I Rettori Maggiori a Torino

del 25 gennaio 2018

Questa memoria rievoca una storia passata gioiosa e insieme dolorosa eal tempo stesso, proietta in avanti verso un futuro di speranza. È la storia meravigliosa di una fecondità...

 

È stata completata nella cripta della basilica di Maria Ausiliatrice a Torino la collocazione dei resti mortali dei Successori di Don Bosco, per favorire il ricordo e la preghiera per i Rettori Maggiori che hanno perseguito nel tempo con fedeltà e impegno il sogno di Don Bosco.

Il significato di tale iniziativa risiede innanzitutto nel ruolo che il Rettor Maggiore occupa nella Congregazione e nella Famiglia Salesiana, di cui è centro di comunione carismatica e apostolica. Come ricorda la Carta d’identità carismatica della Famiglia Salesiana: “A lui (al Rettor Maggiore) tutti riconoscono un triplice ministero di unità: Successore di Don Bosco, Padre comune, centro di unità dell’intera Famiglia… Per questa sua missione avverte il dovere di offrire gli orientamenti necessari per assicurare la fecondità del carisma in ogni Gruppo della Famiglia. Con l’esempio e il magistero tesse la trama dell’unità ed assicura, nella varietà delle vocazioni specifiche, la fedeltà allo spirito e il coordinamento di alcune iniziative. Esercita tale ministero con la paternità che fu propria di Don Bosco: un atteggiamento che richiede comprensione e bontà, attenzione alla crescita di ciascuno, guida nella fedeltà carismatica, impegno per la fecondità della vocazione salesiana in tutte le sue espressioni, proprio come lasciò scritto Don Bosco: ‘Il vostro Rettore avrà cura di voi e della vostra eterna salvezza’”.

Il vedere riuniti insieme i Rettor Maggiori che si sono succeduti nel tempo è ripercorrere una storia che ci riporta alle origini del carisma salesiano e ci mostra come nel succedersi dei tempi e delle generazioni c’è un filo rosso di fedeltà e di creatività. L’avvicendarsi di volti, di nomi, di date è inoltre un forte stimolo a fare memoria di una storia che tocca già tre secoli. Come ho già avuto modo di ricordare: “Non si tratta di un culto alla persona”, ma un segno di affetto, di riconoscenza e di consapevolezza per l’opera compiuta dai Rettori Maggiori defunti. La preghiera di suffragio, dinnanzi a tali tombe, diviene pertanto impegno a coltivare il senso di appartenenza e di unità all’eredità carismatica che essi hanno testimoniato nel loro ministero di Successori di Don Bosco.

È inoltre doveroso sottolineare che i loculi dei Rettor Maggiori sono custoditi in un posto speciale: la cappella delle reliquie, uno dei luoghi più suggestivi della spiritualità salesiana. Si tratta di un luogo santo che ci rimanda agli inizi dell’oratorio di Don Bosco, al prato Filippi, alle visioni attraverso le quali la Madonna indicava al Santo dei Giovani la sua missione apostolica; inoltre le numerose reliquie di santi e beati qui conservate ripropongono tutta la storia della Chiesa con la sua variegata testimonianza di santità.

Questo significa come anche la memoria dei Rettor Maggiori è un invito ed uno stimolo a quella chiamata alla santità che animò tutta l’opera evangelizzatrice di don Bosco. In tale prospettiva è importante ricordare che due dei suoi successori, don Michele Rua e don Filippo Rinaldi, sono beati.

Questa memoria rievoca una storia passata gioiosa e insieme dolorosa eal tempo stesso, proietta in avanti verso un futuro di speranza. È la storia meravigliosa di una fecondità che continua e stimola a dare risposte adeguate alle esigenze educative dei ragazzi e dei giovani di oggi, con proposte di formazione integrale perché siano nella società e nella Chiesa di oggi: “buoni cristiani e onesti cittadini”. A noi custodire e far crescere questa eredità spirituale ed educativa lasciataci da Don Bosco e sviluppata dai suoi successori.

 

Con affetto, Ángel Fernández Artime, sdb

Rettor Maggiore

 

Don Angel Fernandez Artime

http://www.infoans.org

 

 

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