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STORIA SACRA 

SAN GIOVANNI BOSCO 

INDICE 

Prefazione di Luci sull’Est 

Testo di san Giovanni Bosco: Introduzione 

Profezie avverate in Gesù Cristo 

Il Vangelo e gli Apostoli 

Capitolo I - Maria e Giuseppe - Nascita del Salvatore Gesù adorato dai Magi - Gesù viene presentato al tempio. 

Capitolo II - Strage degli Innocenti - La Sacra Famiglia in Egitto - Brutta morte di Erode - Disputa con i Dottori. 

Capitolo III - s. Giovanni Battista - Battesimo di Gesù Cristo Gesù nel deserto - Gesù cambia l'acqua in vino - Martirio di S. Giovanni Battista - Gesù scaccia i mercanti daI tempio Elezione degli Apostoli. 

Capitolo IV - Beatitudini evangeliche – Continuazione del discorso della montagna - Intenzioni e cure del Buon Cristiano Giudizi temerari - Fine del discorso della montagna - Gesù riprende i Farisei - Riceve la Maddalena - Dimostra il suo amore per i fanciulli. 

Capitolo V – Il lebbroso e il servo del Centurione - La figlia di Giairo - Il figlio della vedova - La moltiplicazione dei pani - Varie guarigioni - Un cieco dalla nascita vede la luce - La risurrezione di Lazzaro. 

Capitolo VI - Le Parabole: La pecora smarrita - Il figliol prodigo - Le dieci Vergini, Il ricco Epulone. 

Capitolo VII - Trasfigurazione di Gesù Cristo - Il Salvatore predice la sua Passione - Il Consiglio dei Farisei - Gesù entra trionfante in Gerusalemme - Gesù celebra la Pasqua con gli Apostoli - Istituzione dell'Eucaristia - Gesù lava i piedi degli Apostoli - Predizione della rinnegazione di Pietro e della venuta dello Spirito Santo e della rinnegazione di Pietro e della venuta dello Spirito Santo. 

Capitolo VIII - Gesù nell'orto di Getsemani - Il tradimento di Giuda - Le percosse in casa di Caifa - Pietro rinnega Gesù - Suicidio di Giuda - Gesù davanti a Ponzio Pilato - Flagellato, coronato di spine e condannato a morte - La via del Calvario - Gesù sulla Croce - La conversione del buon ladrone - Le ultime parole di Gesù prima di spirare sulla Croce. 

Capitolo IX - Carità di Gesù - Miracoli avvenuti dopo la sua morte - Deposizione di Gesù nel Sepolcro - La Resurrezione L'apparizione a Maria Maddalena - I discepoli di Emmaus. 

Capitolo X . - Gesù si manifesta agli Apostoli - La confessione dei peccati - Il dubbio di S. Tommaso La pesca miracolosa S. Pietro capo della Chiesa - Missione degli Apostoli L'Ascensione al Cielo. 

Capitolo XI - Gli Apostoli nel Cenacolo - La discesa dello Spirito Santo - Le prime predicazioni di S. Pietro - Vita dei primi Cristiani - Persecuzione di Gerusalemme - Il martirio di S. Stefano Pietro liberato. 

Capitolo XII - La conversione di San Paolo - Il Centurione abbraccia là Fede - Simon Mago. 

Capitolo XIII . - Divisione degli Apostoli - I libri del Nuovo Testamento - I miracoli di S. Pietro - Il Concilio di Gerusalemme - La persecuzione di Nerone - Il martirio di S. Pietro e di S. Paolo. 

Capitolo XIV - Profezia su Gerusalemme - Segni che ne precedettero la rovina - Eccidio della città e dispersione degli Ebrei. 

***** 

Prefazione 

E' con grande gioia che Luci sull'Est pubblica, grazie alla collaborazione dei suoi aderenti, un riassunto dei libri Storia Ecclesiastica e Storia Sacra di Don Bosco. Questo volumetto intende contribuire alla nuova evangelizzazione dei popoli dell'Est, specialmente dei giovani, lasciati per decenni al margine di qualsiasi formazione religiosa. 

Il libro Storia Sacra narra, come dice lo stesso Don Bosco, “la storia più antica di tutte le storie, perché ha Dio come autore e contiene le più importanti notizie sui libri santi”. La Storia Ecclesiastica è invece un riassunto della storia della Chiesa. 

Luci sull'Est ha ritenuto opportuno dedicare questo primo volume alla parte finale della Storia Sacra e a quella iniziale della Storia Ecclesiastica, cioè, i Vangeli e la vita della Chiesa fino alla caduta di Gerusalemme. 

Nel secondo volume, che verrà pubblicato in un secondo momento, figurerà la prima parte della Storia Sacra, l'Antico Testamento. Il terzo volume avrà come tema la Storia della Chiesa. 

Don Bosco si propose di compilare un testo adatto alla mentalità di ogni ragazzo con le nozioni basilari della Scrittura, la cui lettura fosse semplice e piacevole. 

A quale approccio pedagogico si è ispirato per realizzare il suo lavoro? Ce lo dice egli stesso: “Ho scelto i fatti, i modi e le parole che mi parvero più opportuni alla classe dei lettori cui è indirizzata, facendomi stretto dovere di seguire imparzialmente gli autori contemporanei o più vicini all' epoca dei fatti esposti”. 

Perché in Russia e negli altri paesi dell'Est europeo, sia gli adulti che i giovani possano avvalersi di quest' opera nella ricerca della vera vocazione cristiana di quelle nazioni, ricavandone contemporaneamente il massimo profitto spirituale, facciamo nostre le parole di Don Bosco: 

“Dio benedica tutti quelli che leggeranno con animo benigno questo libretto, a essi e a me conservi costantemente nello spirito della nostra santa Religione, pregando fervorosamente che non sia lontano il giorno in cui si faccia di tutti gli uomini della terra un solo ovile, guidato quaggiù da un solo Pastore visibile, per godere poi tutti insieme la stessa gloria in cielo”. 

Introduzione 

Per comprendere bene i santi Vangeli è importante conoscere bene le verità fondamentali della Storia Sacra. Queste sono le seguenti, collegate le une alle altre: 

L'uomo fu creato da Dio nella giustizia originale e per la felicità eterna. Da questo stato egli cadde per la colpa originale che gli oscurò la ragione e lo volse al male. 

Dio, per compassione, promise all'uomo la venuta di un Messia riparatore. La prima rivelazione fatta ad Adamo fu ripetuta più volte ai patriarchi colla conferma del promesso Messia. 

Al popolo ebreo Dio diede un codice religioso, ossia la rivelazione mosaica, stabilendo che nella Sinagoga venisse conservata, interpretata e seguita la legge di Mosè. Quando venne il tempo di compiere la promessa, apparve sulla terra il Messia, l'Uomo-Dio, che predicò la sua dottrina e la trasmise agli Apostoli, ossia alla Chiesa che pertanto conserva, interpreta ed applica la nuova legge. 

Gesti Cristo nominò capo della Chiesa S. Pietro e, dopo di lui, i suoi successori. 

S. Pietro partì da Antiochia e giunse a Roma, allora capitale del mondo, dove stabilì la sua sede. I suoi successori continuarono a risiedervi anche se, a causa delle persecuzioni, dovevano svolgere il loro ministero nelle catacombe. 

Dopo il terzo secolo dell'era cristiana, l'imperatore Costantino si convertì alla religione di Cristo, costruì molti templi a Roma e trasferì poi la sede dell'impero a Costantinopoli da lui fondata. Roma divenne così, per divina provvidenza, la città del Vicario di Cristo. 

NUOVO TESTAMENTO 

Profezie avverate in Gesù Cristo 

La venuta del Salvatore è senza dubbio il dogma più importante della Religione cattolica e quindi risulterà molto utile ricordare in breve le principali profezie che lo riguardano e che confermano come dette profezie si siano verificate nella persona di Gesù Cristo. 

I profeti predissero: 

1. Il tempo ed il luogo della nascita del Messia; 

2. la sua condizione ed il suo carattere personale; 

3. i suoi prodigi e 1'avversione del suo popolo contro di lui; 

4. la sua condanna a morte; 

5. la sua Resurrezione; 

6. la riprovazione di Dio per 1'atto commesso dai Giudei e che i Pagani, cioè tutti gli idolatri, avrebbero preso il posto degli Ebrei infedeli. 

1. Origine, tempo e luogo della nascita del Messia 

Nell'Antico Testamento viene indicato che il Messia doveva nascere dalla tribù di Giuda, stirpe di David. Disse Giacobbe: “La sovrana podestà ed il potere legislativo non saranno tolti a Giuda finché verrà COLUI che deve essere mandato; Egli sarà colui che aspettano le genti”. Daniele annunziò che non sarebbero trascorsi 490 anni dalla sua venuta e dalla sua morte é Michea predisse che Egli sarebbe nato in Betlemme. 

Verifica - La genealogia del Salvatore nel Vangelo afferma che Gesù Cristo era della tribù di Giuda, stirpe di David, che nacque a Betlemme trentacinque anni prima del tempo indicato da Daniele, durante il regno di un principe straniero (Erode). 

2. Nascita, condizione e carattere del Messia 

Isaia affermò che il Messia sarebbe nato da una Vergine; Zaccaria, che sarebbe nato povero e di carattere dolce. 

Verifica - Gesù Cristo nacque da una Vergine, Maria, per opera dello Spirito Santo; vide la luce in una stalla e la sua indole fu contrassegnata soprattutto dalla dolcezza. 

3. Prodigi del Messia ed avversione del suo popolo 

Isaia dice che il Messia avrebbe compiuto prodigi mai veduti e che, malgrado ciò, la sua nazione gli si sarebbe opposta. 

Verifica - Vedremo come Gesù Cristo operò numerosi miracoli durante la sua opera di predicazione e come Farisei, Sacerdoti ed Anziani del popolo ebraico gli furono contrari e lo perseguitarono. 

4. Il Messia sarebbe stato perseguitato e messo a morte 

Isaia affermò che Gesù si sarebbe consegnato ai suoi persecutori soffrendo pene e tormenti come un agnello innocente; le sue piaghe e la sua morte avrebbero salvato il mondo e lo avrebbero reso padre dei giusti. 

Il profeta Davide predisse la persecuzione sofferta dal Messia; che gli avrebbero trafitto le mani ed i piedi; che gli avrebbero infranto le ossa; che avrebbe subito insulti e derisioni; che le sue vesti sarebbero state tirate a sorte. 

Verifica - Tutte queste profezie si avverarono. Gesù disse che moriva perché lo voleva. Disse che avrebbe dato la vita per la salvezza degli uomini. Alle ingiurie ed alle crudeltà rispose con il silenzio e con la sua preghiera per coloro che lo offendevano Morendo fondò la Chiesa dei giusti che ne sono tuttora il suo sostegno principale. I grandi Sacerdoti furono coloro che lo misero a morte e lo fecero crocifiggere, trapassandogli le mani ed i piedi con i chiodi, insultandolo mentre pativa il crudele tormento della croce. I soldati divisero tra loro i suoi abiti e tirarono a sorte la sua veste. 

5. Il Messia sarebbe resuscitato 

Isaia predisse la gloria del sepolcro del Messia; Davide affermò che il suo corpo non sarebbe stato corrotto. 

Verifica - I quattro Evangelisti concordano nell' affermare che Gesù Cristo risorse il terzo giorno dopo la morte, come infatti avvenne; questo è il più inoppugnabile fra tutti i miracoli come vedremo nel seguito della storia. 

6. Altre notizie attorno al Messia 

I profeti affermarono che i Giudei sarebbero stati riprovati da Dio per aver fatto morire il Messia; che tutti i Gentili, cioè tutte le nazioni pagane, avrebbero sostituito gli Ebrei nella vera fede e tutte queste profezie si sono compiute come si può vedere nella stessa storia della Chiesa. 

Infatti la nazione ebraica venne dispersa, rimanendo senza tempio, senza Re, senza Sacerdozio. Gli Apostoli, seguendo gli ordini del Signore, predicarono il Vangelo ai Gentili che entrarono in massa nella Chiesa di Cristo. 

Conseguenza: Da quanto riportato possiamo dedurre: 

1. Iddio promise realmente il Messia; 

2. I profeti predissero molte sue azioni che effettivamente si verificarono; 

3. Gesù Cristo è quindi il vero Messia, il Salvatore inviato da Dio, nel quale dobbiamo collocare tutta la nostra fede e le nostre speranze di salvezza. 

IL VANGELO E GLI APOSTOLI 

S. Matteo, S. Luca, S. Marco, S. Giovanni 

Vangelo è parola greca che significa buona novella. Così sono intitolati i quattro libri dettati dallo Spirito del Signore ai quattro scrittori che narrarono la vita, le opere e la morte di Gesù e che vengono chiamati Evangelisti. Due di essi erano apostoli, S. Matteo e S. Giovanni. Gli altri due sono S. Marco e S. Luca. 

Per la predicazione e diffusione del Vangelo, il Salvatore scelse dodici Apostoli, nome greco che significa inviato. Gli Apostoli furono infatti mandati da Gesù Cristo per la predicazione evangelica in tutte le nazioni del mondo. Agli Apostoli Gesù aggiunse settanta due discepoli, alcuni suoi o degli Apostoli. 

S. Matteo - Il primo dei quattro Vangeli è quello di S. Matteo, figlio di Alfeo, di professione esattore di imposte. Matteo apostolo fu testimone oculare della vita del Salvatore e si crede comunelI1ente che svolse la sua predicazione in Etiopia, in Persia e tra i Parti. Scrisse il suo Vangelo dopo circa otto anni dall' Ascensione di Gesù Cristo, nel quarantunesimo anno dell' era volgare. Lo scrisse in ebraico, che venne poi tradotto in greco forse da 

S. Giacomo Maggiore. La traduzione latina è antichissima ed è approvata dalla Chiesa. 

S. Marco - E' il secondo evangelista, ebreo di nazionalità; si crede sia uno dei settantadue discepoli. Seguì S. Pietro fino a Roma e lo aiutò nella sua predicazione nella capitale dell'Impero. Scrisse il suo Vangelo in greco, intorno all' anno 44, e lo fece leggere al suo maestro, S. Pietro, che lo approvò. La traduzione latina risale ai primi tempi del Cristianesimo ed è approvata dalla Chiesa. 

S. Luca - Di Antiochia e medico di professione, S. Luca venne convertito alla fede cristiana da S. Paolo, di cui fu fedele compagno nella predicazione in Dalmazia ed Italia e quindi nelle Gallie, in Macedonia ed in Acaia dove, a ottanta quattro anni, riportò la corona del martirio. Scrisse il suo Vangelo nel 55 servendosi dei racconti di testimoni oculari e di quelli di S. Paolo. A Luca si devono molte preziose notizie riguardanti gli anni dell'infanzia di Gesù Cristo che non appaiono negli altri evangelisti. 

