5° Giorno Novena: Passione per le anime


 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?

In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.

Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

 

 

Dalla vita di Domenico Savio

Nel maggio del 1855 Torino formicolava di gente e di eccitazione. Il Primo Ministro Cavour aveva deciso che il Piemonte mandasse un «corpo di spedizione militare» contro la Russia, a fianco dei Francesi e degli Inglesi. Si radunavano in Piazza Castello e sfilavano per via Dora Grossa i battaglioni in partenza per la Crimea.

Anche i ragazzi dell'Oratorio andarono a vedere la sfilata. Domenico vide passare di corsa i bersaglieri con le piume al vento, tra il grandinare degli applausi. Vide rotolare sul selciato i cannoni affiancati dagli artiglieri in uniforme campale. Ma vide anche altro. Il traffico da via Dora Grossa era stato deviato nelle strette vie laterali. Un cavallo che tirava un grosso carro con cestoni di mele, era scivolato sulle pietre, e cadendo aveva rovesciato il carro. Le mele rosse e gialle rotolavano Era i piedi dei passanti carrettiere, imbestialito, percuoteva il cavallo con il manico della frusta, e bestemmiava. Il cavallo si trovò su, le ceste di melefurono rimesse in ordine, mail carrettiere continuava la sua litania di bestemmie. Allora Domenico gli andò vicino: «Scusi, mi potrebbe dire dov’è I’Oratorio di Don Bosco?». Davanti a quella faccetta pulita, I'omone smise di bestemmiare. e rispose: «Non conosco nessun Oratorio». A Domenico il cuore batteva forte mentre disse: «Allora, potreste farmi un altro favore?». «Sicuro. Vuoi due mele?». «No. Vorrei che quando siete arrabbiato non diceste bestemmie». L'omone lo guardò sorpreso, poi scoppiò a ridere: «Bravo! Hai ragione. Quando mi arrabbio sono più bestia del mio cavallo.

Devo mordermi la lingua».

 

Commento

Domenico ha aiutato tutti quelli che incontrava a camminare verso la pienezza dell’amore di Dio, le sue correzioni erano inviti, carichi di tale gentilezza che non si poteva opporgli un rifiuto. Tutti coloro che erano smarriti si ritrovano, grazia a lui, più buoni e più vicini al Signore. La sua vita era già un invito costante a crescere nel bene, un invito fatto di gesti d’amore, di buon esempio, di fedeltà e generosità, tanto che spesso non gli servivano nemmeno le parole. Bastava la sua presenza a rendere migliori le persone attorno a lui. Chiediamo per noi la stessa grazia di migliorarci costantemente per tirare fuori il meglio dalle persone attorno a noi.

 

 

Silenzio personale di preghiera

 

 

Preghiera

O San Domenico Savio che per la gloria di Dio e per il bene delle anime senza alcun timore hai combattuto con tutto te stesso la bestemmia e l’offesa a Dio, ottieni anche a noi di vincere ogni esitazione per diffondere con entusiasmo l’amore a Dio e alla Chiesa.

 

Impegno

oggi ci impegniamo con tutto noi stessi per diffondere attorno a noi l’amore di Dio

 

 

Gloria al Padre

 

San Domenico Savio, prega per noi

 


tratto da bearzi.it