2° Giorno Novena: Amore a Maria Immacolata


 

Dagli Atti degli apostoli

Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo, erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù. Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.

 

 

Dalla vita di Domenico Savio

Nella primavera del 1856, Domenico ebbe un'idea. Perchè non unirsi, tutti i giovani più volenterosi, in una «società segreta» per diventare un gruppo compatto di piccoli apostoli nella massa degli altri? Ne parlò con alcuni. L'idea piacque. Si decise di chiamare la società «Compagnia dell'Immacolata».

Don Bosco l'approvò, ma suggerì di non precipitare le cose. Provassero, stendessero un piccolo regolamento. Poi se ne sarebbe riparlato. Provarono. Nella prima «adunanza» si decise chi invitare a iscriversi: pochi, fidati, capaci di tenere un segreto. I soci si impegnavano a diventare migliori con l'aiuto della Madonna e di Gesù' Eucaristia; ad aiutare Don Bosco diventando con prudenza e delicatezza dei piccoli apostoli tra i compagni; a diffondere la gioia e la serenità attorno a sé. La Compagnia fu inaugurata l'8 giugno 1856, davanti all'altare della Madonna nella chiesa di San Francesco. Ognuno promise di essere fedele all'impegno.

Don Bosco ricorda che l'entrata in azione della Compagnia migliorò decisamente la vita dell'Oratorio. La sua attività principale, infatti, fu quella di «curare i clienti». I ragazzi indisciplinati, dallo schiaffo e dall'insulto facile, venivano assegnati ai singoli soci perchè funzionassero nei loro riguardi come «angeli custodi». In quei priori tempi in cui Don Bosco era solo a badare a quella folla di ragazzi. La Compagnia, in silenzio, fece del bene grande: non permise che il disordine e la prepotenza s'impossessassero della situazione. Una seconda categoria di “clienti” che la Compagnia adottò, furono i nuovi arrivati. Venivano aiutati a trascorrere in allegria i priori giorni, quando non conoscevano nessuno, non sapevano giocare, parlavano solo il dialetto del loro paese, e avevano tanta nostalgia.

Con la «Compagnia dell'Immacolata», Domenico aveva realizzato il suo capolavoro. Gli rimanevano da vivere soltanto 9 mesi, ma la sua «Compagnia» sarebbe durata più di cent'anni in tutte le opere fondate dai Salesiani.

 

Commento

Maria guida gli apostoli dopo la risurrezione di Gesù, resta con loro nel cenacolo per renderli interamente disponibili all’opera dello Spirito come lo è state lei. La vita di Domenico è un capolavoro di Spirito Santo, perché non ha mai lasciato la mano di Maria e lei lo ha condotto a lasciarsi plasmare interamente dallo Spirito, diventando anche lui un apostolo tra i compagni. L’oratorio fu il cenacolo di Domenico Savio, come il don Bosco può esserlo per noi. La compagnia dell’immacolata fu il gruppo degli apostoli, come per noi possono esserlo i nostri compagni. Tutti, per mano di Maria, possiamo diventare uomini di gioia, portatori di pace e di amore, condividendo i doni dello Spirito Santo.

 

 

Silenzio personale di preghiera

 

 

Preghiera

San Domenico Savio, prega per noi O San Domenico Savio che nel tuo tenerissimo affetto alla Immacolata Madre di Dio Le consacrasti per tempo il tuo cuore innocente, fa’ che anche noi le siamo figli sinceri, per averla vicina a noi nei pericoli della vita e nell’ora della nostra morte.

 

Impegno

Oggi ci impegniamo ad essere disponibili a coloro che sappiamo averne bisogno

 

Gloria al Padre

 

San Domenico Savio, prega per noi

 


tratto da bearzi.it