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Apertura archivi vaticani su Pio XII tra un anno

del 05 marzo 2019

Papa Francesco: «Questa figura è stata già indagata e studiata in tanti suoi aspetti, a volte discussa e perfino criticata. Oggi essa è opportunamente rivalutata e anzi posta nella giusta luce per le sue poliedriche qualità...»

 

Gli storici lo attendevano da tempo. L’annuncio di papa Francesco è arrivato lunedì mattina durante l’udienza agli officiali dell’Archivio Segreto Vaticano. Il 2 marzo 2020, tra un anno, saranno aperti gli archivi vaticani per il pontificato di Pio XII, a 81 anni esatti dall’elezione al Soglio di Pietro di Eugenio Pacelli avvenuta il 2 marzo del 1939.

Pio XII, ricorda Francesco, «si trovò a condurre la barca di Pietro in un momento fra i più tristi e bui del secolo Ventesimo, agitato e in tanta parte squarciato dall’ultimo conflitto mondiale, con il conseguente periodo di riassetto delle Nazioni e la ricostruzione post-bellica». Questa figura, ha aggiunto il Papa, «è stata già indagata e studiata in tanti suoi aspetti, a volte discussa e perfino criticata (si direbbe con qualche pregiudizio o esagerazione). Oggi essa è opportunamente rivalutata e anzi posta nella giusta luce per le sue poliedriche qualità: pastorali, anzitutto, ma anche teologiche, ascetiche, diplomatiche».

Il Pontefice ha spiegato che la decisione sulla documentazione, già resa “consultabile” in parte dalla “fiducia” di Paolo VI e Giovanni Paolo II, è stata presa, dopo aver sentito il parere dei suoi più stretti collaboratori, «con animo sereno e fiducioso». «La seria e obiettiva ricerca storica», ha proseguito Bergoglio, «saprà valutare nella sua giusta luce, con appropriata critica, momenti di esaltazione di quel Pontefice e, senza dubbio anche momenti di gravi difficoltà, di tormentate decisioni, di umana e cristiana prudenza, che a taluni poterono apparire reticenza, e che invece furono tentativi, umanamente anche molto combattuti, per tenere accesa, nei periodi di più fitto buio e di crudeltà, la fiammella delle iniziative umanitarie, della nascosta ma attiva diplomazia, della speranza in possibili buone aperture dei cuori».

Il Papa si è detto sicuro dell’adeguata lettura di tale “patrimonio documentario”: «La Chiesa non ha paura della storia, anzi, la ama, e vorrebbe amarla di più e meglio, come la ama Dio!». Poi ha ringraziato per il lavoro «di inventariazione e preparazione della corposa documentazione» al riguardo, iniziato nel 2006 per «desiderio» di Benedetto XVI: «Questo costante e non lieve impegno, vostro e dei vostri colleghi, mi permette oggi, in ricordo di quella significativa ricorrenza, di annunciare la mia decisione di aprire alla consultazione dei ricercatori la documentazione archivistica attinente al Pontificato di Pio XII, sino alla sua morte, avvenuta a Castel Gandolfo il 9 ottobre 1958».

 

«L’APERTURA DEGLI ARCHIVI MOSTRERÀ A TUTTI LA GRANDEZZA DI PIO XII»

Dopo l’annuncio del Papa, è il Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano, monsignor Sergio Pagano, in un articolo sull’Osservatore Romano, a illustrare nel dettaglio la decisione di aprire gli archivi: «La rilevante iniziativa di papa Francesco», scrive Pagano, «ha alle spalle un lungo periodo di preparazione, durante il quale gli archivisti dell’Archivio Segreto Vaticano e i loro colleghi di altri archivi vaticani hanno compiuto un paziente lavoro di ordinamento, di censimento e di inventariazione dei moltissimi fondi e documenti».

Il Prefetto ricorda che nel 2004 Giovanni Paolo II aveva già reso disponibile ai ricercatori l’ampio fondo dell’Ufficio Vaticano Informazioni per i prigionieri di guerra (1939-1947) dell’Archivio Vaticano, «composto da 2.349 unità archivistiche, suddivise in 556 buste, 108 registri e 1.685 scatole di documentazione, con uno schedario alfabetico, che ammonta a circa 2 milioni e 100.000 schede nominative, relative ai militari e ai civili prigionieri, dispersi o internati, dei quali si cercavano notizie. Un fondo subito indagato e ancora oggi molto richiesto da privati studiosi o parenti dei defunti prigionieri».

