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“Maria Ausiliatrice, defende nos in proelio!”

Maria Ausiliatrice è la Madonna della battaglia di Lepanto e di don Bosco. La storia ci insegna come essa sia una Madonna molto potente. Don Bosco aveva eletto questa Madonna come salvatrice dei giovani e come baluardo della Chiesa nei momenti difficili. Due aspetti che si stanno concretizzando anche ai nostri giorni...


“Maria Ausiliatrice, defende nos in proelio!”

 

del 17 dicembre 2012

 

          Sentinelle del Mattino è una realtà della Chiesa Cattolica che ha come fine quello di formare nuove “sentinelle”, ossia preparare persone di qualità capaci di risvegliare i cristiani all’evangelizzazione.

          L’avventura delle Sentinelle ha preso il via nel 1998, grazie ad un’intuizione – che don Andrea Brugnoli ha assecondato – di Chiara Facci, una ragazza di Verona che ha deciso di fare qualcosa per i giovani “lontani”: il mondo di oggi ha infatti bisogno di nuovi cristiani legati alla Tradizione e disponibili a testimoniare la gioia che scaturisce dall’aver incontrato Cristo nella propria vita. Un concetto, questo, ben riassunto nelle parole che papa Giovanni Paolo II ha rivolto ai giovani in occasione della XV Giornata Mondiale della Gioventù di Roma, durante la veglia di preghiera del 19 agosto del 2000: «Cari amici, vedo in voi le “sentinelle del mattino” (cfr Is 21,11-12) in quest’alba del terzo millennio. […] dicendo «sì» a Cristo, voi dite «sì» ad ogni vostro più nobile ideale».

          Attualmente il Centro per la formazione alla Nuova Evangelizzazione ha sede a Verona. È questa la fucina delle molte proposte di evangelizzazione delle Sentinelle del Mattino, che si irradiano poi in moltissime diocesi d’Italia: accanto alla prima forma di evangelizzazione di Una Luce nelle notte – che consiste in una forma di primo annuncio fatto nelle strade e nei luoghi di divertimento giovanile –, si sono infatti aggiunti nel corso degli anni il Café Teologico, il Corso fidanzati, gli Happy Hour di primo annuncio, e via discorrendo.           Dal settembre del 2011 si è posto al servizio della realtà delle Sentinelle, a sostegno di don Andrea e Chiara, anche don Gabriele. Ed è proprio a lui che noi abbiamo rivolto alcune domande in merito alla statua di Maria Ausiliatrice – consacrata con il titolo di Maria Stella della Nuova Evangelizzazione –, che è stata solennemente benedetta lo scorso 8 dicembre e che d’ora in avanti costituirà un importante segno per tutti coloro che percorreranno le strade del quartiere Zai di Verona. Don Gabriele, come è nata l’idea di collocare una statua davanti al Centro per la formazione alla Nuova Evangelizzazione?           L’idea, nel suo stato embrionale, risale al mese di maggio del 2012. Un giorno, parlando con don Andrea, è emerso il desiderio di fare un capitello alla Vergine Maria, affinché ci sostenesse nella quotidianità e da quel momento abbiamo quindi iniziato a pregare.

          A metà luglio io sono andato a fare gli esercizi spirituali a Medjugorje e lì mi sono imbattuto in una bellissima statua di san Francesco d’Assisi, dalla quale traspariva in maniera netta tutta la vitalità propria del santo. Mi sono messo in cerca dello scultore e ho scoperto che era un artista profondamente religioso che abita in Trentino. Con don Andrea siamo dunque andati a trovarlo e mentre eravamo da lui in visita abbiamo capito che la statua più adatta per il nostro Centro era quella di Maria Ausiliatrice. Perché proprio Maria Ausiliatrice?           Prima che dessimo vita alla nostra, in Italia erano presenti solamente due statue di Maria Ausiliatrice: una, in bronzo, è posta – secondo il desiderio di don Bosco – sulla cupola della basilica di Maria Ausiliatrice a Torino e funge da “parafulmini”; la seconda, in marmo di Carrara, è invece collocata sopra la sede centrale di Radio Maria.

          Maria Ausiliatrice è la Madonna della battaglia di Lepanto e di don Bosco. La storia ci insegna come essa sia una Madonna molto potente e noi Sentinelle del Mattino l’abbiamo eletta a fonte e a difesa della nostra fede: la statua rappresenta infatti Maria Regina che si fa portatrice di Cristo Re nel mondo e, nel contempo, che si pone a sua difesa, affinché Egli possa regnare in ogni situazione e in ogni storia. Che legame c’è tra la Madonna Ausiliatrice e la Nuova Evangelizzazione?           La continuità è ravvisabile in don Bosco: egli, infatti, aveva eletto questa Madonna come salvatrice dei giovani e come baluardo della Chiesa nei momenti difficili. Due aspetti che si stanno concretizzando anche ai nostri giorni: da un lato, infatti, è innegabile come la Chiesa stia attraversando un periodo particolarmente difficile; dall’altra, l’obiettivo ultimo della realtà delle Sentinelle del Mattino è precipuamente quello di formare giovani innamorati di Gesù, e che siano in grado di trasmetterLo in ogni ambiente. La statua che avete fatto scolpire è in marmo bianco ed è alta 1,92 metri. La cosa che più colpisce chi la guarda è la sua maestosa bellezza…           Il mondo di oggi ha bisogno di cose belle. Molto spesso, infatti, il senso di bellezza è venuto meno, e con esso si è persa anche la nozione di Verità. La conseguenza più eclatante di questo fatto è che, staccandosi dal vero, l’uomo non è più stato in grado di dipingere il volto: l’arte moderna ne è un chiaro esempio. Per questo abbiamo preferito rimanere ancorati ai canoni tradizionali, ad una bellezza semplice e umile ma che, proprio in virtù di queste sue caratteristiche, sia veicolo al Mistero.

          Un particolare che mi preme sottolineare è quello dello sguardo della statua, che è particolarmente profondo e materno. Chi si specchia in questo sguardo si sente consolato e nello stesso tempo incoraggiato ad essere testimone di Cristo nel mondo. In Maria – Vergine, Sposa e Madre – è infatti insito un profondo equilibrio: vi è la semplicità, ma anche la militanza; vi è la sobrietà, ma anche fortezza. E Maria Ausiliatrice, in particolare, è una Madonna che si schiera in prima linea nella battaglia contro il Male, ma che nel contempo si mostra accogliente verso i peccatori.

          Tutti i cristiani sono chiamati ad essere evangelizzatori. Fare questo consiste nel riconoscere uno sguardo amorevole di Gesù e di Maria su di noi ed imparare a trasmetterlo al mondo, al fine di creare una chiesa in ogni luogo, secondo le parole di Gesù: “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20).

 

 

Giulia Tanel, Don Gabriele Vrech

 

http://www.culturacattolica.it

 

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