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Ricevere amore aumenta la fede

del 22 marzo 2019

L’amore umano mi conduce all’amore di Dio. Nello sguardo di alcuni occhi scopro nascosti gli occhi di Dio. Quella voce misteriosa che mi ricorda che sono il figlio prediletto...

 

La voce in genere non riesce a spiegare cosa prova il cuore. Ho bisogno di sapere di essere amato. Senza quell’amore che mi sostiene non posso far nulla.

Leggevo giorni fa: “Ognuno si può considerare intelligente, capace, ecc., ma se nessuno lo ama si sente un pover’uomo. Solo quando un’altra persona gli dice ‘Ti voglio bene’, ‘Ti apprezzo’, ‘Quanto è bello che tu esista’ acquisisce una consapevolezza reale del proprio valore” [1].

Gesù ha sperimentato di essere profondamente amato dal Padre. In Lui anch’io mi sento amato. Quanto è importante sapermi amato da Dio! Quanto è necessario trovare persone che mi amino sulla Terra con l’amore di Dio!

Mi intristisce vedere dei coniugi che non si amano. Una persona mi diceva: “Spesso mi rendo conto di non ammirare il mio coniuge. Qualcosa che ha sì, qualcosa di buono che ha dentro, ma tante volte mi soffermo sugli aspetti negativi e non lo ammiro”.

Senza ammirazione l’amore non cresce, non diventa profondo. Quando smetto di ammirare chi amo finisco per smettere di amarlo.

Ho bisogno di amare con un amore umano. Ho bisogno di essere amato per poter amare. Di toccare l’abbraccio che mi sostiene e mi solleva. Di sentire lo sguardo che mi permette di credere in ciò che c’è di buono in me e di continuare a lottare.

L’amore umano mi conduce all’amore di Dio. Nello sguardo di alcuni occhi scopro nascosti gli occhi di Dio.

Quella voce misteriosa che mi ricorda che sono il figlio prediletto. È bene che esista. Vale la pena che viva e ami. La mia vita è meravigliosa.

Gesù è l’amato dal Padre. Il figlio prediletto. Come potrebbero i suoi discepoli dubitare di Lui dopo averlo visto sul Tabor? Sembra impossibile.

Ma poi nasce la paura, la persecuzione. In mezzo al caos non ricordano il cielo del Tabor. Il loro cuore si riempie di dubbi. Non sono capaci di vedere al di là della morte che li minaccia.

A volte mi succede la stessa cosa. Mi hanno detto in mille modi che sono il figlio amato di Dio. L’ho ricordato nei momenti di Tabor.

Ho visto che la mia vita è per sempre. So che tutto quello che ho ha una ripercussione in cielo. Mi hanno mostrato la speranza che guida i miei passi. Mi hanno ricordato quanto valgo. Vale la pena di continuare a lottare.

Nell’oscurità dimentico il buono che ho vissuto. Dubito di quello che ho visto con i miei occhi. Quanto è traditore il cuore! Ho visto e dubito. Sono stato abbracciato e diffido.

Costruire un rapporto profondo di fiducia richiede anni e moltissimo sforzo. Per distruggere la fiducia conquistata basta un unico istante di tradimento. È davvero facile.

Ho bisogno di tanti momenti di Tabor per credere che la vita eterna sia quello che mi aspetta e che sto costruendo il cielo sulla Terra.

Ma poi in un momento di timore dimentico tutto e diffido di quell’amore che sembrava indistruttibile. Mi sento Pietro che nega Gesù in una notte oscura. Mi sento come lui che allontana il proprio sguardo da quello di Gesù. Perché ho dubitato. E allora la mia vita non sembra più tanto prediletta, tanto amata.

Ho bisogno di tornare a ricordare il tanto amore che c’è nella mia vita.

 

[1] Rafael Fernández de Andraca, El Jardín de María y el 20 de enero

 

Padre Carlos Padilla

https://it.aleteia.org

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