S. Giovanni - Figlio di Zebedeo e fratello di S. Giacomo Maggiore, era nato a Betsaida e faceva il pescatore quando, giovanissimo, fu chiamato dal Salvatore, che lo predilesse per la sua innocenza e purezza e, sulla croce, lo affidò a Maria come figlio. Nella persona di questo santo apostolo sono rappresentati tutti i cristiani dei quali Maria è Madre pietosa. 

Svolse la sua predicazione specialmente in Asia Minore e fu vescovo di Efeso fino all' età di 100 anni. Scrisse il suo Vangelo in lingua greca negli ultimi anni di vita, soffermandosi soprattutto su quegli episodi di cui fu testimone, che fanno riconoscere il Salvatore come vero Dio. 

S. Matteo ha come simbolo il volto umano, perché narrò le azioni di Gesù Cristo come uomo e ne riporta la genealogia chiamandolo figlio di David. S. Luca comincia il suo Vangelo dal sacerdozio di Zaccaria ed ha come simbolo le sembianze di un vitello che indicano il sacrificio compiuto dal sacerdote levitico. S. Marco è noto con il simbolo del leone a causa della voce di S. Giovanni Battista che gridava nel deserto: “Preparate la via del Signore”. S. Giovanni ha per simbolo l'aquila, perché, come l'aquila, vola verso il Cielo dicendo: “Nel principio era il Verbo ed il Verbo era presso Dio e Dio era il Verbo”. 

DALLA NASCITA DI GESU' CRISTO, 

L'ANNO DEL MONDO 4000, 

FINO ALL'ECCIDIO DI GERUSALEMME, 

L'ANNO DEL MONDO 4070, 

DI GESU' CRISTO 70. 

CAPITOLO I 

Maria e Giuseppe - Nascita del Salvatore - Gesù adorato dai Magi - Gesù viene presentato al tempio 

Maria SS. e S. Giuseppe - Il Salvatore nacque da Maria, figlia di S. Gioacchino e di S. Anna, discendenti dalla stirpe regale di David della tribù di Giuda. Privi di figli e già in età avanzata, ebbero da Dio la grazia di una figlia, che chiamarono Maria. All' età di tre anni Ella fu presentata al tempio per dedicarsi alle cose del servizio divino e divenire poi degna Madre di Dio. Divenuta adulta, i genitori, per consiglio divino, la diedero in sposa a S. Giuseppe di Nazaret che visse con lei come un fratello. Poco dopo l'Arcangelo Gabriele venne inviato da Dio per annunziarle la nascita del Salvatore con queste parole: “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è 

con te; tu sei benedetta fra le donne”. Al turbamento di Maria, l'angelo la rassicurò con queste parole: “Tu sarai Madre di un Figlio, al quale darai nome Gesù. Egli sarà Figlio dell'Altissimo, regnerà in eterno nella casa di Giacobbe e il suo regno non avrà mai fine”. Maria si inchinò al volere divino che l'aveva prescelta come vergine sposa dello Spirito Santo e rispose all' angelo con questa frase: “Ecco la serva del Signore, sia fatto di me secondo le tue parole”. 

Nascita del Salvatore - Durante l'impero di Cesare Augusto, quando in Giudea regnava Erode il Grande, Maria e Giuseppe dovettero recarsi a Betlemme per fare registrare il loro nome, secondo il decreto dell'imperatore. La città era piena di forestieri per cui essi non riuscirono a trovare un ricovero e si rifugiarono in una grotta per trascorrervi la notte. Non vi erano abitanti, ma soltanto un bue ed un asinello. Fu qui, in questa povera stalla, che nacque il Figlio di Dio, Colui che era venuto per confondere la superbia degli uomini: era il 25 dicembre e la nascita di Gesù viene celebrata ogni anno con la festa del santo Natale. Alcuni pastori, che custodivano le loro greggi, vennero svegliati da un angelo circondato da vivissima luce, che indicò loro il luogo dove avrebbero trovato il Salvatore. Nell'aria risuonavano queste parole di giubilo: “Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Gli umili pastori furono i primi a riconoscere e ad adorare il Salvatore. Otto giorni dopo la nascita, Egli venne circonciso e gli fu posto il nome di Gesù che vuol dire salvatore. 

Gesù adorato dai Re Magi - Tre sapienti provenienti dall'Oriente, comunemente chiamati i tre Re Magi, giunsero a Gerusalemme guidati da una stella e chiesero al re Erode dove fosse nato il Re dei Giudei, che essi erano venuti ad adorare. Turbato da questa domanda, Erode convocò i Dottori delle Legge perché gli svelassero dove sarebbe nato il Cristo. Questi sapienti risposero che, secondo la profezia di Michea, Egli doveva nascere in Betlemme. Usciti da Gerusalemme, i Magi, sempre guidati dalla stella, giunsero alla grotta dove offrirono al Divino Fanciullo oro, incenso e mirra. Un angelo li avvertì di non tornare a Gerusalemme dove Erode voleva essere informato del ritrovamento di Gesù. La visita dei tre Re Magi alla grotta di Betlemme viene ricordata nella festa dell'Epifania. 

Gesù presentato al tempio - Quaranta giorni dopo la nascita, Gesù fu presentato al tempio al vecchio Simeone, cui era stato rivelato che avrebbe visto il Messia prima di morire. Quando lo strinse tra le braccia, esclamò: “Lascia, o Signore, che il tuo servo muoia in pace perché i miei occhi hanno visto il Salvatore da Te inviato per la salvezza degli uomini”. Nel tempio vi era anche una vecchia di nome Anna, di esemplare virtù, la quale, riconosciuto nel Bambino il vero Dio, ne annunziò la venuta a tutti coloro che lo aspettavano. In memoria della presentazione di Gesù al tempio viene celebrata ogni anno la festa della Purificazione. 

CAPITOLO II 

Strage degli Innocenti - La Sacra Famiglia in Egitto - Brutta morte di Erode - Disputa con i Dottori 

Strage degli Innocenti - Erode aspettava i Magi per avere notizie sulla nascita di Cristo, ma le sue intenzioni erano perfide. Temendo di avere un rivale che potesse prendere il suo posto, voleva ad ogni costo eliminarlo. Invano attese i tre Re Magi e, agitato da mille sospetti, diede ordine che tutti i fanciulli di Betlemme e dei suoi dintorni sotto l'età di due anni venissero uccisi, sperando in tal modo che in questa strage fosse compreso anche il bambino Gesù. 

La Sacra Famiglia in Egitto - Giuseppe, avvisato in sogno da un angelo delle malvagie intenzioni di Erode, fuggì in Egitto con Maria e Gesù e non fece ritorno se non quando, nuovamente avvertito dall' angelo, venne a conoscenza della morte di Erode. In questo modo Gesù fu sottratto alla brutale cattiveria del Re. La sacra Famiglia ritornò quindi a Nazaret, sua patria, e si avverò così la profezia di Osea, che aveva detto a nome di Dio: “Ho chiamato il mio figliolo dall'Egitto”. 

Brutta morte di Erode - Il crudele Erode venne colpito dall'ira di Dio: il suo trono fu scosso da diverse sommosse e la sua famiglia fu colpita da- grandi sciagure delle quali egli stesso fu il colpevole perché fece morire la moglie ed il figlio. Continui malanni ed un fuoco ardente lo consumavano internamente; sempre affamato, non riusciva a calmare il suo desiderio di 

cibo. Il suo corpo si coprì di ulcere ed il suo alito era così fetido che nessuno osava avvicinarlo. Cessò di vivere senza alcun segno di pentimento. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio racconta in questi termini la storia della punizione e della morte dell' autore della strage degli innocenti. 

Gesù discute con i Dottori - A Nazaret, Giuseppe e Maria vivevano tranquilli con il lavoro delle loro mani. Quando Gesù compì i dodici anni, si recò con i parenti a Gerusalemme per1a celebrazione della Pasqua e fu da loro smarrito. Dopo tre giorni di ricerche lo ritrovarono nel tempio mentre stava discutendo con i Dottori della Legge, che lo ascoltavano stupiti dalla sua sapienza. Appena Maria lo vide, gli chiese: “Figlio mio, perché fai questo?” e Gesù rispose: “Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del mio Padre celeste?” Questo è l'ultimo avvenimento che ci viene raccontato della fanciullezza di Gesù. Ritornato a Nazaret, Egli visse fino all'età di trent'anni, aiutando Giuseppe nel suo lavoro di falegname. La storia della giovinezza di Gesù può essere riassunta in queste parole: “Egli era obbediente a Maria ed a Giuseppe e cresceva in età e sapienza dinanzi a Dio ed agli uomini”. 

CAPITOLO III 

S. Giovanni Battista - Battesimo di Gesù Cristo Gesù nel deserto - Gesù cambia l'acqua in vino - Martirio di S. Giovanni Battista - Gesù scaccia i mercanti dal tempio - Elezione degli Apostoli 

S. Giovanni Battista - Quando l'angelo annunziò a Maria la nascita del Figlio di Dio, le disse anche che Elisabetta, sua parente, avrebbe avuto un figlio, destinato da Dio a preparare le genti a ricevere il Messia. il figlio di S. Elisabetta nacque sei mesi prima del Salvatore e fu chiamato Giovanni, poi soprannominato il Battista, perché amministrava il battesimo. Il Precursore del Messia, ancora fanciullo, si ritirò nel deserto dove condusse una santa vita; suo cibo erano locuste e miele selvatico; una pelle di cammello era la sua veste. Quando compì i trent'anni, il Signore gli ordinò di recarsi sulle rive del fiume Giordano a predicare la penitenza ed annunziare l'arrivo del Messia. Tutti accorrevano per udire le sue parole e, pentiti dei loro peccati, ricevevano il suo battesimo. 

All'età di trent'anni Gesù si recò sulle rive del Giordano per essere battezzato da S. Giovanni. Sebbene questi non l'avesse mai visto, lo riconobbe subito per l'intervento dello Spirito Santo e lo accolse con queste parole: “Tu vuoi ricevere da me il battesimo, mentre io dovrei essere battezzato da te”. Quando Giovanni lo ebbe battezzato, si aprì improvvisamente il cielo e lo Spirito Santo discese sopra Gesù in forma di colomba, mentre si udì una voce che diceva: “Questo è il mio figlio diletto nel quale ho riposto ogni mia grazia”. In questo modo Gesù Cristo fu solennemente dichiarato vero Figlio di Dio, inviato dal Padre per salvare gli uomini. 

Gesù nel deserto - Gesù volle sottomettersi alle miserie della natura umana, malgrado fosse Dio onnipotente e, dopo il battesimo, andò nel deserto dove trascorse quaranta giorni nella preghiera e nel digiuno. Quando fu assalito dal desiderio di cibarsi, il demonio gli si presentò e gli disse: “Se tu sei il figlio di Dio, fa che queste pietre diventino pane”. Ma Gesù respinse la tentazione, dicendo: “Non di solo pane vive l'uomo, ma della parola di Dio”. Allora il demonio lo portò sull'alto del tempio e gli disse: “Se sei figlio di Dio, non devi temere di buttarti giù, perché gli angeli ti sorreggeranno e impediranno che tu cada sulle pietre”. E Gesù rispose: “Non tentare il Signore Dio tuo”. Non volendo essere vinto, il demonio trasportò allora il Salvatore sopra un altissimo monte e gli disse: “Tutti i regni del mondo saranno tuoi se tu ti inginocchierai davanti a me e mi adorerai. ” Questa volta la risposta di Gesù fu perentoria: “Vattene, Satana, perché sta scritto: adorerai il Signore Dio tuo e lui solo servirai”. Il demonio, sconfitto, fuggì. Apparve allora una schiera di angeli a glorificare il Figlio di Dio. Se il mondo vuole indurci a peccare con le sue lusinghe tentatrici, noi dobbiamo rigettare con sdegno qualsiasi offerta. 

Gesù cambia l'acqua in vino - Gesù iniziò la sua predicazione con i miracoli perché questi possono avvenire soltanto per volontà di Dio: il primo miracolo lo operò in Cana, piccola città della Galilea dove il Salvatore venne invitato per assistere ad una cerimonia di nozze. Gli sposi non erano di famiglia ricca e, durante il pranzo, ad un certo punto mancò il vino. Maria se ne accorse ed il Figlio, che nulla nega a sua Madre, disse ai servitori di riempire d'acqua alcuni vasi, poi soggiunse: “Ora bevete ”. E 

tutti si accorsero che l'acqua si era tramutata in vino, migliore di quello che avevano bevuto fino a quel momento. Questo fu il primo miracolo di Gesù che, in questo modo, cominciò a manifestare il suo potere divino ed a far conoscere a tutti l'efficacia della mediazione della Santa Vergine. 

Martirio di S. Giovanni - San Giovanni, precursore di Gesù, predicava contro i vizi del popolo e lo stesso Erode Antipa, figlio dell'Erode autore della strage degli Innocenti, ne seguiva i consigli ma, istigato dalla cognata Erodiade, lo fece imprigionare. Durante un fastoso banchetto, la figlia di Erodiade, Salomè, danzò con tanta destrezza che Antipa, quasi ubriaco per la grande quantità di vino bevuto, le chiese che cosa volesse per ricompensa della sua danza che aveva destato la meraviglia di tutti i convitati. Su consiglio della perfida Erodiade, Salomè dichiarò che desiderava la testa di Giovanni Battista. li Re accolse la sua richiesta e fece decapitare S. Giovanni. Gesù medesimo fece l'elogio del grande martire per la verità e per la giustizia, affermando: “Tra i nati di donna non comparve mai chi fosse più grande di Giovanni Battista”. Il Signore non mancò di punire la malvagità di Erode Antipa. Narrano gli storici che il Re, venuto in sospetto ai Romani, fu deposto dal suo regno e mandato in esilio, dove finì la sua vita in miseria. 

Gesù scaccia i mercanti dal tempio - Gesù si recò a Gerusalemme per celebrare la Pasqua e vide che il tempio era profanato dai mercanti: vi si faceva mercato di buoi, pecore ed altri animali; molti erano i cambiavalute. A quella vista il Redentore, sdegnato, rovesciò a terra i banchi di vendita e scacciò i sacrileghi gridando: “Sta scritto: la mia casa deve essere la casa della preghiera e voi ne fate un covo di ladri!” 

Elezioni degli Apostoli - Molti tra coloro che erano stati attratti dai grandi miracoli operati da Gesù divennero suoi discepoli, ossia suoi seguaci. Tra questi Egli ne scelse dodici che sono comunemente chiamati i dodici Apostoli. Essi sono: Pietro, Andrea, Giacomo il Maggiore e Giovanni l'Evangelista, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo il Minore, Simone, Giuda detto Taddeo e Giuda Iscariota, che poi tradì il Maestro. A questi si unirono settantadue discepoli anche loro destinati alla predicazione del Vangelo. li Salvatore elesse Pietro capo degli Apostoli e dei Discepoli e quindi diede inizio alla sua meravigliosa predicazione. 

