
«Scomunica per chi uccide» Durissimo intervento di mons. Bregantini, vescovo di Locri: una lettera alla diocesi e che invita i parroci a leggere domenica 2 aprile durante le celebrazioni domenicali. Facendo riferimento ai numerosi avvenimenti in cui si è «violata la sacralità della vita», in forme diverse, ma tutte «ugualmente e gravemente feroci» mons. Bregantini sottolinea che «tutto questo ci coinvolge, in profondo dolore». «Quella stessa scomunica che la Chiesa lancia contro chi pratica l’aborto, è ora doveroso, purtroppo, lanciarla contro coloro che fanno abortire la vita dei nostri giovani, uccidendo e sparando, e delle nostre terre, avvelenando i nostri campi». Grande la solidarietà alla testimonianza e all’impegno del vescovo e dei giovani contro la prepotenza della ‘ndrangheta.
«Condanno nel più forte dei modi questa ripetuta violazione della santità della vita» nella Locride. «La condanno con la scomunica. Quella stessa scomunica che Lo scrive mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace, in una lettera alla diocesi e che invita i parroci a leggere domenica 2 aprile durante le celebrazioni domenicali. Facendo riferimento ai numerosi avvenimenti in cui si è «violata la sacralità della vita», in forme diverse, ma tutte «ugualmente e gravemente feroci» mons. Bregantini sottolinea che «tutto questo ci coinvolge, in profondo dolore». Per questo è necessario «risvegliare le nostre coscienze, perché mai si lascino abituare al male, ma sempre possano attivare le necessarie forme di reazione, nella logica della Pasqua anche con le tante lacrime versate in questi giorni». «VOI DISTRUGGETE MA NOI ENTRO PASQUA RICOSTRUIAMO» . E' questo il messaggio che DOLORE E CONSOLAZIONE. L’attentato alle serre è avvenuto pochi giorni dopo l’omicidio di un giovane calciatore della squadra locale, Enzo Cotroneo, del ferimento di un agente di un periodico locale e dell’arresto dei presunti autori dell’omicidio di Francesco Fortugno, ucciso il16 ottobre scorso. «Condanna e dolore» per le vicende che in questi giorni hanno riguardato «Dopo la morte violenta del giovane calciatore», scrive in una nota il presule, «ora gli atti di intimidazione che hanno il terribile intento di scoraggiare chi vuole il bene e si è impegnato, con fecondi risultati, a creare tante occasioni di lavoro, in una terra avara di speranza e di futuro». UNA STRATEGIA MORTALE. Condanna è stata espressa anche dal Consorzio sociale “Goel” che ribadisce la volontà di non mollare e di continuare nell’opera intrapresa. «Ormai è evidente», affermano, «che Goel e tutti i suoi soci sono divenuti una grande e scomoda anomalia nel territorio. La gente ci apprezza e ci segue e le forze sane della Calabria cominciano a pensare che forse è veramente possibile cambiare. Noi siamo decisi a non fuggire continueremo a difendere e presidiare la nostra terra per lasciarla migliore ai nostri figli». UN BENE COMUNE. Accanto a loro si è schierata gran parte della società civile, le istituzioni, Il Mo.Vi Calabria chiede che le istituzioni calabresi si accollino l’onere del danno subito dalla Cooperativa il cui impegno, scrive il presidente Giovanni Serra, «è un bene comune e il danno ingente subito è un danno prodotto a tutti noi». Disponibilità a ogni aiuto è stata dimostrata anche dalla Compagnia delle Opere calabrese per far ripartire immediatamente l’azienda. Chiarezza su quanto avvenuto chiede, invece, Silvana Pollichieni, presidente dell’Ufficio di pastorale del lavoro della diocesi di Locri-Gerace, mentre condanna l’accaduto, ma nello stesso tempo incoraggia i soci della Cooperativa a proseguire nella strada intrapresa l’avvocato Mariolina Spadaro a nome dei giuristi cattolici della Calabria: «Questa ci sembra la sola risposta veramente efficace di fronte ad atti tanto ignobili e di inqualificabile arroganza e prepotenza». «Come Azione cattolica italiana», si legge in una nota della presidenza nazionale, «esprimiamo tutta la nostra solidarietà al vescovo e alle persone che lavoravano nella cooperativa “Valle del Bonamico”, così come ci sentiamo vicini alle popolazioni di questa regione impegnate a dire concretamente che è possibile uno sviluppo diverso, solidale; che è possibile il riscatto di questa terra segnata da troppi anni di violenze». Richiamando un documento della Delegazione regionale dell’Ac della Calabria in cui si afferma: «Se la ‘ndrangheta ha colpito questo tipo di realtà, vuol dire che oltre all’opera della magistratura e delle forze dell’ordine, sta avendo efficacia l’opera educativa e formativa di altre realtà come GIOC: OGNI GIOVANE LAVORATORE «VALE PIÙ DI TUTTO LO SPORCO ORO DELLA ‘NDRANGHETA». Così
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