23 febbraio giornata di preghiera e digiuno per la pace

del 05 febbraio 2018

Venerdì della Prima Settimana di Quaresima la Giornata indetta dal Papa verrà offerta in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan...

 

Papa Francesco all’Angelus, riferendosi al Vangelo di Marco che mette in risalto “il rapporto tra l’attività taumaturgica di Gesù e il risveglio della fede”, ha sottolineato che “la guarigione del corpo mira alla guarigione del cuore”. “Una volta liberati dalle strette del male e riacquistate le proprie forze in seguito all’intervento di Gesù” – ha affermato Francesco – bisogna mettersi “al servizio del Signore”. "Gesù - ha aggiunto - non è venuto a portare la salvezza in un laboratorio; non fa la predica di laboratorio, staccato dalla gente: è in mezzo alla folla! In mezzo al popolo!". E l’annuncio del Regno di Dio da parte di Gesù - ha spiegato - "ritrova il suo luogo più proprio nella strada". "La strada come luogo del lieto annuncio del Vangelo - ha osservato il Papa - pone la missione della Chiesa sotto il segno dell’andare”, del movimento e mai della staticità.

Dopo la preghiera mariana, ricordando “il tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo”, il Pontefice ha esortato ad aderire ad una “speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima”. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune. “Il nostro Padre celeste – ha detto il Santo Padre - ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, risana i cuori affranti e fascia le loro ferite”.

Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: “Che cosa posso fare io per la pace?”. Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!

Il pensiero del Santo Padre è andato anche alle popolazioni del Madagascar: desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni del Madagascar, recentemente colpite da un forte ciclone, che ha causato vittime, sfollati e ingenti danni. Il Signore le conforti e le sostenga.

Papa Francesco ha inoltre ricordato che è stato proclamato Beato il giovane Teresio Olivelli, ucciso per la sua fede cristiana nel 1945 nel lager di Hersbruck: egli ha dato testimonianza a Cristo nell’amore verso i più deboli e si unisce alla lunga schiera dei martiri del secolo scorso. Il suo eroico sacrificio sia seme di speranza e di fraternità soprattutto per i giovani.

Ricordando che domenica si celebra in Italia la Giornata per la Vita, il Papa ha espresso infine “apprezzamento e incoraggiamento alle diverse realtà ecclesiali che in tanti modi promuovono e sostengono la vita, in particolare il Movimento per la Vita”. Salutando gli esponenti di queste realtà, "non tanto numerosi", il Papa ha infine aggiunto: e questo mi preoccupa; non sono tanti quelli che lottano per la vita in un mondo dove ogni giorno si fanno più armi, ogni giorno si fanno più leggi contro la vita, ogni giorno va avanti questa cultura dello scarto, di scartare quello che non serve, quello che molesta. Per favore preghiamo perché il nostro popolo sia più cosciente della difesa della vita in questo momento di distruzione e di scarto dell’umanità.

 

Redazione Avvenire

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(da sezione Archivio degli articoli del vecchio sito)


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