CAPITOLO IV 

Beatitudini evangeliche - Continuazione del discorso della montagna - Intenzioni e cure del Buon Cristiano - Giudizi temerari - Fine del discorso della montagna - Gesù riprende i Farisei - Riceve la Maddalena - Dimostra il suo amore per i fanciulli 

Beatitudini evangeliche - La predicazione del Salvatore può essere divisa in ragionamenti, parabole e miracoli. All'inizio della sua predicazione, Gesù condusse i suoi Apostoli su di un monte, dove venne circondato da una folla di persone che lo aveva seguito. Fu in questa occasione che Gesù pronunziò il mirabile discorso che viene detto comunemente il Discorso della montagna. In esso vi è tutta la morale del Vangelo. Comincia con le Beatitudini che sono le seguenti: 

1. Beati i poveri di spirito perché è loro il regno dei cieli. 

2. Beati i mansueti perché possederanno la terra. 

3. Beati coloro che piangono perché saranno consolati. 

4. Beati coloro che hanno fame di giustizia perché verranno saziati. 

5. Beati i misericordiosi perché otterranno misericordia. 

6. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. 

7. Beati i pacifici perché saranno chiamati figli di Dio. 

8. Beati coloro che sono perseguitati perché è loro il regno dei cieli. 

Continuazione del discorso della montagna - Gesù continuò il suo discorso rivolgendosi ai suoi discepoli in questo modo: " Voi siete il sale della terra e il sale deve conservare il suo sapore, altrimenti viene gettato e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo e la lucerna non deve essere accesa per poi andare a finire sotto il moggio, ma deve essere messa in modo che faccia luce a tutta la gente. Così deve risplendere al vostra luce perché tutti gli uomini glorifichino il Padre nostro che sta nei cieli” . 

Poi, rivolto al popolo, proseguì: “lo non sono venuto per cancellare la legge di Mosé e gli oracoli dei profeti, ma per farli osservare. In verità io vi dico che non entrerete nel regno dei cieli se la vostra giustizia non sarà più 

elevata di quella degli scribi e dei farisei. Fu detto dagli antichi: non uccidere. lo vi dico che chiunque si adirerà contro il fratello verrà giudicato, e chi gli dirà "pazzo" sarà colpevole. Se tu starai davanti all'altare per fare la tua offerta e ricorderai che hai qualche fastidio con il tuo fratello, va prima a riconciliarti con lui e poi ritorna a fare l'offerta. Nella vostra preghiera, perdonate agli altri le loro mancanze affinché il Padre perdoni a voi i vostri peccati. 

“Fu detto: Ama il prossimo tuo; e gli scribi hanno aggiunto: odia il tuo nemico. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a chi vi odia e pregate per quelli che vi perseguitano, sarete così degni figli del vostro Padre che è nei cieli, il quale fa nascere il sole per i buoni e per i cattivi e piovere sopra i giusti e gli ingiusti. Perché, se amate soltanto chi vi ama, che merito avrete? Non fanno altrettanto i pubblicani? Non fanno altrettanto i pagani? Voi dunque, dovete essere perfetti come il Padre vostro che sta nei cieli”. 

Intenzioni del Buon Cristiano - “Non fate le opere buone per farvi notare dagli altri. Quando tu dai la tua elemosina, non sappia la tua mano sinistra ciò che fa la destra perché la tua carità rimanga segreta e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 

“Quando preghi, fallo in segreto e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 

“Quando digiuni, non mostrare un aspetto triste per far capire agli altri che stai digiunando e il Padre tuo che vede nel segreto, ti ricompenserà”. 

Cure del Cristiano - “Non accumulare tesori sulla terra perché la ruggine li consuma ed i ladri li rubano. Ma serba tesori in cielo dove la ruggine non può consumarli ed i ladri non possono rubarli. Perché dove è il tuo tesoro, lì è il tuo cuore. Nessuno può servire due padroni: così voi non potete servire Dio e le ricchezze nello stesso tempo. Non dovete preoccuparvi pensando: Che cosa mangeremo, con che cosa ci vestiremo? Guardate gli uccelli dell'aria! Essi non seminano, non mietono, eppure il Padre celeste li nutre. Guardate i gigli del campo! Essi non lavorano, non filano, eppure io vi dico che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria fu vestito mai come 

loro. Uomini di poca fede, se Dio riveste così l'erba del campo, non vestirà molto meglio voi? Non vi preoccupate come i pagani. Cercate il regno di Dio ed il resto vi sarà dato in sovrappiù”. 

Giudizi temerari - “Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e anche voi sarete perdonati. Sarete misurati, così come voi avrete misurato gli altri. Perché guardate il filo di paglia nell' occhio del vostro fratello e non vedete la trave che è nel vostro? Togli prima la trave dal tuo occhio e quindi la pagliuzza dal suo. Perciò, fate agli altri quel che vorreste fosse fatto a voi. 

“Voi avete udito che fu detto: Non giurate il falso. Ma io vi dico, non giurate affatto, ma dite soltanto sì o no: tutto ciò che dite in più viene dal maligno”. 

Fine del discorso della montagna - Gesù concluse il suo discorso con queste parole: “Coloro che ascoltano le mie parole e le mettono in pratica sono simili all'uomo che fonda la sua casa sopra la pietra. La pioggia e il vento investono quella casa, ma essa non crolla perché è fondata sulla roccia. Al contrario, chiunque ascolta le mie parole e non le segue, è simile all'uomo stolto che edifica la sua casa sulla sabbia. Si scatenano venti e pioggia e la sua casa crolla e tutto va in rovina”. 

Quando Gesù terminò il suo discorso, coloro che ascoltavano riconobbero la verità del suo divino insegnamento. 

Gesù rimprovera i Farisei - I profeti avevano predetto che Gesù sarebbe stato avversato dal suo popolo, specialmente da quelli che per.primi avrebbero dovuto credergli e cioè gli Scribi ed i Farisei. Mentre Gesù si trovava in Galilea, alcuni di questi si recarono da lui per criticare le sue azioni. Avendo notato che i discepoli avevano cominciato a mangiare senza essersi prima lavati le mani, dissero: 

“Perché non rispettano la tradizione degli antenati? ” Gesù, che conosceva la loro malvagità, rispose: “Ipocriti! Bene disse di voi il profeta Elia: questo popolo mi onora con le parole, ma il suo cuore è lontano da me. Voi osservate le tradizioni degli uomini, ma non osservate i Divini Comandamenti. Mosé disse in nome di Dio: Onora il padre e la madre, 

mentre voi affermate che chi offre al tempio quanto è necessario ai genitori, soddisfa a questo comandamento. Così, per la vostra avarizia, violate i precetti del Signore”. Poi, rivolto al popolo disse: “Non è ciò che entra nella bocca che infetta l'uomo, bensì ciò che ne esce: perché dal cuore e dalla bocca escono i cattivi pensieri, gli omicidi, i furti, la cattiveria, la frode, la falsa testimonianza, la superbia e le bestemmie, tutte cose che rendono l'uomo immondo e causano la morte dell'anima”. In un' altra occasione i Farisei gli chiesero se fosse lecito pagare il tributo a Cesare e Gesù rispose: “Ipocriti! Mostratemi la moneta con cui pagate il tributo". Quando gliela mostrarono Egli disse: “Chi è il personaggio raffigurato nella moneta?”; “Cesare”, risposero. “Allora”, concluse Gesù, “date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. 

Gesù parla del Giudizio Universale - Un giorno i discepoli chiesero a Gesù quando sarebbe avvenuto e da quali segni sarebbe stato preceduto il giudizio universale ed Egli rispose: “State attenti che nessuno vi inganni, perché verranno molti a dirvi: io sono il Cristo; sentirete parlare di guerre di nazioni contro altre nazioni. Il Cielo manderà dei segni di grande paura, ma questo sarà solo il principio. Quando il Vangelo sarà stato predicato in tutto il mondo, allora verrà la fine e le disgrazie saranno tali come mai furono dal principio del mondo. Vi saranno falsi Cristi e falsi profeti che faranno prodigi tali da ingannare anche gli eletti. Non dovrete credergli. Dopo le grandi sciagure di quei giorni, si oscurerà il sole, cadranno le stelle dal firmamento ed apparirà quindi nel Cielo il segno del Salvatore che verrà sopra le nuvole in grande maestà. I suoi Angeli raduneranno gli eletti al suono delle trombe da un'estremità all'altra della terra. Quando tutte le nazioni saranno raccolte intorno a lui, il Salvatore dividerà i buoni dai cattivi e dirà a coloro che sono alla sua destra: io avevo fame e mi avete sfamato; avevo sete e mi avete dissetato; ero nudo e mi avete vestito; ero senza un tetto e mi avete ricoverato. I giusti chiederanno: Quando abbiamo fatto questo? Ed Egli risponderà: Ciò che avete fatto ai poveri, lo avete fatto a me. Voi siete benedetti dal mio Padre celeste e entrerete nel regno che fu preparato all'inizio del mondo. Poi si volgerà verso sinistra e rimprovererà coloro che non usarono alcuna carità verso gli infelici dicendo: Lontano da me, maledetti, andate nel fuoco eterno. Nessuno conosce il giorno in cui avverrà tutto ciò, ad eccezione del Padre celeste e coloro ai quali Egli vorrà rivelarlo. Perciò pregate affinché non veniate 

colti all'improvviso. In verità io vi dico che passeranno il cielo e la terra, ma le mie parole rimarranno per sempre”. 

Gesù riceve la Maddalena - Maria Maddalena apparteneva ad un'agiata famiglia di Betania e aveva un fratello, Lazzaro, ed una sorella, Marta, ambedue molto virtuosi. Ma la Maddalena si lasciò traviare dal mondo e divenne una pubblica peccatrice. Toccata dalla grazia divina volle chiedere perdono delle sue colpe al Salvatore. Lo incontrò nella città di Naim in casa di un Fariseo di nome Simone ed appena lo vide gli si gettò ai piedi, cominciando a lavarglieli con le sue lacrime, poi li asciugò con i propri capelli e li profumò con balsami. Simone intanto pensava: Se costui fosse davvero profeta, saprebbe chi è questa donna. Gesù, che conosceva il pentimento di Maria Maddalena, si rivolse al suo ospite e gli disse: “Simone, devo dirti una cosa” e Simone: “Parla, Maestro”. “Due debitori” cominciò Gesù, “dovevano restituire un prestito, uno di cinquecento denari ed il secondo di cinquanta ed il prestatore annullò ad ognuno di loro il suo debito. Chi dei due deve essere il più riconoscente? ”, Rispose Simone: “Quello al quale venne condonato il debito maggiore”, “Hai detto bene, ” concluse Gesù, “a questa donna sono perdonati molti peccati, perché ha molto amato”. Poi si volse a Maria Maddalena e le disse: “I tuoi peccati ti vengono perdonati perché la tua fede ti ha salvata: vai pure in pace”. 

Questa vicenda ci insegna che, per quando. grandi siano i nostri peccati, con il nostro pentimento e con la nostra confessione a Gesù, otterremo la sua misericordia. 

Gesù vero amico dei fanciulli - Il Figlio di Dio si è fatto uomo per salvare tutti ma, durante il suo passaggio sulla terra, ebbe particolare amore per i fanciulli. Un giorno un gruppo di bambini giocavano, schiamazzando, vicino a lui e gli Apostoli volevano allontanarli, ma Gesù disse: “Lasciate che i fanciulli vengano a me perché è per loro il regno dei Cieli ”. 

Quindi li chiamò vicino a lui ed, accarezzandoli, impartì loro la sua benedizione. Una volta in cui gli Apostoli dimostrarono il desiderio di conoscere chi di loro sarebbe stato il maggiore nel regno dei Cieli, Gesù fece venire avanti un fanciullo e disse: “In verità vi dico, che se voi non diventerete semplici e umili come fanciulli, non entrerete mai nel regno dei 

Cieli. Sarà colui che si sarà fatto piccolo come questo fanciullo che sarà il maggiore nel regno dei Cieli. Chi accoglie in mio nome un fanciullo, riceve me stesso e chi mi riceve, riceve Colui che mi ha inviato a voi, il mio Padre Celeste”. 

Poi continuò: “Se qualcuno scandalizzerà uno di questi piccoli, meglio sarebbe che gli venga appesa al collo una macina e venga sommerso nel profondo del mare. Guai a lui! Purtroppo vi sono molti scandali nel mondo, ma guai a chi li ha causati. Perciò state ben attenti a non disprezzare uno di questi fanciulli, perché io vi avverto che i loro Angeli custodi vedono sempre in cielo il volto del Padre mio”. 

Gesù fece anche molti miracoli a favore dei fanciulli. 

CAPITOLO V 

Il lebbroso e il servo del Centurione - La figlia di Giairo - Il figlio della vedova - La moltiplicazione dei pani - Varie guarigioni - Il cieco dalla nascita vede la luce - La risurrezione di Lazzaro 

Il lebbroso e il servo del Centurione - Le azioni che abbiamo visto compiere da Gesù Cristo ce lo fanno apparire come uomo, mentre i miracoli lo indicano come Dio, perché i miracoli, essendo al di là delle cose create sulla terra, non possono venire se non da Dio onnipotente e signore di tutte le cose, in grado quindi di modificare le leggi della natura. 

Uno tra i miracoli compiuti dal Redentore fu la guarigione del lebbroso. Un giorno questi si avvicinò al Divino Maestro mostrandogli il segno della sua adorazione e gli disse: “Signore, se tu lo vuoi, mi puoi guarire”. E Gesù, stesa la mano, lo toccò dicendo: "Sii risanato perché io lo voglio". Ed il lebbroso fu immediatamente guarito. Ma Gesù continuò: “Non dire a nessuno ciò che è avvenuto, ma recati dal sacerdote e offri il tuo dono così come comanda Mosè”. Nell'antica alleanza, infatti, chi otteneva una guarigione doveva presentarsi ai sacerdoti, i quali lo dichiaravano guarito ed assolto. Questa assoluzione è l'immagine dell'assoluzione sacramentale che viene data ai peccatori, cioè i lebbrosi dello spirito. 

Successivamente, quando Gesù ritornò a Cafarnao, si recò da lui un centurione romano il quale gli rivolse questa preghiera: “Signore, il mio servo è paralitico e soffre acuti dolori per cui non può alzarsi dal letto”. Gesù gli rispose: “Verrò nella tua casa e lo guarirò”; ma il centurione replicò: “Signore, la mia casa non è degna di te, ma tu dì soltanto una parola ed il mio servo sarà guarito”. Gesù, udite queste parole, si rivolse a coloro che lo seguivano e disse: “In verità io vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele. E vi dico ancora che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e sederanno al convito nel regno dei cieli con Abramo, Isacco e Giacobbe, mentre molti che vivono in questo regno verranno gettati nelle tenebre dove sarà pianto e stridore di denti”. Poi si rivolse al centurione, dicendo: “Va' e sia fatto come tu hai chiesto”, e nello stesso istante il servo fu guarito. 

