Papa Francesco: insegnate ai bambini il segno della croce

del 10 novembre 2017

Il Santo Padre si è soffermato ulteriormente sull’importanza di vivere bene la Santa messa: «L’Eucaristia è un avvenimento meraviglioso nel quale Gesù Cristo si fa presente»...

 

«Voi avete visto come i bambini si fanno il segno della croce? Non sai se è un segno di croce o un disegno». Lo ha detto il Papaconversando a braccio con i 13 mila fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale: «Proviamo a porci alcune semplici domande – l’invito del Papa a proposito delle celebrazione della Messa -. Per esempio, perché si fa il segno della croce e l’atto penitenziale all’inizio della Messa? E quelle letture, perché stanno lì? Perché si leggono e che c’entrano? Oppure, perché a un certo punto il sacerdote che presiede la celebrazione dice “In alto i nostri cuori?” Insegniamo ai bambini a fare bene il segno della croceCosì incomincia la Messacosì incomincia la vita, così incomincia la giornata. Questo segno vuol dire che noi siamo redenti con la Croce del Signore. Guardate i bambini e insegnate loro bene a fare il segno della croce».

Ma al di là di questa indicazione, il Santo Padre si è soffermato ulteriormente sull’importanza di vivere bene la Santa messa: «L’Eucaristia – spiega – è un avvenimento meraviglioso nel quale Gesù Cristo, nostra vita, si fa presentePartecipare alla messa è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore. È una teofania».

Eppure, la partecipazione non è sempre così sentita: «Il Signore è lì con noi presente – ammonisce Papa Bergoglio – ma tante volte andiamo in giro, guardiamo le cose, chiacchieriamo fra noi mentre il sacerdote celebra l’Eucaristia. Non celebriamo vicino a Luima è il Signore!Se oggi venisse qui il presidente della Repubblica o una persona molto importante nel mondo – l’esempio scelto dal Papa parlando a braccio – sicuramente tutti saremmo vicini a lui, vorremmo salutarlo… Se vai a Messalì c’è il Signore, e tu sei distratto, giri… è il Signore!».

Ma le obiezioni che potrebbero essere poste non mancano: «“Ehpadrema le messe sono noiose – la possibile obiezione proposta dal Pontefice -. La Messa noi preti – la risposta – Che si convertano i preti! Ma è il Signore che sta lì».

E a messa niente telefonini. È stato il perentorio invito del Papa: «Il sacerdote, mentre celebra – denota Papa Francesco – dice in alto i nostri cuori. Non dice “In alto i nostri telefonini” per prendere la fotografiaÈ una cosa brutta!». Poi il riferimento diretto all’esperienza personale: «A me dà tanta tristezza – conclude -, quando celebro in piazza o in basilicavedere tanti telefonini alzatinon solo quelli dei fedelima quelli dei preti e anche dei vescoviLa Messa non è uno spettacolo. È andare all’incontro della Passione e della Risurrezione del Signore. Niente telefonini!».

 

Davide De Amicis

http://www.laporzione.it

 

 

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