In Brasile, con i più poveri - Diario do Brasil 1

 

del 17 aprile 2013

 

Un orfanotrofio come casa

 

18 marzo 2013

 

Ciao a tutti. Oggi vi racconto la storia di tre sorelle (le più piccole della famiglia, hanno altre 3 sorelle più grandi), Mayara di 11 anni, Nayara di 9 e Kerly di 7. Incredibilmente, per questi luoghi, sono figlie dello stesso padre e della stessa madre. Ma genitore di sangue non significa genitore di cuore. Il padre infatti non vive con loro da 6 anni, vive per le strade e ogni tanto tornava ubriaco e violento per chiedere denaro per comprarsi da bere. Da 4 anni anche la madre di queste piccole non è più in casa, ma in carcere, per non so bene quale motivo. So solamente che ci dovrà rimanere ancora per altri 5 anni. Quindi potete immaginare la situazione: le tre bambine, che già vivevano nell'indigenza, si sono ritrovate senza genitori già in tenera età e sono state affidate ad un orfanotrofio della città.

Nella foto con me vedete Nayara; sono bambine normali, all'apparenza anche vestite decentemente, ma quello che avrebbero da raccontare in pochi anni della loro vita potrebbe riempire un libro intero. Hanno visto il padre ubriaco, violento con la mamma e con la figlia maggiore (16 anni, già madre di un bambino di un anno), hanno visto portarsi via da sotto gli occhi la mamma, quando la Policia Federal è entrata in casa loro e l'ha arrestata davanti a loro (geniali a volte le forze dell'ordine...del disordine direi). Dicevo, sono bambine normali, con i loro sogni e, nonostante tutto, con speranza per il loro futuro. Aspettano che la mamma ritorni, l'orfanotrofio non fa mancare il necessario, ma la famiglia è un'altra cosa. Hanno bisogno di tanto affetto e ascolto, cosa che qui al Parque trovano. Ma si vede lontano chilometri nei loro occhi, che sono impaurite, perse, tristi. Qui cerchiamo di far ritrovare loro il sorriso, lo scorso dicembre sono state battezzate tutte e tre ed ora stanno facendo la catechesi per la prima comunione. So benissimo che leggere queste cose può lasciare anche indifferenti, ma auguro a tutti di poter vedere con i propri occhi certe esperienze. Papa Francesco ci invita ad essere Chiesa povera per i poveri, con i poveri...quello che ho scelto di essere nella mia vita e che ora il nostro Santo Padre sta riconfermando con forza.

 

Dio lo benedica e benedica i nostri poveri!

Um abraço! Pe. Roberto

 

Beto Carrero per i più piccoli!

 

 

11 aprile 2013

 

Ieri, mercoledì 10 aprile, era in programma a Beto Carrero (il Gardaland del Brasile, che dista appena 20 chilometri da Itajai) la Giornata dell'Allegria. Si tratta di una giornata organizzata dai padroni di Beto Carrero in favore di tutte le opere sociali dello Stato di Santa Catarina. 5000 bambini e ragazzini con i loro educatori, invitati al Parco Divertimenti più grande del Sud America, gratuitamente, con anche il dono di un pranzo a base di hamburgher. Potete immaginare l'ansia dei nostri bambini e ragazzi nei giorni passati, chiedendo quante ore di viaggio ci volevano, se si sarebbe andati a piedi o in bicicletta, se c'erano i gabinetti lì dentro, se si poteva giocare a ping pong.

Ma un altro avvenimento ci ha tenuti con il fiato sospeso fino a ieri mattina: la pioggia che ha colpito la città e la sua periferia continuava a cadere anche ieri mattina. Si vedeva qualche sprazzo di chiaro, ma poi ritornava a piovere....le famiglie di diversi bambini, che avevano subito danni in casa e non potevano portare i loro piccoli a piedi a causa dell'acqua nelle strade, telefonavano già dalle 5.30 del mattino per sapere come fare: i loro figli erano in lacrime, volevano andare a Beto Carrero (poteva essere la loro unica volta nella loro infanzia e giovinezza). Abbiamo deciso alle 7.00 che saremmo andati comunque, intensificando le nostre preghiere e chiedendo l'aiuto a Don Bosco.

Tutti gli educatori con le loro auto e noi salesiani, siamo partiti e siamo andati in diversi quartieri della città, dove l'acqua era più alta, per prendere i bambini bloccati e portarli al Parque. Non vi dico i loro volti quando ci hanno visti arrivare, quasi non ci credevano, si sono sentiti importanti, scendendo da quei viottoli di terra imbevuta d'acqua, perchè qualcuno li ha voluti con loro quel giorno. Siamo partiti in 400 alle 9.30 del mattino. Lungo la strada ha continuato a piovere e di finestrini si potevano notare i danni provocati dall'acqua. Ma arrivato dopo un'ora di viaggio (traffico bloccato, acqua nella strada, un camion di latte rovesciato sul lato) a Beto Carrero, la pioggia ha cessato di cadere....Divisi in 40 gruppi tutti i bambini e ragazzi sono partiti per divertirsi con le giostre, le attrazioni e le meraviglie di quel mondo per molti di loro sconosciuto. Non ha più piovuto, anzi a mezzogiorno è venuto fuori il sole che ci ha accompagnato a sprazzi durante il pomeriggio...e pensare che a Itajai ha continuato a piovere fino a sera. Grazie don Bosco per questo dono grande.

 

Pe. Roberto

 

 

La pioggia può far piangere.

 

10 aprile 2013

 

Durante la giornata di ieri e durante tutta la scorsa notte ha ricominciato a piovere forte, fortissimo. Zone già colpite dall'acqua nella nostra città, sono cadute in ginocchio di fronte all'esondazione dell'Itajai e dei suoi affluenti. Famiglie che stavano tentando di salvare il salvabile dopo la prima inondazione, si sono ritrovate con più di un metro di acqua in casa... e con l'acqua il fango, la sporcizia, ratti e immondizie.

Una scuola, la cui direttrice era venuta a chiedere aiuto al Parque pochi giorni fa, dopo essere finita sott'acqua la notte tra il 4 e il 5, e dopo aver trovato da noi e da altre istituzioni banchi e sedie nuovi, ha subito una nuova inondazione tutto è stato rovinato di nuovo. Qui al Parque non è entrata acqua nelle sale come la settimana scorsa, ma il tetto della palestrina ha ceduto in 3 punti, come il tetto del cortile coperto.

Un bel pasticcio quando piove far giocare i bambini. Ma la speranza non manca, la fiducia nel Buon Dio e in tanti amici ci da gioia, nonostante le tante difficoltà. E grazie a chi già ci ha aiutati finora! La stagione delle piogge speriamo sia alla fine perchè siamo davvero stanchi di tanta acqua. Ecco alcune foto della città e dei sobborghi più colpiti.

 

Um abraço. Pe. Roberto

 

P.S.: Ora c'è una nuova possibilità, più semplice e sicura per aiutarci. Abbiamo aperto un conto della Comunità Salesiana Sao Joao Bosco, del Parque Dom Bosco; ogni offerta sarà usata per le attività e le riforme del Parque. Gli estremi del conto sono i seguenti:

 

SICREDI (il nome della banca)

BANCO: 748

AGENCIA: 2606

NUMERO DI CONTO: 50584-6

 

 

don Roberto Cappelletti

 

 

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