Gesù resuscita la figlia di Giairo - Giairo, capo della sinagoga di Cafarnao, aveva una figlia di dodici anni gravemente malata e quando seppe che Gesù sarebbe entrato in città, accorse per pregarlo di recarsi a casa sua per guarirla. Gesù, seguito dalla folla, si diresse verso l'abitazione di Giairo. Durante il cammino incontrò una donna che da dodici anni soffriva di gravi emorragie e che lo aveva rincorso, pensando: “Se toccherò l'orlo della sua veste, sarò guarita”. Infatti appena lo ebbe sfiorato, si sentì completamente risanata. Gesù si volse per riconoscere chi lo aveva toccato e la donna si gettò ai suoi piedi per ringraziarlo. Gesù disse: “Sta di buon animo perché la tua fede ti ha guarita”. Intanto giunse voce che la figlia di Giairo era morta. 

Quando Gesù arrivò alla sua casa, i parenti della defunta stavano preparando la cerimonia della sepoltura, ma Gesù li invitò ad allontanarsi con queste parole: “Questa giovane non è morta, ma dorme”. Voleva far comprendere che l'avrebbe risuscitata con facilità, così come si ridesta una persona dal sonno. Quando tutti furono usciti, entrò con i genitori della fanciulla e con gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, nella camera dove giaceva la ragazza e, presala per mano, disse: “Fanciulla, alzati!” Ella aprì gli occhi, si levò dal letto e cominciò a camminare in presenza di tutti come persona perfettamente guarita da ogni male. 

Gesù resuscita il figlio della vedova - Un giorno Gesù, entrando nella città di Naim, incontrò molta gente che accompagnava un defunto alla sepoltura. Il morto era un giovinetto figlio unico di una vedova che piangeva inconsolabile dietro al feretro, Gesù fu mosso da pietà per lei e le disse: “Non piangere”. Si avvicinò alla bara e fece fermare i portatori, i quali deposero a terra il feretro. Allora il Salvatore esclamò ad alta voce: “Giovinetto, alzati!” E subito il giovane si levò e cominciò a parlare. Gesù lo prese per mano e lo consegnò alla madre, piena di felicità. Tutti i presenti al miracolo glorificarono Dio con queste parole: “Un grande profeta è giunto tra noi. li Signore ha voluto veramente visitare il suo popolo”. 

Gesù moltiplica i pani - Seguito da molte persone, Gesù si recò in un deserto e, vedendosi circondato da tutta quella gente, cominciò ad ammaestrarla nella fede ed a guarire gli ammalati. Calata la notte, i discepoli gli dissero che mandasse alle loro case tutte quelle persone che, in quel deserto, non avrebbero potuto trovare nulla di cui cibarsi. Gesù rispose: “Non si può mandarli via perché potrebbero sentirsi male lungo la strada. Dategli qualcosa da mangiare”. Filippo obiettò: “Non sarebbero sufficienti duecento denari di pane per distribuirne un tozzo a ciascuno”. Allora Gesù chiese ai suoi discepoli: “Quanti pani avete?”, e Andrea gli rispose: “C'è qui un ragazzo che ne ha cinque e inoltre ha due pesci; ma a che cosa possono servire per così tanta gente? ". E Gesù: "Portateli qui e fate sedere tutti sull'erba". Quando tutti furono seduti, ed erano più di cinquemila, Gesù prese i pani ed i pesci, alzò gli occhi al cielo, li benedisse e li diede agli Apostoli affinché li distribuissero. I pani ed i pesci si moltiplicarono in modo che tutti ne ebbero a sazietà. A quel miracolo tutti si stupirono e si convinsero che Gesù era veramente quel profeta che era stato annunziato nelle scritture. Molti volevano che il Salvatore fosse nominato Re, ma Gesù si ritirò e si chiuse in preghiera. Questo medesimo miracolosi ripeté ancora quando Egli nutrì altre migliaia di persone con pochi pani. 

Altre guarigioni miracolose - I medici possono a volte guarire alcune malattie con i rimedi più adatti e quindi restituire la salute a chi l'ha perduta, ma non possono farlo in un solo istante: questo può essere fatto solo da Dio, autore della vita e della morte. E' così che Gesù, vero Dio, 

poté guarire malattie incurabili e poté anche restituire la vita ai morti. A questi miracoli se ne aggiungono molti altri. 

Nella città di Sidone gli venne presentato un sordomuto affinché lo guarisse. Gesù gli toccò le orecchie e poi la lingua e, alzati gli occhi al cielo, disse: "Apritevi", e subito le orecchie sentirono e la lingua si sciolse, così che il sordomuto cominciò a parlare chiaramente. 

A Betsaida gli fu presentato un cieco al quale Gesù toccò gli occhi e le mani, facendogli ricuperare interamente la vista. In Cafarnao vi era un indemoniato il quale protestava contro di lui e Gesù pronunciò queste parole: “Taci, e lascia quest'uomo”. Il demonio, contro il quale il Salvatore aveva indirizzato quest'ordine, uscì immediatamente dal corpo dell'indemoniato. 

Sempre a Cafarnao la suocera di Pietro era tormentata da una grande febbre. Gesù le ordinò di alzarsi dal letto e subito fu guarita. 

Da ogni parte venivano a Lui infermi e indemoniati di ogni genere e tutti venivano guariti. A Cafarnao volevano condurgli davanti un paralitico e, non riuscendo a passare per la grande folla, lo calarono dal tetto della casa dove stava il Redentore. Di fronte a questo atto di fede Gesù disse al paralitico: “Figlio, ti vengono perdonati i tuoi peccati”. I Farisei, udendo queste parole, commentarono tra loro: “Costui bestemmia. Chi può perdonare i peccati se non il solo Dio!” Ma Gesù, che vedeva tutti i loro pensieri, disse: “E' più facile dire: i tuoi peccati sono perdonati o dire: alzati e cammina? lo ho il potere di rimettere i peccati e perciò posso dire anche: alzati e cammina!” E, rivolto al paralitico, aggiunse: “Alzati, prendi il tuo letto e va nella tua casa”. Al divino comando il paralitico si levò in piedi, prese il letto e ritornò alla sua casa, rendendo gloria a Dio per la grazia ricevuta. In tutte le guarigioni operate dal Salvatore, noi possiamo ammirare la grande bontà con cui guariva prima i mali dell' anima e poi quelli del corpo, insegnandoci che è necessario avere la coscienza pulita prima di rivolgersi a Dio per i nostri bisogni del corpo. 

Gesù restituisce la vista ad un cieco dalla nascita. C'era un cieco dalla nascita al quale Gesù toccò gli occhi con un po' di fango e disse: “Va' e 

lavati nella piscina di Siloè ”. Il cieco vi andò e, dopo essersi lé1vato, riacquistò la vista. Gli increduli Farisei lo chiamarono e gli dissero: “Chi ti ha guarito?” Il cieco rispose: “L'uomo chiamato Gesù mi ha guarito”. Allora i Farisei gli dissero che quell'uomo era un peccatore. A queste parole egli rispose: “Non so se Gesù sia un peccatore, ma è certo che io ero cieco e che ora ci vedo” I Farisei continuarono ad interrogarlo: “Come fece a guarirti? Ti aprì gli occhi?”; “Quell'uomo che si chiama Gesù, mi stese del fango sugli occhi e mi disse di andare a lavarmi nel Siloè. In questo modo riebbi la vista; perché continuate a chiedermelo? Volete diventare suoi discepoli anche voi?” A queste parole i Farisei si irritarono e gli dissero: “Noi seguiremo la dottrina di Mosè e non saremo mai suoi discepoli. Non sappiamo da dove sia venuto questo Gesù”. La risposta del cieco risanato fu: “E' strano che voi non sappiate la sua origine e che lui mi abbia ridonato la vista. Se il suo potere non venisse da Dio, non potrebbe fare queste cose”. Ancor più adirati i Farisei conclusero: “Tu sei un peccatore dalla nascita e osi farci da maestro!”. Dopo queste parole lo cacciarono, ma egli, incontrato Gesù, si gettò ai suoi piedi e divenne suo discepolo. 

Resurrezione di Lazzaro - Dopo la conversione di Maria Maddalena, la casa di Lazzaro era divenuta il ricovero dei predicatori del Vangelo e il Salvatore vi aveva più volte trovato ospitalità. Mentre Egli predicava al di là del fiume Giordano, vennero ad annunziargli che Lazzaro era gravemente ammalato. Gesù non poté recarsi subito da lui e, quando arrivò, Lazzaro era purtroppo già morto ed era stato seppellito. Maria Maddalena stava tristemente nella casa dove alcuni Giudei venuti da Gerusalemme cercavano di consolarla. La sorella Marta corse incontro a Gesù e gli disse piangendo: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Gesù si rattristò e chiese dove Lazzaro fosse stato sepolto, pregando di condurlo nel luogo della sepoltura. Quando fu davanti al sepolcro, Gesù era talmente commosso che cominciò a piangere, per cui i Giudei presenti dissero: “Vedete come l'amava!”, mentre altri commentavano: “Come è riuscito a ridare la vista al cieco, così. poteva fare che quest'uomo non morisse”. Allora Gesù comandò che rimuovessero la pietra tombale. Maria Maddalena gli fece notare che il corpo doveva già essere in decomposizione, ma Gesù le disse: “Non ti ho forse detto che se avrai fede vedrai la gloria di Dio?” La pietra fu tolta e Gesù, alzati gli 

occhi al cielo per ringraziare il Padre, gridò: “Lazzaro, vieni fuori!” A queste parole, Lazzaro usci dal sepolcro, ancora avvolto nel sudario. Gesù si rivolse agli apostoli dicendo che lo scoprissero e lo lasciassero andare. Così. avvenne la risurrezione di Lazzaro, il quale, dentro il sepolcro, raffigura l'uomo peccatore che può risorgere dalla morte dell' anima se risponde alla voce del Signore che gli chiede di pentirsi e lo scioglie quindi dalle sue colpe. 

CAPITOLO VI 

Le Parabole: La pecora smarrita - Il figliol prodigo - Le dieci Vergini - Il ricco Epulone 

Le parabole di Gesù sono metafore, esempi, presi direttamente dalla vita umana. Erano molto in uso presso gli antichi e specialmente presso gli Ebrei. Il Salvatore si servì spesso delle parabole per spiegare le grandi verità della fede, così come aveva predetto un profeta del Messia con queste parole: “Aprirà la sua bocca e con parabole manifesterà la sua dottrina”. 

La pecora smarrita - Gesù Cristo si intratteneva spesso con le persone ed, a volte, era loro commensale. Gli Scribi ed i Farisei non vedevano di buon occhio queste sue abitudini e mormoravano contro di lui. Per questo motivo Gesù raccontò la seguente parabola per dimostrare quanto fosse importante il ravvedimento del peccatore: è il buon pastore delle nostre anime che va in cerca del peccatore rappresentato dalla pecorella smarrita. Gesù disse: “Un pastore portò al pascolo cento pecore e, quando ritornò all'ovile, si accorse di averne soltanto novantanove. Allora egli lasciò le altre sul cammino e ritornò sui suoi passi in cerca di quella che si era allontanata dal gregge. Dopo molte ricerche la ritrovò e se la caricò sulle spalle. Giunto alla sua casa, chiamò tutti i suoi vicini. e disse loro: Rallegratevi con me, perché ho trovato la pecorella smarrita. Così io dico a voi: in cielo vi sarà più gioia per un peccatore che si sia convertito che per novantanove giusti ai quali non sia stata necessaria alcuna penitenza”. . 

Il figliol prodigo - Un'altra volta Gesù, per mostrare la benevolenza con cui la misericordia divina accoglie i peccatori penti ti, raccontò la seguente parabola: “Un padre aveva due figli ai quali non faceva mai mancare nulla. Un giorno il più giovane, mosso dal desiderio di sottrarsi all'autorità patema, gli si presentò e gli disse: Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta. Il padre, con grande amarezza, esaudì il suo desiderio ed il giovane partì dalla sua casa per trasferirsi in una località lontana, dove scialacquò ogni suo avere, dandosi al vizio. Su quella regione si abbatté una grande carestia per cui il giovane dovette cercarsi un lavoro e divenne servo di un padrone che lo mandò a sorvegliare i porci nei suoi campi. Qui l'infelice, morso dalla fame, non trovò di meglio che cibarsi delle ghiande che gli animali gli lasciavano. Ricordando la sua vita di un tempo, si lamentava dicendo: Chissà quanti servi nella casa di mio padre trovano pane in abbondanza, mentre io qui muoio di fame. Povero me, non posso continuare a vivere così! Andrò da mio padre e gli chiederò perdono! Infatti prese la strada del ritorno. Il genitore viveva afflitto dal dolore per la lontananza del figlio e, quando lo vide arrivare, gli corse incontro tutto felice e gli gettò le braccia al collo. Il figlio pentito si inginocchiò ai suoi piedi pregandolo di perdonargli il suo peccato anche se comprendeva che non era più degno di essere considerato come un figlio. Il padre lo rialzò e, rivolto ai suoi servitori, esclamò: Portate qui le migliori vesti e uccidete il vitello più grasso. Inviteremo tutti gli amici e faremo una grande festa perché questo mio figlio era morto ed ora è tornato in vita, era perduto ed ora l'ho ritrovato. . 

“Il figlio maggiore, che era sempre stato fedele al padre, stava ritornando a casa dal lavoro e sentì da lontano la musica ed i canti di voci allegre della festa; saputo che ciò avveniva per il ritorno del fratello che aveva dissipato tutti i suoi averi, si lamentò con il padre perché aveva quasi usato più benevolenza con quel disgraziato che con lui, rimasto sempre fedele ed ubbidiente. Ma il padre gli rispose: Figlio mio, tu sei sempre con me e tutto ciò che possiedo è tuo, ma è giusto che si faccia festa per il ritorno di tuo fratello, perché egli era morto ed è risuscitato, era perduto e lo abbiamo ritrovato”. 

Le Vergini sagge e le Vergini stolte - Il Salvatore, per ricordarci di essere sempre attenti verso ciò che riguarda la nostra salute eterna, raccontò 

questa parabola: “Il regno dei Cieli è simile a dieci vergini le quali, con le loro lampade, uscirono incontro alla sposa ed allo sposo. Cinque di loro erano stolte e cinque sagge. Le prime dimenticarono l'olio, mentre le altre presero l'olio con le lampade. In attesa che giungesse lo sposo, si addormentarono, ma a mezzanotte vennero svegliate dall'annuncio del suo arrivo e dall'invito di andargli incontro. Tutte si alzarono e prepararono le lampade, ma le stolte si accorsero di aver dimenticato l'olio e lo richiesero alle vergini sagge. Queste risposero: Se vi diamo una parte del nostro olio, rimarremo tutte senza; è quindi meglio che andiate a comprarlo. Mentre le vergini stolte si erano allontanate, giunse lo sposo e le vergini sagge lo accompagnarono nel luogo dove sarebbero state celebrate le nozze e la porta venne chiusa. Quando giunsero le altre, batterono alla porta, chiedendo di entrare, ma la risposta fu: In verità, noi non vi conosciamo”. 

