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6°Giorno Novena a Domenico Savio


6° Giorno Novena: Fedeltà ai poveri


 

Dal Vangelo secondo Matteo

Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria e dirà a quelli che saranno alla sua destra: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». Allora i giusti gli risponderanno: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e ti abbiamo servito?». E il re risponderà loro: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

 

 

Dalla vita di Domenico Savio

Al mattino, in camerata, non c'era la mamma a rifare il letto. Ognuno doveva aggiustarsi da solo. Per i piccolini era un'impresa disperata. Sudavano a tirare le lenzuola a destra e a sinistra, a mettere ordine tra le coperte. Tiravano, spianavano, pigiavano, ma c'era sempre qualcosa fuori posto. I più grandi guardavano e ridevano. Domenico da quel giorno non rise più. Si avvicinava: “Vuoi che ti dia una mano?». In due, le cose erano meno tragiche. Le lenzuola si spianavano, le coperte non pendevano più di traverso. E alla sera era bello infilarsi “in un letto” e non “in una tana”.

Le classi, in quel tempo, non erano composte da 25 scolari, ma da 70. Era facile, per i più timidi, smarrirsi, non riuscire a seguire la lezione. II professore ripeteva, ma non poteva ripetere dieci volte mentre gli altri si agitavano, sbuffavano. Finiva per dire: “Voi due dopo studierete con Domenico». Domenico gli aveva detto: “Se posso aiutare qualcuno, conti su di me”.

Poco per volta Domenico si accorse che per fare del bene, bisogna anche impedire il male, e che questo era meno simpatico e più pericoloso. Ma ci provò lo stesso.

Un ragazzo aveva portato all' Oratorio un giornale con figure poco belle, che non avrebbe guardato alla presenza di sua madre. Gli si radunarono intorno tre o quattro. Guardavano, ridacchiavano. Domenico si avvicinò anche lui, vide il giornale e divenne triste. Lo prese di scatto dalle mani del proprietario e lo strappo. Il ragazzo si mise a protestare, ma protesto anche Domenico, a voce pin alta: “Ma bravo! Don Bosco ti tiene in casa sua, e tu gli porti in casa questa roba! I giornali che offendono il Signore non devono entrare qui dentro».

 

 

Commento

La lista degli impegni di Domenico Savio era scritta sul volto e nella vita delle persone attorno a lui. Era l’amore a scandire il suo tempo e i suoi impegni. Domenico fu sempre fedele al suo dovere quotidiano di amare gli altri come e più di se stesso, secondo l’insegnamento di Gesù: “amatevi come io vi ho amati”. Chiediamo anche per noi che il compimento dei nostri doveri non ci renda orgogliosi e superbi, credendoci migliori degli altri, ma anzi preghiamo Domenico che ci insegni che il vero dovere della nostra vita è amare tutti quelli che il Signore ci mette accanto.

 

 

Silenzio personale di preghiera

 

 

Preghiera

O San Domenico Savio che nell’eroico compimento d’ogni tuo dovere fosti modello di operosità instancabile santificata dalla preghiera, concedi anche a noi che nell’osservanza dei nostri doveri ci impegniamo a vivere una vita esemplare

 

Impegno

Oggi ci impegniamo ad essere testimoni di Cristo e dunque portatori di pace a tutti

 

 

Gloria al Padre

 

San Domenico Savio, prega per noi

 


tratto da bearzi.it

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