Ad amare ci si prepara

del 20 giugno 2018

L’amore si costruisce sin da oggi, ancor prima di aver incontrato quel lui con cui condividerai ogni giorno della tua vita. Ad amare si impara. All’amore ci si prepara...

 

Petto in fuori, pancia in dentro. Tacchi a spillo e gonna ultimo grido. Forme suadenti e sagome avvenenti. Bastano questi ingredienti per trovare l’uomo giusto e costruire con lui qualcosa di duraturo?

Nel tempo in cui attendevo e pregavo che il Signore mandasse lo sposo che aveva scelto per me mi ritrovai a meditare il Libro di Rut. Il cammino della Fraternità di Emmaus mi stava insegnando l’ascolto quotidiano della Parola e mi imbattei in quel racconto. Avevo conosciuto quel Libro ad Assisi, ma poi l’avevo accantonato. Quel giorno lo lessi tutto d’un fiato. Ero colpita dalla bellezza di questa donna, commossa quasi.

Rut, non abbandona la suocera Noemi, una donna ormai sola, destinata ad una vita di stenti. Sceglie di abbandonare la sua terra per partire con lei. Sceglie la fedeltà. È generosa, tenace, intelligente. È una donna che si dona. A Betlemme spigolerà nei campi (cioè a raccogliere ciò che rimane del raccolto) per far mangiare lei e Noemi. Sarà proprio in questo gesto di estrema umiltà e generosità che Booz, il proprietario del campo, la noterà e si innamorerà di lei. Rut è una donna capace di amare.

Nel Libro è contenuto il segreto per costruire una storia d’amore sana e matura. Rut non si fa notare per la sua appariscenza o bellezza esteriore. Non si fa notare per la sua intelligenza o per il suo modo di parlare. Rut si fa notare perché si spende in modo maturo. Si spende con amore per le situazioni di necessità. Perché sa amare. L’amore non si nutre solo di emozioni, di sensazioni, di istinti. Non bastano. Tutto ciò può finire. Il sacrificio è la misura del nostro amore.

Rut non salva il mondo, non vuole cambiare le persone, non vuole dare qualcosa di sé, ma si mette al servizio. I suoi occhi ed il suo cuore sono rivolti verso l’alto. Questo fa innamorare. Questo è il presupposto indispensabile per un amore maturo.

L’avevo intuito quando mi sono innamorata di mio marito. Vedevo in Pasquale questa bellezza: la capacità di amare in maniera gratuita. Non ne avevo fatto esperienza prima, eppure lo sentivo, semplicemente scrutando i suoi occhi durante le lunghe chiacchierate di maggio in cui ci davamo appuntamento per recitare il Rosario in una stradina dell’Abatese in cui troneggiava la Vergine Maria. La quotidianità vissuta accanto a lui mi ha presentato un uomo umile, capace di donarsi. La gratuità è realmente l’ingrediente segreto dell’amore. La gratuità è un’arte che va praticata ed esercitata in ogni aspetto della nostra vita.

Nella gratuità l’uomo saprà amare per l’eternità; una donna, invece, saprà donare tutto di sé. Rut insegna la vera bellezza. Ad una donna mostra la strada da seguire per non fare l’errore di essere un’anfora vuota, e ad un uomo mostra che anfore troppo piene di sé non avranno spazio per contenere l’amore. Siate anfore bellissime piene di Dio.

L’amore si costruisce sin da oggi, ancor prima di aver incontrato quel lui con cui condividerai ogni giorno della tua vita. Ad amare si impara. All’amore ci si prepara. Sì al tacco e trucco, sì al petto in fuori e pancia in dentro, ma la miglior crema che dona bellezza è la preghiera che riempie il cuore di Dio.

 

Lucia Odierna

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