Nelle vergini sagge sono identificati coloro che, vivendo in questo modo, si preoccupano di acquistare le virtù necessarie per entrare nel regno dei cieli e perciò saranno ricevuti alle nozze dello sposo celeste che è Gesù Cristo. Le vergini stolte impersonano quelli che si dedicano soltanto alle cose del mondo e, quando appariranno davanti a Cristo giudice, non saranno in grado dimostrare alcuna opera buona e verranno, di conseguenza, esclusi dal Paradiso. 

Il ricco Epulone - Con la parabola del ricco Epulone, il Salvatore ci insegna quale deve essere l'uso delle ricchezze: “Epulone era un uomo molto ricco, che vestiva splendidamente e che ogni giorno offriva lauti banchetti ai suoi invitati. Un pover'uomo di nome Lazzaro, tutto coperto di piaghe, giaceva presso la porta del suo palazzo ed era così affamato che avrebbe ringraziato di potersi saziare con le briciole che cadevano dalla tavola del riccone e di cui non gli era permesso cibarsi. Soltanto i cani, mossi da compassione, andavano a leccargli le ferite. Poco tempo dopo, Lazzaro morì e fu portato dagli angeli in seno ad Abramo, cioè nel luogo dove riposavano i giusti prima della venuta del Salvatore. Morì anche il ricco e la sua anima finì nel profondo dell'Inferno. Tra gli indicibili tormenti di quel luogo, Epulone ottenne dal Signore di guardare verso l'alto e vide Lazzaro nel seno di Abramo. Allora Epulone chiese la grazia di permettere a Lazzaro di portargli una goccia d'acqua per lenire l'orribile sete che lo tormentava. Abramo gli rispose che quella era la giusta pena 

per il cattivo uso che aveva fatto delle sue ricchezze. Epulone gli chiese un altro favore: Manda Lazzaro dai miei fratelli affinché cambino vita per non dover soffrire anche loro la mia pena. Rispose Abramo: Hanno Mosè e i profeti, li ascoltino. Se qualcuno dei defunti andasse da loro, pregò ancora Epulone, essi farebbero penitenza. Ma Abramo concluse: Se non credono a Mosè ed ai profeti, non crederanno neppure a chi risuscitasse da morte”. 

Quanto deve risultare infelice lo stato dei dannati, se per loro sarebbe di conforto anche solo una piccola goccia d'acqua! 

CAPITOLO VII 

Trasfigurazione di Gesù Cristo - Il Salvatore predice la sua Passione - Il Consiglio dei Farisei – Gesù entra trionfante in Gerusalemme – Gesù celebra la Pasqua con gli Apostoli - Istituzione dell'Eucaristia Gesù lava i piedi degli Apostoli - Predizione della rinnegazione di Pietro e della venuta dello Spirito Santo 

La trasfigurazione di Gesù Cristo - Il Redentore condusse un giorno Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte Tabor. Lassù, alla loro presenza, il suo volto si trasfigurò risplendendo come il sole e le sue vesti divennero candide come la neve, mentre al suo fianco apparvero Mosè ed Elia. 

A quello spettacolo Pietro disse a Gesù: “Signore, se tu vuoi, noi eleveremo in questo luogo tre tabernacoli, uno per te, uno per Mosè ed il terzo per Elia”. Ma in quel momento una nuvola luminosa li avvolse e dalla nuvola usò una voce che disse: “Questi è il mio figlio diletto in cui ho riposto il mio favore. E' lui che dovete ascoltare”. I discepoli stupefatti caddero bocconi a terra, ma Gesù li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. E gli Apostoli, alzati gli occhi, si videro davanti il loro Salvatore che, nel discendere dal monte, ordinò loro di non parlare ad alcuna persona della visione prima che Egli fosse risorto dalla morte. 

Con questo fatto, Gesù si manifesta come Figlio di Dio, Dio eterno egli medesimo, e predice che sarebbe risuscitato per virtù propria. 

Il Salvatore predice la sua Passione e la Resurrezione - In molti passi dell'antico Testamento viene predetta la passione di Gesù Cristo in modo 

così chiaro da parere che i profeti espongano un avvenimento già accaduto. Gesù Cristo medesimo, quasi all'inizio della sua predicazione, disse agli Apostoli che sarebbe andato a Gerusalemme, dove avrebbe sofferto per la persecuzione degli Anziani e degli Scribi del popolo Ebreo, i quali lo avrebbero infine fatto morire, ma che nel terzo giorno Egli sarebbe risuscitato. Più volte raccomandò agli Apostoli di non raccontare i suoi miracoli se non dopo la sua Risurrezione; un giorno disse: “Così come Giona stette tre giorni nel ventre di un pesce, io rimarrò tre giorni nel seno della terra”. E disse ancora: “Distruggete questo tempio ed in tre giorni lo riedificherò”. Il tempio era il suo corpo che doveva risorgere a vita dopo tre giorni dalla morte. 

Il Consiglio dei Farisei - Più di una volta i Farisei avevano tentato di far condannare il Salvatore alla prigione, ma questo non era stato possibile perché la sua ora non era ancora venuta. Un giorno convocarono il Consiglio per decidere il modo di metterlo a morte e Caifa, il pontefice di quell'anno, dichiarò: “E' meglio che uno muoia per il popolo, piuttosto che far perire tutta la nazione”. Ma dicendo queste parole non sapeva di dire la verità, e cioè che Gesù doveva morire per salvare il mondo. Allora diedero ordine di cercare qualcuno il quale, sapendo dove il Salvatore si trovava in quel momento, lo denunciasse per farlo catturare. Fu Giuda Iscariota il traditore del suo maestro; egli si presentò al Consiglio, chiedendo: “Quanto mi darete perché ve lo consegni?”I Principi dei Sacerdoti si rallegrarono molto per la sua offerta e gli promisero trenta denari d'argento. Giuda accettò e, perché potessero riconoscere Gesù tra i suoi discepoli, disse: “Colui che io bacerò, è l'uomo che ricercate”. Intanto aspettava il giorno del suo tradimento. 

Gesù entra trionfante in Gerusalemme - L'ingresso del Salvatore a Gerusalemme fu accompagnato da diverse circostanze che i Profeti avevano predetto e che tornarono a Sua gloria. Quando furono vicino al castello di Betfage, Gesù. disse ai suoi discepoli: “Entrate nel castello; là troverete un'asina legata e con essa il suo puledro: scioglietela e conducetela da me”. Gesù entrò così in Gerusalemme come avevano predetto i profeti con queste parole: Ecco il vostro Re che viene a voi seduto sopra il puledro di una giumenta. Quando si seppe che Gesù stava per entrare in città, molta gente usci per incontrarlo. Alcuni portavano rami 

di palme, altri spargevano fronde di alberi ed altri ancora stendevano a terra le loro vesti sul cammino dove Egli sarebbe passato. Alla sua vista tutti lanciarono grida di gioia, dicendo: “Sia benedetto il Figlio di David; benedetto Colui che viene nel nome del Signore!” Con queste parole, Cristo veniva pubblicamente riconosciuto come il vero Messia e Salvatore degli uomini. Gesù volse lo sguardo sul popolo e sulla città e, pensando alle disgrazie che la sovrastavano, esclamò: “o Gerusalemme, se tu potessi conoscere quanto ciò che oggi accadrà sarà importante per la tua salvezza! Ma in questo momento i tuoi occhi non possono vedere. Un giorno sarai circondata dall'assedio dei tuoi nemici che ti ridurranno in schiavitù, atterreranno le tue mura, uccideranno i tuoi figli e non lasceranno pietra su pietra perché non hai riconosciuto il tempo della tua visita”. 

Entrato in Gerusalemme, tutti i cittadini lo accompagnarono con grandi feste fino al tempio. Quando vi entrò, Gesù vide che in quel luogo sacro si vendeva e si comprava pubblicamente. Come già era avvenuto in precedenza, scacciò i mercanti e disse: “La mia casa è luogo di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladroni”. L'accoglienza festosa che i giovani riservarono al Salvatore riempì il cuore di Gesù, mentre destò il malanimo dei Principi e dei Sacerdoti che gli dissero: “Ascolti tu ciò che dicono questi ragazzi?” E Gesù: “Sì, ascolto, ma non avete mai letto che dalla bocca dei fanciulli esce la lode migliore? lo vi dico che se essi taceranno, grideranno le pietre”. Il Signore gradisce molto le lodi tributategli dalla gioventù. 

L'ultima Pasqua - Malgrado l'avversione degli Scribi e dei Farisei, Gesù continuava ogni giorno a predicare nel tempio, mentre pernottava in casa di Lazzaro o sul monte degli Ulivi. Quando fu prossimo il tempo nel quale doveva cominciare la sua Passione, desiderò cibarsi per l'ultima volta dell' Agnello pasquale con i suoi discepoli. Mandò allora i due Apostoli Pietro e Giovanni a Gerusalemme, affinché preparassero quanto era necessario. La sera, sedutosi a mensa, dopo aver cenato, venne colto da un grande. turbamento e disse rivolto ai suoi discepoli: “Uno di voi mi tradirà”. A queste parole, pieni di stupore e di tristezza, uno dopo l'altro domandarono con timore: “Sarò forse io, Maestro?” E Gesù disse: “Colui che metterà la sua mano sul tavolo sta per tradirmi”. A queste parole Giuda chiese: “Sono dunque io?” E Gesù: “Sei tu appunto, ma guai a colui che mi tradirà, 

meglio sarebbe per lui che non fosse nato”. Tutto questo non servì però a Giuda per farlo recedere dal suo proposito, anzi rafforzò la sua ostinazione di tradire il Maestro. 

Istituzione dell'Eucaristia - Nell'ultima cena il Salvatore donò agli uomini il più alto segno del suo amore con l'istituzione del Sacramento dell'Eucaristia. Quando la cena stava per finire, disse agli Apostoli: “Ho desiderato fortemente celebrare questa Pasqua con voi, prima di essere sottoposto al supplizio”. Prese poi il pane e rese grazie al Padre celeste, lo benedisse e lo spezzò dicendo: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo”. Quindi prese un calice, lo riempì di vino, lo benedisse e lo porse agli Apostoli, dicendo: “Bevete, perché questo è il mio sangue, il sangue che sarà sparso per voi e per la remissione dei peccati. Ogni volta che farete questo, fatelo in mia memoria”. Questa fu l'istituzione del SS. Sacramento dell'Eucaristia, nel quale il Salvatore, mediante la facoltà concessa ai sacerdoti di consacrare il pane ed il vino, dona il Suo corpo ed il Suo sangue come cibo spirituale per le nostre anime. Questo sacramento non è una semplice memoria di quanto fece Gesù, ma dà all'uomo il vero corpo ed il vero sangue che Gesù sacrificò sulla croce per l'umanità. 

Lavanda dei piedi - Terminata la sacra Cena, Gesù si alzò dalla mensa e, messa acqua in un catino, cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli. Quando arrivò a Pietro, questi gli domandò: “Tu lavi i piedi a me?” E Gesù rispose: “Sì, Pietro”. “lo non permetterò che tu compia questo atto”, protestò Pietro. Gesù replicò: “Se io non ti lavo, non avrai parte di me”. Compiuta la lavanda a tutti gli Apostoli, 

Gesù concluse: “Avete visto ciò che ho fatto. Ebbene, se io vostro maestro vi ho lavato i piedi, voi dovrete seguire il mio esempio, lavandoli l'un l'altro”. 

Con questo atto e con queste parole il Redentore ci insegna ad essere umili ed a non vergognarsi quando dobbiamo prestare qualche opera di aiuto e di carità al nostro prossimo. 

Pietro rinnega Gesù - La venuta dello Spirito Santo .- Alla fine dell'ultima cena, Gesù salutò i suoi discepoli, dicendo: “lo rimarrò ancora poco tempo con voi e desidero raccomandarvi soprattutto una cosa: che vi 

amiate tra di voi, perché così tutti capiranno che siete miei discepoli ” . A queste parole, Pietro chiese: “Signore, dove vuoi andare? lo ti seguirò in qualunque luogo, anche se ciò dovesse costarmi la vita”. Gesù rispose: “Simon Pietro, il demonio ti sta cercando. In verità io ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu per tre volte mi rinnegherai. Ma io ho pregato per te affinché la tua fede non venga a mancare e tu, quando sarai convertito, confermerai i tuoi fratelli nella fede ”. 

Gesù promise quindi che dopo la sua morte e risurrezione avrebbe mandato loro lo Spirito Santo e disse: “Se osserverete i miei comandamenti, io pregherò il Padre Celeste, il quale vi manderà lo Spirito di verità che vi insegnerà ogni cosa e vi rammenterà le mie parole. lo vi lascio e vi do la mia pace, che non è la pace del mondo”; infine Gesù rese grazie al Padre ed uscì dal cenacolo per incamminarsi verso il monte degli Ulivi, che si trovava poco lontano da Gerusalemme. 

CAPITOLO VIII 

Gesù nell'orto di Getsemani - Il tradimento di Giuda - Le percosse in casa di Caifa - Pietro rinnega Gesù - Suicidio di Giuda - Gesù davanti a Ponzio Pilato - Flagellato, coronato di spine e condannato a morte - La via del Calvario - Gesù sulla Croce - La conversione del buon ladrone - Le ultime parole di Gesù prima di spirare sulla Croce. 

Gesù nell'orto di Getsemani - Quando Gesù arrivò ai piedi del monte degli Ulivi, entrò in un orto nella valle di Getsemani con Pietro, Giacomo e Giovanni e qui giunto si fermò a pregare. Fu in quel luogo che Egli sentì tutto il peso delle miserie dell'umanità che volontariamente si era addossato. Colmo di dolore, disse ai discepoli: “La mia anima soffre una tristezza mortale. Rimanete qui e vegliate con me. ”. Poi avanzò di alcuni passi e, in ginocchio, pregò il Padre celeste con queste parole: “Padre mio, se tu vuoi, allontana da me questo calice amaro, ma si faccia la tua e non la mia volontà ”. Allora gli apparve un angelo dal cielo per confortarlo e Gesù cadde in agonia e, mentre pregava, il suo sudore divenne simile a gocce di sangue che cadevano a terra. Dopo lunga preghiera, tornò verso i 

discepoli che si erano addormentati e disse loro: “Perché dormite? Alzatevi e pregate affinché non cadiate in tentazione. ” 

Il tradimento di Giuda - Gesù continuò a pregare e per tre volte ripeté le stesse raccomandazioni ai suoi discepoli e alla fine, visto che cadevano dal sonno, disse: “Dormite pure e riposate. E' giunta l'ora in cui verrò consegnato nelle mani dei peccatori. Si avvicina chi mi tradirà”. E infatti, mentre ancora stava parlando, arrivò Giuda, uno dei Dodici, accompagnato da una turba armata di spade e di bastoni. Il traditore si avvicinò a Gesù dicendo: “Ti saluto, Maestro”, e lo baciò. Gesù gli disse: “Giuda, con un bacio tradisci il figlio di Dio?” Poi, rivolto alla turba, chiese: “Chi cercate?” Gli fu risposto: “Gesù Nazareno”. Ed Egli: “Sono io. Se cercate me, lasciate costoro in libertà”. 