Al momento dell’apertura dell'Archivio del pontificato di Pio XI (1922-1939), avvenuta nel 2006 per volere di Benedetto XVI, «già si lavorava per la progressiva preparazione del materiale documentario di Pio XII, che non pochi studiosi richiedevano con sempre maggiore insistenza». La mole di lavoro «era certamente pesante» e il lavoro si è protratto fino ad oggi. In seguito alla decisione di papa Francesco «verranno aperti - spiega il Prefetto Pagano - fino all'ottobre del 1958, l’Archivio Segreto Vaticano, l’Archivio Storico della Sezione dei Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, l’Archivio Storico della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’Archivio Storico della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, l’Archivio Storico della Congregazione per le Chiese Orientali, l’Archivio della Fabbrica di San Pietro e, secondo modalità e forme di accesso differenti, anche altri Archivi Storici di Congregazioni, Dicasteri, Uffici e Tribunali, a discrezione dei relativi superiori».

Monsignor Pagano è convinto che «su quel triste, anzi terribile scenario sia prima dell’ultima guerra, sia durante il suo tragico svolgimento, sia dopo di essa, spicca con connotati propri la grande figura di Pio XII, troppo superficialmente giudicata e criticata per alcuni aspetti del suo pontificato, che ora, grazie anche alla recente apertura voluta con fiducia da papa Francesco, penso possa trovare fra gli storici chi la sappia indagare, ormai senza pregiudizi, ma con l’ausilio anche dei nuovi documenti, in tutta la sua realistica portata e ricchezza».

 

«SI FACCIA CHIAREZZA SUL RUOLO DI PIO XII DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE»

Sulla decisione del Papa, è intervenuta anche la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei) Noemi Di Segni: «Accogliamo con grande apprezzamento la decisione di papa Bergoglio di aprire l'archivio segreto relativo alla figura di Pio XII», ha scritto in una nota. «È positivo che si voglia fare questa apertura, perché darà modo a tutti coloro che si occupano di ricerca di accedere a materiale d'interesse inedito per poter ricostruire con ancor più chiarezza la posizione della Chiesa anche nel periodo della Shoah».

«L'augurio e la speranza ora», ha detto la presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello «è che si faccia chiarezza sul ruolo avuto da Pio XII nel periodo della Seconda Guerra Mondiale».

Sulla decisione del Papa è stata commentata anche dallo storico della Chiesa Alberto Melloni: «La storia», ha detto in un’intervista all’Ansa, «si occupa di storia, la leggenda nera è una leggenda, ci sono state polemiche attorno a fatti e ad azioni che sono parte di una storia. Ma il lavoro fatto è stato serio poi ci sono stati ciarlatani difensori e ciarlatani accusatori, non meritavano né l'uno né l'altro». La notizia dell'apertura degli archivi, ha spiegato Melloni, «era da lungo attesa perché la decisione di aprire i documenti relativi a papa Pacelli, era stata presa in qualche modo già nel 2007. Il cardinale Jean Louis Tauran che era Bibliotecario della vaticana diceva che andava fatta ma c'era il problema non piccolo della quantità di carte per cui doveva essere fatta la schedatura. Si chiude credo, con questa apertura, l'idea che fosse possibile cercare delle carte d'archivio che servissero per un processo o di canonizzazione o di dannazione di Pacelli. Tempo fa», ha ricordato, «quando la polemica su Pio XII riesplose con gli ebrei, c'era una commissione mista che domandava pezzi singoli, una cosa senza senso, non sono riusciti a fare niente. Chi conosce gli archivi vaticani sa che sono molto complessi e la ricostruzione dell'iter delle decisioni fa venire alla luce la complessità della macchina curiale, in cui ci sono spinte e controspinte, intuizioni e cose perdute».

 

Antonio Sanfrancesco

http://www.famigliacristiana.it

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