio artistico e culturale; ciascun volontario, in media, ha prestato la propria attività al servizio di 16 utenti.

Il valore economico dei servizi erogati attraverso l'attività di servizio civile è particolarmente rilevante: si può infatti stimare, prudenzialmente, in circa 80 milioni di euro.Sul versante dei costi, per assicurare la corretta erogazione dei servizi da parte dei volontari, la CNESC ha messo a disposizione più di 6 mila persone (un monte orario annuo di oltre 2 milioni e 600 mila ore profuse nelle attività di gestione, supporto e coordinamento dei volontari) per un costo complessivo di circa 15 milioni di euro. Costi diretti, per circa 5,5 milioni di euro, e costi di struttura per più di 9 milioni di euro all'anno. Il peso economico complessivo sostenuto dagli enti della Conferenza risulta quindi pari a 930 euro per volontario, con una media per ente pari a circa 1 milione di euro l'anno.

Per completare il bilancio del servizio civile della CNESC nel 2004 è necessario aggiungere ai costi sostenuti dagli enti della Conferenza, l'investimento annuo dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile. Per i volontari in servizio presso gli enti CNESC, lo Stato ha infatti investito una somma stimabile in circa 50 milioni di euro che portano la spesa complessiva a circa 65 milioni di euro.

Il saldo finale risulta dunque positivo e pari a 15 milioni di euro (80 – 15); rapportando il saldo all'ammontare complessivo dei costi, è possibile stimare un tasso di ritorno sull'investimento pari circa al 23%.

Oltre ai numeri relativi all'attività svolta nel 2004, il rapporto di quest'anno illustra i risultati di un'indagine condotta su un campione rappresentativo dei volontari e delle volontarie che hanno svolto il servizio civile nel 2002 presso gli enti della CNESC. L'obiettivo della rilevazione è, da un lato, l'analisi dell'autovalutazione dell'esperienza vissuta dai volontari/e e, dall'altro, la quantificazione in termini oggettivi delle ricadute di natura umana, formativa, professionale ed occupazionale a due anni dal termine del servizio.In tutti i casi in cui è stato possibile, si è cercato di fornire dei risultati comparati, confrontando giudizi e condizioni oggettive del campione degli intervistati con quelli disponibili per l'universo dei giovani che hanno intrapreso il percorso del servizio civile negli altri enti convenzionati o con i pari età che hanno fatto scelte differenti. In estrema sintesi, il quadro che emerge dall'indagine mostra che a due anni dal termine del servizio:

  il giudizio sintetico complessivo sull'esperienza risulta ampiamente positivo, con un voto (scala 1-10) pari a 8,2, con picchi nelle classi di età inferiori e per impieghi nel settore ambientale;

  lo svolgimento delle attività non pregiudica la prosecuzione degli studi universitari, anzi, per oltre il 40% dei soggetti intervistati, il servizio civile si è rivelato “un'esperienza utile al proseguimento degli studi, soprattutto per le competenze acquisite”. Tale situazione potrebbe tuttavia mutare radicalmente in seguito alla completa attuazione della recente riforma universitaria;

  il valore aggiunto dell'esperienza riguarda soprattutto la crescita civile e la sfera dei rapporti umani: a seguito dell'anno di servizio, ragazze e ragazzi ritengono di aver accresciuto soprattutto la loro capacità di confrontarsi con realtà differenti e di relazionarsi con gli altri;

  il servizio ha comunque un ruolo molto importante anche per l'ingresso nel mondo del lavoro: ben il 78% degli intervistati consiglierebbe l'esperienza ai propri conoscenti e amici per aumentare la possibilità di trovare lavoro. L'utilità riguarda sia le competenze acquisite che le relazioni personali che il servizio contribuisce a costruire. Secondo gli intervistati le prime si sono rivelate utili o molto utili nel 54% dei casi, le seconde nel 53%;

  suffragano tali giudizi altri risultati: a due anni dalla fine del servizio, il 47,3% degli intervistati ha un'occupazione (nel 56% dei casi a tempo indeterminato), il 26,3% è studente e solo il 23% disoccupato, a fronte di una media nazionale del 26%. I dati della nostra rilevazione sono lusinghieri anche con riferimento al tasso di occupazione che nel nostro caso risulta generalmente più elevato sia con riferimento alle fasce di età sia ai territori analizzati. Nel caso dei volontari, infine, i differenziali territoriali tendono a ridursi.

 

 

Alla Cnesc aderiscono: Acli, Aism, Anpas, ArciServizioCivile, Caritas Italiana, Cenasca-Cisl, Cesc, Cnca, Misericordie d’Italia, Italia Nostra, Federsolidarietà / CCI , Focsiv, Legacoop, Scs/Cnos, WWF

 

Segreteria: c/o Caritas Italiana v.le Baldelli 41 00146 Roma Tel. 06/54192247– Fax 06/5410300 mail: serviziocivile@caritasitaliana.it

 

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