Pietro, quando vide che alcuni mettevano le mani addosso al suo Maestro, sguainò la spada e con un colpo troncò di netto l'orecchio di uno degli assalitori. Allora Gesù gli disse: “Riponi la spada, perché quelli che si serviranno della spada, di spada morranno”. E toccato l'orecchio del ferito, lo risanò. Poi si volse alla turba e disse: “Siete venuti con spade e bastoni per arrestarmi, quando io ero nel tempio ogni giorno e nessuno mi ha arrestato. Dopo aver detto queste parole, si consegnò agli aggressori, i quali lo legarono e lo condussero davanti al sommo sacerdote. l discepoli, spaventati, fuggirono; soltanto Pietro seguì il suo Maestro da lontano, fino a che giunsero nell'atrio della casa di Caifa. 

Gesù in casa di Caifa - Caifa cominciò ad interrogare Gesù sulla sua dottrina e sui discepoli e la tranquilla risposta di Gesù fu che egli non aveva agito segretamente e che poteva conoscere la sua dottrina da quelli che l'avevano ascoltata. Uno dei presenti lo colpì con uno schiaffo, giudicando le sue parole una mancanza di rispetto verso il sommo sacerdote. Con grande pazienza Gesù replicò soltanto: “Se ho parlato male, dimmelo. Se ho parlato bene, perché mi batti?” Tutti gli Scribi e gli anziani, che si erano adunati in casa di Caifa, cercavano le prove per farlo condannare, ma Caifa, giudicando poco importanti le loro accuse, chiese direttamente a Gesù: “Ti scongiuro per il Dio vivo di dire se tu sei il Cristo, il figlio di Dio”. E Gesù rispose: “L'hai detto, io sono il Figlio di Dio e mi vedrete venire sulle nuvole del Cielo, seduto a destra 

dell'Onnipotente”. A queste parole Caifa, stracciandosi le vesti, gridò: “Ha bestemmiato, non c'è bisogno di testimoni!” E tutti esclamarono in coro: “E' reo di morte!” Allora gli sputarono in volto e venne sottoposto a insulti d'ogni genere, finché gli bendarono gli occhi e poi si divertirono a percuoterlo, domandandogli: “Cristo, indovina chi ti ha battuto?” 

Pietro rinnega Gesù - il suicidio di Giuda - Pietro aveva seguito il Maestro fino alla casa di Caifa e fu qui che lo rinnegò tre volte per timore di subire la medesima condanna. Asserì di non conoscerlo neppure, ma si rammentò di quanto Gesù gli aveva predetto e, quando sentì il gallo cantare, piangendo calde lacrime, si pentì amaramente per la sua dimostrazione di viltà. 

Anche Giuda ebbe rimorso del suo tradimento ed il mattino dopo, quando seppe che il divino Maestro era stato condannato a morte, si recò dai principi della Sinagoga e, presentando il denaro ricevuto per la sua delazione, disse: “Ho peccato perché ho tradito il sangue di un Giusto”, Ma i sacerdoti lo scacciarono con queste parole: “Che importa a noi? Queste son cose tue”. Allora Giuda, gettate le monete d'argento nel tempio, fuggì da quel luogo e andò ad impiccarsi ad un albero con una corda. 

Gesù davanti a Ponzio Pilato - Caifa aveva pronunziato la sentenza di morte contro Gesù, ma la condanna non poteva essere eseguita senza la conferma di Ponzio Pilato, governatore romano della Giudea che deteneva il potere della giustizia suprema. Gesù venne quindi condotto alla sua presenza con l'accusa da parte degli Ebrei di aver sollevato il popolo, impedendo di pagare i tributi all'imperatore e pretendendo di essere il Re degli Ebrei. Pilato interrogò allora Gesù: “Sei tu il re dei Giudei?” E Gesù assentì, aggiungendo però subito: “Il mio regno non è di questo mondo perché io non ricevo autorità dagli uomini, né il mio regno è uguale a quelli della terra”. Pilato non comprese bene queste parole e chiese ancora: “Allora tu sei il Re?”: E Gesù: “Lo hai detto perché io sono venuto al mondo per rendere testimonianza della verità”. Pilato gli domandò: “Che cosa è la verità?” Ma, senza attendere risposta, voltosi agli accusatori, dichiarò che egli non trovava alcun motivo per condannarlo a morte e dispose che Gesù venisse mandato da Erode Antipa. 

Erode, quando vide Gesù, si rallegrò molto perché sperava che operasse in sua presenza qualche miracolo. Gli fece molte domande alle quali Gesù non diede mai alcuna risposta. Allora Erode lo fece vestire di bianco, come venivano vestiti i pazzi, e lo rimandò a Pilato. Questi, avendo riconosciuto la sua innocenza, convocò i sacerdoti ed il popolo e dichiarò che lo avrebbe liberato. Era costume che per la festa della Pasqua venisse condonata la pena ad un condannato a morte e Pilato propose che Gesù venisse graziato, ma il popolo, aizzato dai Sacerdoti e dai Farisei, chiese la liberazione di Barabba, un assassino che attendeva di essere giustiziato. Allora Pilato disse: “Che dovrò fare di Gesù Nazareno?” Il popolo rispose: “Sia crocifisso” 

Gesù viene flagellato, coronato di spine e condannato a morte - Gesù venne consegnato ai soldati, spogliato delle vesti e flagellato tanto che, come aveva predetto Isaia, il suo corpo era diventato una sola piaga da capo a piedi. Poi, per schernirlo come Re, gli posero in capo una corona di spine e lo coprirono con uno straccio color porpora. Postagli in mano una canna, lo sbeffeggiavano inginocchiandosi davanti a lui e dicendo gli: “Ti saluto, Re dei Giudei”. Venne quindi ricondotto a Ponzio Pilato che lo mostrò al popolo dicendo: “Ecco l'uomo!”, pensando che il popolo ne avrebbe avuto pietà, ma tutti gridarono: “Sia crocifisso, sia crocifisso!” 

“Volete dunque che io crocifigga il vostro Re?”, chiese Pilato. Risposero: “Noi non abbiamo altro Re che Cesare”. “Allora prendetelo e fatene ciò che volete,” disse il romano, “perché io non trovo il lui alcuna colpa”. Ma il popolo, sempre più inferocito, gridò: “Noi non abbiamo il potere di uccidere nessuno, ma secondo la legge egli deve morire e se tu lo liberi, sei nemico di Cesare perché costui si è ribellato a Cesare”. Pilato, temendo che il tumulto crescesse e visti vani i suoi sforzi, fece portare un catino pieno d'acqua e, davanti a tutto il popolo, si lavò deliberatamente le mani, esclamando: “Io sono innocente del sangue di questo uomo giusto, pensateci voi”. E tutto il popolo replicò: “Il sangue suo ricada su noi e sui nostri figli”. Gesù venne così lasciato in balia dei suoi carnefici i quali, dopo averlo straziato, gli misero sulle spalle una croce. 

La via del Calvario - Usciti dalla città si diressero verso il Calvario ed in questo doloroso viaggio Gesù, sfinito per il sangue sparso, cadde più volte 

sotto la croce. Temendo che potesse morire prima di giungere sul luogo della crocifissione, i carnefici costrinsero un uomo di Cirene, chiamato Simone, ad aiutarlo a portare la croce. Durante il duro cammino, Gesù incontrò alcune donne misericordiose che piangevano nel vederlo ingiustamente condannato e disse loro: “Non piangete per me, ma per i vostri figli perché verrà il giorno in cui si dirà: beate quelle che non hanno prole. E aggiungeranno: cadete su di noi, o monti, e copriteci”. Con queste parole il Salvatore accennava alle terribili sventure che avrebbero colpito gli Ebrei con la rovina di Gerusalemme. 

Gesù crocifisso - La conversione del Buon Ladrone. Sulla cima del monte Calvario, Gesù venne spogliato, disteso sopra la croce e confitto nel legno con chiodi alle mani ed ai piedi. Quindi venne issato fra due ladroni anche loro crocifissi. Mentre pendeva da quell'orribile patibolo, venne insultato, deriso e bestemmiato. Avrebbe potuto con una sola parola sterminare tutti quegli schernitori, ma non fece altro che rivolgersi al Suo Padre Celeste, pregando per i suoi carnefici con queste parole: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Uno dei due ladroni bestemmiava contro di lui, ma l'altro lo rimproverò dicendo: “Anche tu non temi Iddio? Noi siamo stati puniti per i nostri misfatti, ma quest'uomo è innocente”. E, pentito per il male commesso, si rivolse a Gesù, pregandolo di ricordarsi di lui quando fosse giunto nel suo regno; ed il Redentore gli rispose: “In verità ti dico che oggi tu sarai con me in Paradiso”. 

Nel frattempo i soldati si erano divisi le vesti di Gesù ed ora tirarono a sorte la sua tunica. Così si avverò la profezia di David che, parlando del Salvatore, aveva detto: “Si divideranno le sue vesti e tireranno a sorte la sua tunica” . 

Ultime parole di Gesù prima di spirare sulla Croce Ai piedi della croce vi erano la madre di Gesù, Maria, Maria Maddalena, Maria, figlia di Cleofe e l'apostolo Giovanni. Gesù rimirò sua madre dall'alto e, volgendo gli occhi verso Giovanni, le disse: “Donna, ecco tuo figlio”. Poi, rivolto all'apostolo prediletto, soggiunse: “Ecco tua madre”. A mezzogiorno il sole si oscurò e le tenebre coprirono tutta la terra. All'ora nona uno dei presenti inzuppò una spugna di aceto e gliela avvicinò alle labbra. Alla fine Gesù gridò a voce alta: “Tutto è finito!” E quindi proferì le sue ultime parole: 

“Padre, nelle tue mani raccomando il mio spirito”. A questo punto Gesù piegò il capo e spirò. 

Il Divino Salvatore patì e sparse il suo sangue per tutta l'umanità e noi dobbiamo amarlo con tutto il cuore ed osservare a costo di qualsiasi sacrificio i suoi santi precetti. 

CAPITOLO IX 

Carità di Gesù - Miracoli avvenuti dopo la sua morte - Deposizione di Gesù nel Sepolcro - La Resurrezione - L'apparizione a Maria Maddalena - I discepoli di Emmaus 

Carità di Gesù - Fra le molte virtù che il Redentore mostrò luminosamente durante la sua Passione, deve essere messa in rilievo la grandezza d'animo con cui sopportò ogni sofferenza senza un lamento ed il costante amore che dimostrò verso i peccatori. Giuda lo tradì e venne accolto come amico, Pietro lo rinnegò e Gesù lo perdonò subito. Battuto dai suoi carnefici e diventato una sola piaga, Egli tace. Inchiodato sulla croce, insultato, schernito, Gesù prega il Padre Celeste affinché perdoni i suoi torturatori. Un assassino pentito gli domanda perdono ed Egli gli promette il Paradiso. E' la carità di Dio che deve incitare tutti i Cristiani a patire in Suo nome e a perdonare le offese ricevute. 

Miracoli avvenuti dopo la morte di Gesù - Tutta la natura sembrò partecipare al dolore per la morte di Gesù: le tenebre coprirono la terra, il sipario che separava l'altare dal resto del tempio si squarciò, la terra tremò e si spaccarono le rocce, molte tombe si spalancarono e molti corpi di uomini santi risorsero a nuova vita. Gli stessi soldati romani, presi dallo spavento, esclamavano: “Quest'uomo era veramente il Figlio di Dio!” Alla vista di tutti questi avvenimenti, quelli che erano presenti ritornavano alle loro case battendosi il petto per il dolore. 

Gesù nel Sepolcro - Secondo la legge ebraica, nel giorno del sabato non si dovevano lasciare corpi di condannati a morte sulla croce; per tale ragione vennero spezzate le gambe ai due ladroni perché morissero più presto e venissero subito sepolti. Gesù era già morto e, per accertarsene, venne trafitto con una lancia al costato dal quale. uscirono sangue ed acqua. Allora Giuseppe d'Arimatea, discepolo di Gesù, si recò da Ponzio Pilato e ne richiese il corpo per dargli sepoltura. Avutone il permesso, Giuseppe assieme a Nicodemo, altro discepolo di Gesù, calò il corpo dalla croce, lo unse, lo imbalsamò e lo avvolse in un lenzuolo. 

Il Salvatore venne posto in un sepolcro nuovo scavato nella roccia, che venne chiuso con una grossa pietra. 

I Sacerdoti ed i Farisei si ricordarono che Gesù aveva predetto che, dopo tre giorni dalla sua morte, sarebbe re suscitato e si recarono da Ponzio Pilato perché facesse sorvegliare attentamente il luogo della sepoltura. Pilato rispose: “Avete dei soldati; fatelo custodire come volete”. Allora la pietra del sepolcro venne sigillata e venne istituito un servizio di guardia, affinché nessuno potesse dissotterrare il corpo di Gesù e poi dire che era resuscitato. 

Resurrezione di Gesù Cristo - I profeti avevano predetto che il Messia sarebbe resuscitato gloriosamente dopo essere stato messo a morte dai suoi connazionali. E questo avvenne puntualmente. Per tre giorni rimase nel sepolcro, ma la mattina del terzo giorno si udì il frastuono di un grande terremoto. Il Salvatore usò dal sepolcro con il volto più risplendente della folgore e con le vesti più bianche della neve. I soldati di guardia, atterriti da quel prodigio, fuggirono e riferirono poi ai Sacerdoti quanto avevano veduto Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salomè, venute presso il sepolcro, lo videro aperto perché un angelo, sceso dal Cielo, aveva tolto la pietra che lo copriva e vi stava seduto sopra. Maddalena corse subito via, per dame avviso ai discepoli, mentre le altre donne entrarono nel monumento funebre. Mentre guardavano attorno, apparvero due Angeli dagli abiti risplendenti e dissero loro: “Non temete! Voi cercate Gesù Nazareno che è stato crocifisso; ebbene, Egli non è qui perché è resuscitato. Andate dai suoi discepoli e annunziatelo a Pietro”. Le donne, con grandi manifestazioni di gioia, corsero a darne notizia agli Apostoli. 

