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Occorrono fondi per la rinascita - diamo ossigeno alle idee

La proposta della 5^ liceo su come affrontare al meglio la solitudine da quarantena


La proposta della 5^ liceo su come affrontare al meglio la solitudine da quarantena

 

Occorrono fondi per la rinascita

 

Diamo ossigeno alle idee

 

di Benedetta Taglia (Padova)

 

La solitudine è un grandissimo mistero che ha sempre affascinato l’essere umano. La parola solitudine ha la grande potenzialità di non essere un termine positivo o un termine negativo, ma di essere un termine in continuo stato di collocazione. Ci sono giorni in cui la solitudine è ciò di cui la nostra anima ha bisogno, e ci sono altri giorni in cui non desideriamo altro che curarla. Il mondo si trova correntemente ad affrontare una situazione di emergenza che ci costringe a rimanere isolati nelle nostre abitazioni. La nostra vita è al momento in standby: ci troviamo improvvisamente “sollevati” dal peso della routine che tanto accusavamo di rubarci tempo. Effettivamente però noi abbiamo un estremo bisogno delle nostre abitudini soprattutto perché ci permettono di dare un significato e un ordine alle nostre giornate. Se prima lavorare ci causava stress, ora non lavorare ci riempie di pensieri che ci tengono svegli, e se prima non ne potevamo più di studiare per la maturità, ora, un po’, ci siamo rimasti male a sapere che non avremo mai il nostro ultimo giorno di superiori. Sicuramente non riuscire a mettere in pausa i nostri pensieri con una nuotata, una cena con gli amici o con una giornata al mare ci rende ancora più stressati e qualche volta il nostro umore non è dei migliori. La situazione in cui ci troviamo non deve però abbatterci del tutto: la vita procede, zoppicando, ma procede. Il consiglio più scontato che si può dare in questo momento è quello di sperimentare cose nuove: abbiamo improvvisamente il tempo di leggere tutti i libri che dormono uno sopra all’altro sul nostro comodino, abbiamo il tempo di recuperare le ore di sonno perse in questi anni passati di corsa, abbiamo il tempo di cucinare, di dipingere, di suonare la chitarra, abbiamo tempo, abbiamo tempo per pensare. La letteratura, la musica, l’arte e la filosofia ci insegnano che dalla solitudine possono nascere indimenticabili opere d’arte. Perché tenercele per noi? Siamo una generazione in possesso di una delle armi più potenti della storia: internet, che ci sta letteralmente salvando da questa solitudine momentanea. Sfruttiamolo per condividere l’Arte e per parlarne, usiamolo per condividere i nostri pensieri negativi e positivi, le nostre perplessità e le nostre curiosità. Non limitiamoci ad una foto di un dolce postata su Instagram o di una poesia condivisa su Facebook: ampliate i vostri orizzonti e coinvolgete le vostri menti.

 

Un’interessante proposta è stata quella della 5^A che, guidata dalla coordinatrice di classe, ha trovato il modo di ritrovarsi in un semplice mercoledì sera per condividere informazioni, curiosità, arte, scienza, ma, soprattutto, pensieri. Questo è un modo semplice e interessante per tenere non solo in allenamento la nostra mente, ma anche, dare un po’ d’amore al nostro spirito che ne ha più bisogno del solito. L’iniziativa prende il nome di TG5A. Infatti la struttura di base è quella di un telegiornale che non solo da sia notizie positive che negative, ma anche la possibilità di discussione. Le prime a parlare sono le persone che hanno fatto una ricerca durante la settimana di curiose notizie controcorrente. Alla tv sentiamo parlare prettamente di Coronavirus, ma cosa sta succedendo nel mondo oltre a questo? Ci sono moltissime notizie positive che però non hanno il privilegio di avere l’attenzione che meritano. Diamogliela. Il secondo momento è dedicato alla cultura: uno scaffale da cui in questo periodo abbiamo la possibilità di prendere ciò che volgiamo. In questo momento infatti si ha l’opportunità di condividere il titolo di qualche libro che ci ha stuzzicato, canzoni strappalacrime, film d’azione o comici, poesie che ci hanno fatto riflettere. Il terzo momento è invece dedicato alle voci dal mondo. Coloro che scelgono questo compito riportano interessanti storie del passato o del presente che come protagonisti hanno persone di cui non è possibile non appassionarsi. Si possono inoltre condividere notizie di cui non sentiamo parlare ultimamente e raccontarne le dinamiche. Da “voci del mondo” si passa al grande universo della scienza, viaggiando con la mente tra curiosità e scoperte di tutti i tipi, passando dalle stelle agli spartiti musicali. Dopo questi scambi di informazioni e novità inizia una parte della serata più legata alle “informazioni” che vengono da ognuno di noi. Prende in mano le redini del tg la persona che ha scelto di portare quella che per lei è stata la parola della settimana e ne descrive il significato. Questo momento è molto suggestivo per la nostra riflessione, ci aiuta ad avvicinarci e a condividere una piccola parte di noi e delle nostre giornate con quelli che ci ascoltano, che, a loro volta, hanno la possibilità di immedesimarsi nella gioia o nel dolore condiviso. Il penultimo momento dell’incontro è quello nominato J’accuse e di solito è proprio da qui che partono accese discussioni. Si decide di portare alla luce problemi che viviamo, specialmente in questi giorni, e si discute del perché siano sorti o di come è possibile trovarne le soluzioni. Nella nostra breve esperienza si è passato da accuse nel contesto sociale e dell’affettività, ad ambiti più burocratici, come economia e politica. Si ha la possibilità di condividere il proprio pensiero su argomenti attuali e rimbombanti, scambiando le proprie opinioni e i propri dubbi, difendendo la nostra idea o creandocene una nuova. Si conclude con una Buonanotte particolare che spesso coinvolge un video, in molti casi musicale, ma che può essere di qualsiasi tipo.

 

Ecco che qualcuno è riuscito a trovare, così, il modo di stare insieme anche se distanti, ecco che è stato trovato un piccolo momento di fuga dalla realtà della quarantena, ecco che, anche se chiusi nella nostra camera e costretti a vedersi da dietro allo schermo, c’è qualcuno che ha capito come ritagliarsi la propria libertà. Possiamo così, in un semplice mercoledì sera, concedere alla nostra mente di viaggiare tra un libro e una scoperta scientifica e di rimanere allenata al pensiero che una discussione può stimolare, senza dimenticarci di lasciarci emozionare da una canzone, da una quadro e farci affascinare da un’idea. È così che vi invitiamo, ora che siamo tutti sulla stessa barca, a salire sulla nostra il mercoledì alle 21 oppure di costruirne una voi, adatta a navigare in questo temporale di incertezza di cui dobbiamo solo capire il modo migliore con cui possiamo affrontarlo.

 

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