Gesù appare alla Maddalena - Maria Maddalena, dopo aver informato gli Apostoli che il corpo di Gesù non si trovava più nel sepolcro, vi tornava piangendo, ignara di quanto era successo. Chinatasi per guardare dentro al sepolcro, vide due Angeli che le dissero: “Donna, perché piangi?” Maria Maddalena rispose: “Perché cerco il mio Signore e non so dove abbiano messo il suo corpo”. Detto questo si volse e vide Gesù, ma non lo riconobbe. Gesù le chiese: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, scambiandolo per il guardiano del cimitero, rispose che cercava Gesù e lo pregò di dirle dove era il suo corpo. Allora Gesù la chiamò per nome, Maria Maddalena lo riconobbe e, piena di meraviglia, esclamò: “Maestro!” chinandosi per baciargli i piedi. Gesù allora le comandò di andare a dame notizia agli Apostoli. 

I discepoli di Emmaus - Nella sera di quello stesso giorno, Gesù apparve anche a due discepoli che stavano recandosi al villaggio di Emmaus, ma non si fece riconoscere e, camminando assieme a loro, domandò perché fossero così afflitti. Uno dei due rispose: “Devi essere uno straniero venuto da poco se non sai quanto è avvenuto a Gerusalemme”. E raccontò la condanna e la crocifissione di Gesù Nazareno. “Noi speravamo,” aggiunse, “che fosse venuto per salvare Israele, ma è già il terzo giorno da quando sono successi questi avvenimenti; però alcune donne hanno riferito che egli è resuscitato”. Allora Gesù, sempre nelle vesti di uno sconosciuto, li rimproverò, dicendo: “Perché non volete credere a ciò che è stato detto dai profeti?” E, spiegando le Sacre Scritture, dimostrò che era stato profetizzato che Gesù doveva subire tutti quei patimenti per entrare nella sua gloria. Avvicinandosi al villaggio di Emmaus, Gesù finse di voler proseguire ma i due discepoli gli dissero di restare con loro perché la notte era ormai vicina. Gesù acconsenti e, quando furono a cena, prese il pane e lo spezzò dopo averlo benedetto, distribuendolo quindi ai suoi commensali che, per questo atto, aprirono finalmente gli occhi e lo riconobbero. Ma Gesù scomparve immediatamente. 

CAPITOLO X 

Gesù si manifesta agli Apostoli - La confessione dei peccati - Il dubbio di S. Tommaso La pesca miracolosa - S. Pietro capo della Chiesa - Missione degli Apostoli - L'Ascensione al Cielo 

Gesù si manifesta agli Apostoli - La confessione dei peccati - Gli Apostoli sapevano ormai che Gesù era risorto, ma non lo avevano ancora visto e, pieni di timore, discutevano a porte chiuse con altri discepoli quando ad un tratto il Salvatore apparve tra loro, dicendo: “La pace sia con voi; sono io, non temete”. Malgrado queste parole gli Apostoli si spaventarono, credendo di vedere un fantasma. Ma Gesù soggiunse: “Perché avete timore e dubitate? Guardate le mie mani ed i miei piedi; toccate e sentite che ho carne ed ossa, cose che i fantasmi non hanno”. Poi chiese se avessero da mangiare e gli Apostoli gli portarono un po' di pesce e un favo di miele. Quando Gesù ebbe mangiato per dimostrare ancor meglio la sua resurrezione, prese gli avanzi del pasto e li distribuì a tutti, dicendo: “lo ho ogni potere in Cielo ed in terra e come il Padre Celeste mandò me, così io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo: a coloro ai quali perdonerete i peccati, saranno perdonati, mentre coloro che non riceveranno il perdono non verranno assolti”. Con queste parole Gesù confermava l'Istituzione del Sacramento della Penitenza. Il sacerdote non può infatti assolvere il peccatore se prima questi non ha dichiarato le colpe che ha commesso. 

Il dubbio di S. Tommaso - L'Apostolo Tommaso non era presente all'apparizione di Gesù e non voleva credere a quanto gli venne narrato dagli altri Apostoli, protestando che non avrebbe creduto fino a che non avesse toccato con le sue mani le piaghe del divino Maestro. Otto giorni dopo gli Apostoli si riunirono nuovamente nello stesso luogo e questa volta era presente anche Tommaso. Gesù ritornò in mezzo a loro e rivolto a quest'ultimo gli disse: “Metti il tuo dito nelle mie piaghe e la mano sul mio costato, così non sarai più incredulo”. Tommaso si gettò immediatamente ai suoi piedi esclamando: “Signore mio, Dio mio!”. E Gesù “Tu hai creduto, Tommaso, perché hai visto con i tuo occhi; beati coloro che crederanno senza vedere”. 

La pesca miracolosa - Dopo la resurrezione, Gesù apparve diverse volte agli Apostoli. Un giorno Pietro, Tommaso, Giacomo e Giovanni andarono a pescare sul lago di Tiberiade; salirono sulla barca, ma in tutta la notte non presero nulla. Allo spuntar del giorno apparve sulla riva Gesù, che non si fece riconoscere e chiese se avessero qualche pesce da mangiare. Gli risposero che erano tornati a mani vuote e allora Gesù disse loro: “Gettate la vostra rete a destra della barca e ne troverete”. Così fecero e la loro pesca fu così abbondante che la rete minacciava di rompersi. Giovanni, allora, disse a Pietro: “E' il Signore”. E tutti accorsero verso di lui per adorarlo. 

Pietro capo supremo della Chiesa - Quando Gesù aveva predetto a Pietro che sarebbe stato da lui rinnegato, gli aveva però anche manifestato la sua volontà che egli divenisse capo della sua Chiesa. “Ho pregato per te, Pietro, gli aveva detto, “affinché la tua fede non venga mai meno e quando ti sarai ripreso dalla tua caduta, sarai tu che dovrai confermare i tuoi fratelli nella fede”. Con tali parole il Salvatore lo aveva assicurato che il suo insegnamento sarebbe stato infallibile e che a lui ed ai suoi successori era dato l'incarico di confermare gli altri Apostoli ed i loro successori nella fede. Questa autorità suprema venne riconfermata da Gesù dopo la pesca miracolosa. Infatti Gesù disse tre volte a Pietro: “Simone, mi ami tu?” E Pietro, altrettante volte, rispose: “Tu sai bene quanto ti amo”. Allora Gesù: “Se mi ami, pasci le mie pecorelle, pasci i miei agnelli”. Il “pascolo” è la parola di Dio e gli agnelli sono i fedeli, coloro che seguono la fede ed il bene spirituale dei cristiani. 

Missione degli Apostoli - Ascensione di Gesù Cristo - Il tempo in cui il Divino Salvatore doveva salire al Cielo si avvicinava, per cui Egli continuò il suo insegnamento agli Apostoli per confermarli nella fede. Tra l'altro disse loro: “Oggi a me è dato ogni potere in Cielo ed in terra: perciò andate e ammaestrate tutte le genti, battezzandole in nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo: insegnate loro ciò che avete imparato da me ed io sarò con voi ogni giorno fino alla fine del mondo”. 

Un'altra volta disse: “Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; chi non crederà, sarà condannato. lo manderò a voi lo Spirito Consolatore che vi ho 

promesso. Voi intanto rimarrete a Gerusalemme fino a quando non avrete ricevuto i suoi doni celesti”. 

Quindi Gesù condusse gli Apostoli sul monte degli Ulivi, stese le mani su di loro e li benedisse. Mentre compiva questo gesto si sollevò in alto fino a che venne circondato da una nuvola luminosa che lo sottrasse alla loro vista. Gli Apostoli guardavano ancora verso l'alto quando apparvero due Angeli, i quali dissero: “Uomini di Galilea, perché guardate il Cielo? Gesù, che ora avete visto ascendere, ritornerà un giorno sulle nuvole, pieno di maestà”. Con queste parole alludevano alla seconda venuta di Cristo il giorno del giudizio universale. 

CAPITOLO XI 

Gli Apostoli nel Cenacolo - La discesa dello Spirito Santo - Le prime predicazioni di S. Pietro - Vita dei primi Cristiani - Persecuzione di Gerusalemme - Il martirio di S. Stefano - Pietro liberato 

Gli Apostoli nel Cenacolo - Dopo che il Salvatore fu salito in cielo, gli Apostoli ritornarono a Gerusalemme e si ritirarono nel Cenacolo dove solevano radunarsi. Si raccolsero in preghiera con Maria Santissima ed altri centoventi discepoli, in attesa della venuta dello Spirito Santo che era stata preannunziata da Gesù. In quell'occasione, Pietro esercitò il primo atto di suprema autorità di capo della Chiesa. Si rivolse infatti ai presenti e disse: “Fratelli miei, è necessario che si adempia il presagio dello Spirito Santo nei confronti di Giuda, il quale fu colui che guidò i torturatori che posero Gesù sulla croce. Egli tradì il suo divino Maestro ed ebbe la punizione per la sua scelleratezza: ma poiché fu predetto che un altro debba subentrargli nell'apostolato, è necessario che venga eletto uno di coloro che stette con noi durante tutto il tempo nel quale il Signore visse tra noi”. 

Vennero presentati due uomini, conosciuti da tutti per la loro virtù e santità, Barnaba e Mattia. Dopo aver pregato il Signore perché facesse conoscere quale dei due dovesse essere scelto come Apostolo, tirarono a 

sorte e la fortuna cadde sopra Mattia, il quale venne così annoverato tra i dodici Apostoli. 

Prime predicazioni di S. Pietro - Molti Giudei erano accorsi a Gerusalemme per celebrare la Pentecoste e S. Pietro, come principe degli Apostoli e capo della Chiesa, si mise subito a predicare il Vangelo e far conoscere il grande prodigio della resurrezione di Gesù. Le parole di S. Pietro riempivano tutti di grande meraviglia perché, pur appartenendo a nazioni di lingue diverse, ognuno lo udiva parlare nella lingua del proprio paese. Quel primo discorso, benedetto dalla grazia del Signore, convertì oltre tremila persone. Verso sera S. Pietro, in compagnia di S. Giovanni, si recò al tempio dove incontrò un povero zoppo il quale, ogni giorno, si faceva trasportare in quel luogo per chiedere l'elemosina. Alla sua richiesta, Pietro gli disse: “Io non possiedo oro o argento, ma ti do ciò che posso: nel nome di Gesù, alzati e cammina”. Lo zoppo si alzò e, con enorme gioia, cominciò a camminare. Dopo questo avvenimento, Pietro predicò per la seconda volta, convertendo a Gesù altre cinquemila persone. In tal modo la Chiesa di Cristo, in pochi giorni, riunì attorno a sé oltre ottomila fedeli. 

Vita dei primi Cristiani - I primi fedeli di Cristo vivevano strettamente uniti tra loro e, come dicono le Sante Scritture, formavano un cuore ed un' anima sola. Tutti coloro che possedevano case e terreni, le vendevano e portavano il ricavato agli Apostoli affinché fosse distribuito a quelli che non possedevano nulla. Erano sempre attenti ad ascoltare la parola di Dio, a pregare ed a partecipare alla Santa Eucaristia. Uomini che prima vivevano in modo intemperante, dediti al vizio, all' avarizia, alla voluttà, ora, illuminati dalla verità del Vangelo e confortati dalla grazia di Dio, erano divenuti umili e mansueti, casti e distaccati dai beni della terra, pronti a sacrificarsi nel nome di Gesù Cristo. 

Persecuzione di Gerusalemme - Al principio della predicazione, gli Apostoli incontrarono gravi ostacoli, specialmente da parte degli Ebrei. Mentre il popolo si convertiva alla fede di Cristo, i principi della sinagoga mossero nei loro confronti un'accanita persecuzione. Dopo aver cercato di confutare la dottrina predicata dagli Apostoli, si studiarono di farli incarcerare e sottoporli a torture. Ma ottennero un effetto contrario, perché 

quei coraggiosi seguaci di Gesù si mostrarono pieni di gioia per essere giudicati degni di patire per amore del loro Divino Maestro e pareva, anzi, che i tormenti ai quali venivano sottoposti fornissero loro maggiore coraggio e determinazione. 

Martirio di S. Stefano - S. Pietro liberato - Prima vittima di questa persecuzione e primo martire della fede cristiana fu Santo Stefano. Era stato ordinato diacono dagli Apostoli con altri sei cristiani particolarmente devoti, affinché avessero cura dei poveri e distribuissero la Santa Eucaristia. Pareva il più zelante di tutti e perciò gli Ebrei decisero di eliminarlo. Dopo una discussione pubblica nella quale vennero umiliati da Stefano, lo trascinarono fuori dalla città e lo uccisero a colpi di pietra. Stefano è chiamato il protomartire, cioè il primo dei martiri che si sono sacrificati per amore di Gesù Cristo. 

Poco tempo dopo, l'Apostolo S. Giacomo Maggiore venne ucciso per ordine del re Erode, il quale, vedendo che gli Ebrei approvavano la persecuzione dei Cristiani, fece imprigionare S. Pietro per condannarlo a morte. Ma un Angelo, inviato da Dio, lo liberò miracolosamente durante la notte che precedeva il supplizio. 

CAPITOLO XII 

La conversione di San Paolo - Il Centurione abbraccia la Fede - Simon Mago 

La conversione di San Paolo - La persecuzione di Gerusalemme si attenuò per la morte spaventosa del re Erode e per la conversione di uno dei più duri oppressori dei Cristiani. Saulo, che divenne poi San Paolo, era nativo di Tarso, capitale della Cilicia, ed i suoi genitori erano Ebrei della tribù di Beniamino. Mente sagace, di carattere intraprendente, Saulo era stato mandato a Gerusalemme per studiare legge da un certo Gamaliele, di credenza Fariseo. Era stato tra quelli che avevano partecipato alla lapidazione di Santo Stefano ed era ben presto divenuto uno dei principali persecutori dei Cristiani, ottenendo l'autorità di recarsi a cercarli fino alla città di Damasco per trascinarli in catene a Gerusalemme. Mentre si 

avviava, a cavallo, alla volta di quella città, venne d'un tratto circondato da una fulgida luce ed udì una voce ultraterrena che gli disse: “Saulo, perché mi perseguiti?”. Colpito da quelle parole come da un fulmine, Saulo cadde a terra e, con voce tremante, interrogò: “Chi siete voi, Signore?” La voce proseguì: “Io sono Gesù Nazareno e tu, perseguitando i miei discepoli, perseguiti me stesso”. “Che cosa volete che io faccia?”, chiese Saulo. “Alzati,” ordinò la voce, “entra nella città di Damasco e qui ti verrà indicato ciò che devi fare”. 

Allora Saulo si alzò da terra, aprì gli occhi e si avvide di essere diventato cieco. Fu costretto quindi a farsi accompagnare dai suoi compagni fino a Damasco. 

Giunto in città ricevette il battesimo. dal discepolo Anania e gli cadde il velo dagli occhi, per cui riacquistò subito la vista. Da quel momento Saulo divenne Paolo, il più zelante predicatore del Vangelo. Quelli che avevano conosciuto la sua spietatezza verso i Cristiani, si meravigliarono di quel cambiamento, ma Paolo non si interessò ai loro commenti e si dedicò interamente alla predicazione delle Sacre Scritture, provando che Gesù Cristo era il messia predetto dai Profeti, inviato da Dio per salvare gli uomini. 

La conversione del centurione Cornelio - Fino a questo momento erano stati soltanto gli Ebrei ad abbracciare la fede cristiana, ma Dio voleva che tutte le nazioni conoscessero la vera religione e cominciò ad effondere le sue benedizioni sopra la famiglia di un centurione romano, Cornelio. Egli viveva in Cesarea, città vicina al mare; era amato da tutti per la sua onestà, temeva Dio, era caritatevole e dedito alla preghiera. Un giorno gli apparve un angelo che gli disse: “Le tue preghiere e le tue elemosine sono giunte fino al trono di Dio. Ora manda qualcuno a cercare un certo Simone, detto Pietro, nella città di Joppe. Egli ti mostrerà ciò che dovrai fare per essere salvo”. Udito questo discorso, Cornelio mandò tre servi a Joppe. Quando questi erano ormai vicini alla città, Dio fece conoscere con misteriosa visione a Pietro che non soltanto gli Ebrei, ma pure i Gentili dovevano essere chiamati alla conoscenza del Vangelo, per cui il Santo Apostolo partì immediatamente in loro compagnia. Cornelio aveva raccolto nella sua casa parenti ed amici per fare accoglienza al Santo Apostolo e appena lo 

vide, si inginocchiò umilmente. Pietro lo rialzò ed entrò nella casa dove cominciò ad istruire tutti i presenti. Anche in questa occasione, come già era avvenuto a Gerusalemme, lo Spirito Santo scese sopra gli ascoltatori e comunicò loro il dono della conoscenza delle lingue. Tutti vennero così battezzati e furono i primi Gentili che abbracciarono la fede cristiana. 

Simon Mago - Fin dai primi tempi della Chiesa sorsero uomini che diffusero errori contro il Vangelo. Il primo fu un certo Simone della città di Gitone, soprannominato il Mago per la sua abilità nell'illusionismo con il quale ingannava le persone. Egli si presentò a Pietro affinché gli vendesse per denaro la virtù di operare miracoli, come l’Apostolo aveva dimostrato di saper fare. 

Naturalmente ciò gli fu negato con orrore, per cui Simone dichiarò la sua inimicizia verso i cristiani e finché visse operò in ogni modo per opporsi alla fede. Andò anche a Roma per ingannare quel popolo ancora immerso nell'idolatria e, per dimostrare di avere dalla sua parte la potenza di Dio, propose di fare un volo fino alle nubi in presenza di Nerone e di tutto il popolo. A forza di incantesimi riuscì a sollevarsi a grande altezza, ma la preghiera di San Pietro e San Paolo tolse ogni forza ai demoni che le sostenevano ed il misero Simone cadde a terra, rimanendovi sfracellato. 

CAPITOLO XIII 

Divisione degli Apostoli - I libri del Nuovo Testamento - I miracoli di S. Pietro - Il Concilio di Gerusalemme - La persecuzione di Nerone - Il martirio di S. Pietro e di S. Paolo 

Divisione degli Apostoli - In un primo tempo gli Apostoli si erano stabiliti nella Giudea, ma quando seppero che Dio voleva far conoscere il Vangelo a tutte le nazioni, si separarono per recare la parola di Gesù ai diversi popoli della terra. San Pietro, dopo aver vissuto tre anni a Gerusalemme, si stabilì in Antiochia, dove i seguaci di Cristo presero il nome di Cristiani. Successivamente predicò in Siria e dopo sette anni si recò a Roma. San Paolo svolse la sua predicazione in Arabia, in Asia Minore, in Macedonia 

ed in Grecia, infine raggiunse S. Pietro nella capitale dell'impero romano. S. Tommaso predicò in India, mentre S. Giovanni Evangelista si fermò specialmente in Asia Minore. S. Andrea predicò tra gli Sciti e fu coronato martire a Patrasso, città della Grecia. S. Filippo fu in Asia; S. Bartolomeo in Armenia; S. Matteo in Arabia ed in Persia; S. Giacomo Maggiore in Spagna; S. Giuda in Arabia e S. Mattia in Etiopia. In meno di trent'anni dalla prima predicazione da parte di S. Pietro, il Vangelo fu conosciuto in tutte le parti del mondo. 

I libri del Nuovo Testamento - Gesù Cristo predicò a viva voce la sua dottrina e non lasciò alcuno scritto di ciò che aveva detto ed insegnato. Questo compito venne assunto, circa otto anni dopo dalla sua morte, dall'Apostolo Matteo che fu seguito successivamente da altri discepoli di Gesù, i quali scrissero alcuni libri che, presi assieme, costituiscono il volume che noi chiamiamo NUOVO TESTAMENTO. Questi scritti sono i quattro Vangeli di S. Matteo, S. Marco, S. Luca e S. Giovanni, gli Atti degli Apostoli, 14 lettere di S. Paolo, due di S. Pietro, una di S. Giacomo, una di S. Giuda, tre di S. Giovanni e l'Apocalisse sempre di S. Giovanni. Tutti questi libri furono ispirati da Dio, tuttavia non contengono tutte le verità insegnate da Gesù Cristo, né le contengono in modo palese. 

Le altre verità furono tramandate dagli Apostoli ai loro successori come sacro deposito. Perciò, quando la Chiesa propone un dogma, lo ricava dalla Sacra Scrittura e dalla tradizione e questo dogma è nuovo per quanto riguarda l'obbligo di crederlo, ma è allo stesso tempo antico quanto Gesù Cristo e i suoi Apostoli. Tale è per esempio il dogma dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine e quello dell'infallibilità del Pontefice romano. 

Miracoli di S. Pietro - I miracoli erano i mezzi principali con cui gli Apostoli dimostravano la divinità della loro dottrina e convincevano i popoli a ricevere la religione di Cristo. S. Pietro operò miracoli che non si leggono neppure nella vita del Salvatore. A lui veniva portata una moltitudine di storpi, ciechi, sordi e malati d'ogni sorta; venivano portati distesi sui letti sulle piazze e sulle strade dove egli transitava, affinché almeno la sua ombra li sfiorasse e ciò bastava per guarirli. 

Fra gli altri è da commentare il miracolo operato nella città di Joppe quando l'Apostolo fece risorgere una donna chiamata Tabita, comunemente detta Madre dei poveri. Quando ella morì, i suoi beneficati, inconsolabili, mandarono a chiamare S. Pietro perché operasse il miracolo. Egli accondiscese e giunto alla casa della defunta, fu accolto dai derelitti, i quali lo circondarono mostrandogli i diversi oggetti con i quali la loro benefattrice aveva alleviato la loro povertà. Pietro pianse con loro e dopo essersi rivolto a Dio, si avvicinò al cadavere e disse: “Tabita, alzati!”. Subito la donna aprì gli occhi e si mise a sedere. La notizia di quel miracolo sorprendente fece convertire quasi tutti i cittadini alla fede. 

Il Concilio di Gerusalemme - Dal tempo degli Apostoli si ricorreva al capo della Chiesa, indicato da Gesù Cristo, quando si dovevano discutere questioni della religione. Quando tali problemi assumevano particolare importanza, San Pietro soleva radunare gli altri Apostoli e Vescovi per meglio interpretare la volontà del Signore. Gli Apostoli si riunirono tre volte a Gerusalemme: la prima volta per eleggere San Mattia al posto del traditore Giuda; la seconda per la consacrazione dei sette diaconi e la terza, che venne chiamata più propriamente Concilio, per determinare se si dovessero mantenere in vigore alcuni riti della legge di Mosè, quali la circoncisione e l'astinenza da certi cibi. La questione fu particolarmente dibattuta ad Antiochia da dove S. Paolo e Barnaba furono mandati a Gerusalemme per consultare S. Pietro. Questi convocò gli altri Apostoli e quei pastori che avevano maggiore esperienza nel sacro ministero. Come Principe degli Apostoli e vicario di Gesù Cristo, Pietro fu il capo del Concilio, propose la questione, presentò gli argomenti sui quali si doveva discutere e, udito il parere di tutti gli altri Apostoli, pronunziò la sua sentenza. Venne quindi emanato un decreto da pubblicare per i fedeli nel quale si diceva: “Piace allo Spirito Santo ed a noi di non obbligarci se non in quelle cose che giudichiamo ancora necessarie e cioè che i fedeli si astengano dal cibarsi delle carni sacrificate agli idoli e del sangue degli animali soffocati e si astengano dalla fornicazione”. Quest'ultimo peccato è già proibito dal sesto precetto del decalogo e quindi non era necessario rinnovarne la proibizione, ma si giudicò bene proibirlo ancora in quanto i Gentili convertiti alla fede non lo consideravano un peccato. Dopo queste decisioni cessò l'uso della circoncisione e molte altre osservanze dell'antica legge mosaica. 

Persecuzione di Nerone - E' caratteristico della religione cristiana essere avversata e combattuta, ma uscire sempre vittoriosa perché Dio la assiste e la proteggerà fino al termine dei secoli. La religione quindi non ha da temere le persecuzioni, ma solo gli uomini che vengono messi nel grave pericolo di subirne le violenze. La persecuzione più sanguinosa è reputata quella diretta da Nerone. Quest'imperatore, che la storia chiama “carnefice del genere umano”, aveva incendiato la città di Roma e ciò aveva causato l'indignazione del popolo romano, per cui egli addossò la colpa ai cristiani. Lo scopo di Nerone era quello di distruggere la nuova religione che minacciava il suo potere assoluto e, per ottenere il suo scopo, impiegò i mezzi più atroci. Molti cristiani perirono nei giochi del Circo, dove venivano dati in pasto alle belve, crocifissi e dati alle fiamme per servire come fiaccole durante notte. 

Martirio di San Pietro e di San Paolo - Fu durante questa persecuzione che i due principi degli Apostoli, San Pietro e San Paolo, coronarono il loro apostolato con palma del martirio. Vennero dapprima imprigionati ambedue nel carcere Mamertino, ai piedi del Campidoglio. San Pietro fu condannato alla crocifissione e, per umiltà, chiese di essere crocifisso con il capo all'ingiù. Nel medesimo giorno San Paolo venne condotto a tre miglia da Roma in un luogo chiamato Acque Salvie e qui venne decapitato (anno 67). 

Ma l'ira del Signore non tardò a colpire l'autore di tanta ferocia. il popolo romano si rivoltò contro l'imperatore che dovette fuggire e finì con il darsi volontariamente la morte (anno 68). 

CAPITOLO XIV 

Profezia su Gerusalemme - Segni che ne precedettero la rovina - Eccidio della città e dispersione degli Ebrei 

Profezia su Gerusalemme - Il deicidio è il più grave dei delitti e come tale Dio lo punì con il più tremendo dei castighi. Lo stesso Salvatore aveva predetto che gli Ebrei, come punizione del loro crimine, avrebbero visto la loro città assediata e sarebbero stati ridotti in tale miseria da chiamare 

fortunate quelle donne che non avessero avuto figli; che quel popolo, reo del deicidio, sarebbe andato disperso in ogni parte del mondo, senza un capo, senza sacerdoti, senza un tempio. E che lo stesso tempio del quale prima Dio si era compiaciuto, sarebbe stato distrutto. Tutti questi mali dovevano accadere prima che scomparisse l'attuale generazione. 

Segni che precedettero la rovina di Gerusalemme. Prima che si verificassero queste predizioni, Dio, nella sua infinita bontà, volle ancora ammonire gli Ebrei inviando molti segni che annunciavano la punizione della città. Nel giorno della Pentecoste fu udita una voce nel tempio che, senza che fosse possibile individuare da dove provenisse, incitava a fuggire con queste parole: “Usciamo di qui! Usciamo di qui!” Un uomo chiamato Anano venne dalla campagna ed, entrato in città, cominciò a gridare: “Guai al tempio, guai a Gerusalemme; voce dall'Oriente, voce dall'Occidente, voce dei quattro venti: guai al tempio, guai a Gerusalemme!” Preso, venne messo in prigione e picchiato, ma continuò a ripetere il suo lamento fino a che, dopo aver esclamato: “Guai a me stesso!” venne colpito da una pietra sul capo e morì. Una notte apparve attorno al tempio e all'altare una luce così viva che risplendette per mezz'ora come fosse mezzogiorno. Una porta di bronzo del tempio, tanto pesante che per aprirla occorrevano venti uomini, si spalancò da sola. Alcuni giorni dopo si videro nell'aria eserciti schierati che cingevano d'assedio la città. Apparve in cielo una cometa che vomitava fiamme come fossero fulmini ed una stella dalla forma di spada rimase sospesa per un anno con la punta rivolta verso Gerusalemme. Tali furono i segni prodigiosi che giorno e notte annunziavano al popolo la sua imminente rovina. 

Eccidio della città e dispersione degli Ebrei - Malgrado tutti questi terribili segni premonitori, nessuno tra gli Ebrei pensava di invocare la misericordia del Signore. Un grande esercito romano, prima guidato dall'imperatore Vespasiano e poi dal figlio Tito, circondò la città. Erano, senza saperlo, gli strumenti dell'ira divina che dovevano cooperare affinché si verificasse quello che era stato predetto riguardo alla distruzione degli Ebrei. 

Tutte le uscite della città vennero chiuse. Era l'epoca delle solennità pasquali e a Gerusalemme era convenuta una grande moltitudine di Giudei per cui la scarsezza del cibo si fece presto sentire. Gli abitanti furono costretti a cibarsi di qualsiasi alimento e si sottraevano l'un l'altro le cose più schifose per poter acquietare la terribile fame. Per avere un'idea degli eccessi cui furono ridotti dalla miseria, basti il racconto di ciò che avvenne ad una madre. Impazzita per la fame, calpestò i diritti della natura e aggredì un innocente fanciullo, dicendo: “Per quale fine devo conservarti? Per soffrire mille orrori ed un'indegna schiavitù prima di morire?” Con queste parole lo uccise e si saziò con le sue carni. 

Tito penetrò nella città e diede l'assalto al tempio, appiccando il fuoco alle porte. Non era sua intenzione distruggere tutto il fabbricato, ma un soldato romano gettò un tizzone ardente nella parte interna del tempio, il fuoco si dilatò e si sparse ovunque per cui, a dispetto degli sforzi di Tito per arrestare l'incendio, tutta la costruzione venne distrutta dalle fiamme. I soldati trucidarono quanti caddero nelle loro mani e misero a ferro e fuoco tutta la città. 

Si avverarono in questo modo le sciagure predette dal divino Salvatore a Gerusalemme. Lo stesso imperatore Tito affermò che il successo dell'impresa non era merito suo, ma si doveva soltanto all'ira divina. Nell'eccidio di Gerusalemme morirono un milione e centomila abitanti. I sopravvissuti andarono dispersi per tutto il mondo, condannati da Dio ad errare senza capi e senza altari in mezzo a nazioni straniere fino alla fine dei secoli, quando anche loro apriranno gli occhi e riconosceranno il vero Dio in Colui che crocifissero.

 


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